Grand Round, seminari, convegni e dintorni -sintesi incarico

Nota finale riassuntiva attività relative all’Incarico c/o Dipartimento di Scienze della Salute UU Firenze (DSS provvedimento 694/2018) per “Coordinamento scientifico e didattico di attività formative e di aggiornamento professionale. Creazione di un database di eventi scientifici” affidato a Roberto Della Lena per il periodo 01/06/2018-31/05/2019, prorogato fino al 30 11 2019

Il presente breve testo   riassume l’attività da me svolta, sotto la direzione del prof. Maurizio de Martino,  nel periodo 01/06/2018-31/05/2019, prorogato fino al 30 11 2019 relativa all’incarico come da contratto (DSS provvedimento 694/2018) . Vedere documento allegato.

Durante il periodo 1.6.2018 – 30 11 2019, sono stati da programmati, progettati e realizzati 39 eventi formativi (in larga parte rappresentati dal ciclo dei seminari del martedì cosiddetti Grand Round; svolte anche una giornata di studio, alcuni seminari tematici, due convegni). Durante tali eventi è stata svolta attività di aula di affiancamento ai docenti, tutoraggio, moderazione; è stata altresì svolta programmazione degli incontri, contributo alla scelta degli argomenti, con analisi dei bisogni formativi.  Sono state redatte relazioni finali del “Ciclo dei seminari del martedi 2018” e “Ciclo dei seminari del martedi 2019” ai fini delle operazioni di accreditamento presso la Regione Toscana per il rilascio di crediti formativi .

E’ stato redatto un documento (allegato) in formato tabella word, in cui sono stati censito 468 eventi svoltisi nel periodo 2003-2019. Ordinato per righe e per colonne ogni riga descrive un evento; per ogni evento quattro caratteristiche descrittive in altrettante colonne: data di svolgimento, tipologia dell’evento, titolo dell’evento, nomi dei relatori

 Data di svolgimento, Sono stati presi in considerazione eventi dal 2003 al 2019. in formato giorno/mese/anno; se l’evento dura più giorni è indicata la sola data di inizio.

 Tipologia dell’evento

Convegno 18 eventi
Corso Residenziale Vaccinazioni, 1 evento
Corso tematico, 1 evento.
Grand Round 2010, 29 eventi
Grand Round 2011, 31 eventi
Grand Round 2012, 26 eventi
Grand Round 2013, 35 eventi
Grand Round 2014, 33 eventi
Grand Round 2015; 20 eventi
Grand Round 2016; 34 eventi
Grand Round 2017; 35 eventi
Grand Round 2018, 30 eventi
Grand Round 2019; 25 eventi
Seminari 2003; 10 eventi
Seminari 2004; 14 eventi
Seminari 2005; 19 eventi
Seminari 2006; 6 eventi
Seminari 2007; 2 eventi
Seminari 2008; 35 eventi
Seminari del giovedi 2009; 4 eventi
Seminari del giovedi 2011; 3 eventi
Seminari del giovedi 2012 3 eventi
Seminari del giovedi 2014; 2 eventi
Seminari del giovedi 2015; 16 eventi
Seminari del giovedi 2016; 7 eventi
Seminari del giovedi 2017; 8 eventi;
Seminari Farmaci 2016; 5 eventi
Seminari il prelievo di sangue nel bambino 6 eventi

 

Precisazione sulla terminologia. Nel 2005 iniziò un nuovo corso di seminari di aggiornamento per i medici dell’Ospedale Meyer. Per la richiesta di inserimento nel PAF (piano annuale della formazione) erano “Riunioni periodiche di aggiornamento”, per i medici che li frequentavano erano più familiarmente “I seminari del martedi”, anche per differenziarli dai seminari del giovedì fino ad allora svolti (e in realtà autonomamente mantenuti per alcuni anni pur con qualche lieve modifica). Ma con l’avvento del nuovo corso, appunto del 2005, con la direzione del prof Maurizio de Martino, l’appuntamento del martedì ha preso un nome che ha mantenuto tuttora: il “Grand Round”.

Titolo dell’evento. Assieme al titolo, quando presente un breve riassunto, indicazioni bibliografiche, suggerimenti di letture. Di molti seminari svoltisi negli ultimi cinque anni sono disponibili a richiesta le diapositive in formato ppt o pdf mostrate durante la trattazione.

Nomi dei relatori. Se più di uno in ordine alfabetico.

Essendo stato compilato in formato tabellare, l’elenco, consente di essere ordinabile per data, per tipologia di evento.

 Modalità e limiti della raccolta. L’elemento principale, da cui siamo partiti è rappresentato dalle riunioni settimanali di aggiornamento per medici ospedalieri e universitari e per gli specializzandi in pediatria. L’elenco è stato ampliato inserendo altri eventi correlati o collegati alle tematiche delle riunioni settimanali. I dati sono stati raccolti nella maniera più semplice e naturale immaginabile: seguendo con attenzione gli incontri, ascoltando le relazioni, ponendo domande ai relatori e animando discussioni, prendendo appunti e andando poi a rileggerli, raccogliendo i pdf e i ppt di quanto veniva proiettato.

La scelta dei temi trattati è stata effettuata in base ad una analisi dei bisogni formativi, con riunioni periodiche tra docenti e discenti. Talora sono stati trattati temi di cui era avvertita l’esigenza in base a emergenze territoriali, patologie emergenti. Altre volte ancora i seminari hanno ospitato relatori importanti italiani e stranieri.

 

Breve storia

Negli anni 2000 la formazione del personale sanitario cominciò a meglio strutturarsi ed organizzarsi, nacquero strutture con personale dedicato, furono introdotti i crediti formativi, gli ECM, nacque la figura dell’Animatore di Formazione.

Nel 2002 primo evento accreditato al Meyer

Nel 2003 Seminari del Giovedì. Nascono i seminari del giovedì. Ne sono artefici Antonio Messineo, Salvatore Seminara e Roberto Della Lena; il presidente è Alberto Vierucci. Gli incontri avvengono appunto di Giovedi e tutti i reparti medici, chirurgici, diagnostica, partecipano-. La strutturazione è generalmente quella di due relatori coordinati da un tutor.

Dal 2005 a tutt’oggi Grand Round. Nel 2005 nascono gli incontri settimanali del martedi Grand Round, diretti dal prof. Maurizio de Martino e mantenutisi sostanzialmente uguali fino ad ad oggi: appuntamento al martedì in aula magna, presentazione di casi clinici particolarmente complessi, o anche di particolare attualità, casi “flash” (pochi minuti di esposizione, poche diapositive, interattività massima con il pubblico “cosa pensate?”, “cosa fareste?” “Quale diagnosi?”; ai Colleghi meno giovani verranno in mente i quiz di Tempo medico!). Il nome Grand Round prende le mosse da un analogo ciclo di incontri di aggiornamento che si volgevano (e probabilmente si svolgono ancora) a Boston. Proprio a Boston li “scoprì” il prof. Maurizio de Martino in uno dei suoi soggiorni scientifici (Parigi, Oxford e, appunto Boston)

Alcuni dati sugli incontri del martedì “Grand Round) dal 2005 al 2018. I dati meno recenti sono inevitabilmente incompleti, in quanto più difficili da reperire.

ANNO n. incontri partecipanti partecipanti che hanno ottenuto crediti Valutazione complessiva Valutazione docenza      
2005 9 76   4,00        
2006 6 18   4,02        
2007 4 50            
2008 35 68 23          
2009 34 65 20 4,18        
2010 39 65 28 4,1 4,1      
2011 31 76 38 4,3 4,3      
2012 26 67 29 4,31 4,41      
2013 35 82 51 4,4 4,4      
2014 31 84 51 4,31 4,34      
2015 31 92 46 4,45 4,50      
2016 30 95 43 4,47 4,47      
2017 30 192 46 4,48 4,42      
2018 30 188 43 4,25 4,22      
2019 14 148 49 4,35  4,26      

Firenze, 30 Novembre 2019

Dott. Roberto Della Lena, titolare dell’incarico ed estensore del testo

Prof Luisa Galli, Responsabile scientifico

 

(Testo conforme all’originale prodotto)

 

Descrittori brava gente

 

Non è facile descrivere fatti in modo chiaro e sintetico. Non è difficile imbattersi in oratori che, magari esperti parlatori e profondi conoscitori di una certa disciplina, proprio non hanno il dono della sintesi e della chiarezza. Il descrittore di solito è anche un estimatore, ma non necessariamente. Il descrittore è comunque un osservatore oggettivo (se non è tale e altera in senso negativo quanto osservato diviene piuttosto un detrattore! E qui ci sarebbe da dire, ma questo è un altro discorso). Ho avuto la fortuna di incontrare abbastanza frequentemente dei buoni descrittori e ne lascio qui traccia.

  • A., colui che ben descrive le  altrui capacità/qualità, in particolare riguardo a coloro che ne hanno due o più, definendone correttamente autonomia e coesistenza, chiarendo talora situazioni di connubio non immediatamente comprensibili e perciò fonte di possibili equivoci.
  • B., colui che ben definisce i tempi estranei. Interessante l’uso dell’espressione  “tempo estraneo” più corretta rispetto all’espressione “tempo libero“,  (usata talora impropriamente suggerendo una supremazia e/o una subalternità tra due elementi che invece non c’è),
  • P., colui che ben descrive le altrui creazioni, con sintesi e chiarezza. Qualità di questo tipo di descrittore è quella di non temere di dire cose ovvie, partendo da descrizioni semplici di quanto rileva nell’osservare altrui creazioni siano esse letterarie, figurative, o altro ancora.
  • M., colui che ben sa usare le metafora del mediano. Cosa che appare banale ma banale non è.
  • U., colui che ben spiega gli altrui interventi, anche raccontandoli a chi non li ha personalmente sentiti,  delimitandone garbatamente i limiti ed esaltandone i pregi. Non raramente questo tipo di descrittore ha nel suo bagaglio esperienziale  attività di insegnamento.
  • R., colui che con garbo descrive le altrui attività come analoghe alle proprie (quando ciò naturalmente corrisponde al vero) e lo fa senza senso di invidia o supremazia, ma con senso di solidarietà e  comunanza (fa lo stesso ics per ipsilon come io faccio alfa per beta…)

Mentre scrivo mi ritornano in mente i detrattori…. ma ne parleremo successivamente, soffermandosi su alcune tipologie particolarmente difficili da riconoscere e per tale motivo assai insidiose. Tra i detrattori possiamo individuare i “Progressivi ascensionali” e i “Normalizzatori-minimizzatori“, a cui forse possiamo aggiungere i “Negativisti a oltranza“. Ma questo è un altro discorso. o forse no.

Esempio di normalizzazione-minimizzazione. Un tizio/a fa con te una figura di merda poi per scusarsi esce con una frase del tipo “Eh si, a volte, si dicono cose che non si vorrebbe…” Eh no testa di cazzo! Non è “a volte” è “quella volta lì” e non è che “si dice”, è quello che hai detto tu! Pertanto quando capitano soggetti che invece che scusarsi semplicemente fanno la pappardella di cui sopra, tenetevi alla larga. La prossima volta riusciranno a far di peggio!

Prossimamente altre categorie!

P.S. Anche fuori dal setting psicoterapeutico utile porsi la domanda di sempre: “Cosa sta cercando di dirmi questa persona?

(testo non definitivo)

A margine una vecchia riflessione di un amico "descrittore" 
(J., 2005)
Sempre più irraggiungibile.
Non trovo definizione migliore (ma ce ne saranno...)
Sempre più difficile da descrivere (eppure è possibile)
Sempre più irraggiungibile
dicevo
il concetto che sai esserci e che ti sfugge
complesso e difficile
esplicitare l'emozione che provi davanti a un bel quadro
che ti piace molto
No, forse non è così, tutto chiaro e semplice e facile da dirsi:
Quel quadro mi piace tanto, tanto, tanto, tanto

Gruppo Donatello – Attività 2018

Notevole per quantità e qualità l’attività culturale dell’anno 2018 del Gruppo Donatello. Si sono svolti ben 38 eventi (sei più dell’anno precedente). Tenendo conto della pausa estiva (luglio, agosto e una parte di settembre), si sono svolte mediamente 4 iniziative per ogni mese. L’attività espositiva ha visto protagoniste svariate discipline: pittura, scultura, grafica, fotografia, collage.

Sono state allestite 17 mostre; 6 personali e 11 collettive. Va precisato che molte collettive vedevano protagonisti un massimo quattro espositori, da essere pertanto considerabili piccole personali. Sono stati inoltre presentati 7 libri.

12 Gennaio 2018 Conferenza su Ottone Rosai Relatore Corrado Marsan. Una fine e un inizio. Primo evento del 2018 di un ciclo di incontri, voluti da Ugo Barlozzetti e dallo stesso Marsan, dedicati a figure significative del mondo della pittura.

13 Gennaio Inaugurazione della Mostra Collettiva “Seiartistisei“. Opere di Giampaolo Beltrame, Daniel Craighead, Luana Lapi, Roberto Mc Clintock, Gianni Oliveti, Elisabetta Weber. Per questa collettiva allestita con premura per motivi contingenti, gli artisti hanno recuperato vecchi lavori, lavori “inconsueti”, lavori tematici occasionalmente preparati, esperienze uniche, ovvero, come Oliveti ben tratteggia nell’invito: “tutto quanto animato dall’essere artisti, sempre pronti a mettersi in gioco con semplicità, anche quando si tratta di supportare le necessità del nostro Gruppo. E il risultato? Sarà ottimo, senza alcun dubbio!” Ed è stato proprio come Gianni ha pronosticato!

27 Gennaio Inaugurazione della Mostra “Il profumo dei miei fiori“. Opere di Wilma Mangani. L’artista ha una lunga militanza alle spalle e numerose esperienze espositive in molte sedi qualificate. Presso il Gruppo Donatello ha festeggiato nel 2013, con una mostra antologica, i sessanta anni di attività, nel 2016 ha proposto una seconda personale, “Viaggio interiore”, e quest’anno appunto, presenta  il tema floreale.

2 Febbraio Conferenza su Vinicio Berti. Relatori: Ugo Barlozzetti e Corrado Marsan. L’opera del grande Vinicio e dell’astrattismo classico, movimento di cui fu cofondatore con Gualtiero Nativi, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini e Mario Nuti. L’incontro prosegue il ciclo di conferenze iniziato il 12 gennaio, dedicate a figure significative del mondo della pittura.

10 Febbraio Inaugurazione Mostra Collettiva al femminile “Noi tre“. Opere di Antonietta Borgioli, Patrizia Gabellini, Annamaria Maremmi. Scrive Gianni Oliveti “Ognun per sè, arte per tutti!” Non si può che dagli ragione: abbiamo infatti tre stili diversi di altrettante artiste, non legate da alcuna tematica espositiva, nè dalla tecnica; ma legate soltanto da bravura, amicizia e forte senso di appartenenza al Gruppo: non c’è che dire, un ottimo mixer!

15 Febbraio Conferenza di Corrado Marsan su Gianni Vagnetti (1897-1956), pittore fiorentino di notevole spessore, vissuto nella nostra vicina piazza Donatello e padre di Vieri Vagnetti (1936 – 1994), nostro socio negli anni ‘80 e ‘90.

24 Febbraio Inaugurazione Mostra Collettiva “Per diverse visioni“. Opere di Sandra Ajello, Fiorella Macchioni, Cinzia Pistolesi. Ancora tre artiste, ancora un ottimo risultato. Ovvero le differenze come valore aggiunto; scultura, pittura, figurazione, astrazione. Non per ripetersi, ma siamo ancora di fronte ad un ottimo mixer!

10 Marzo Inaugurazione mostra “Contrappunto“. Opere di Giuseppina Cappello e Leonardo Goggioli. Il titolo mantiene fede a quanto Giuseppina e Leonardo presentano due melodie diverse e indipendenti ma ben “contrappuntate”: irruenta e forte di colore la prima, modulata e con toni forti ma suadenti la seconda..

15 Marzo e 22 marzo ancora due importanti conferenze su Primo Conti e su Lucio Venna. Promotori e relatori ancora una volta Marsan Barlozzetti.

24 Marzo Premio Donatello alla carriera al Maestro Franco Zeffirelli in occasione del 70° anniversario del Gruppo Donatello. La manifestazione si è tenuta presso il Museo Zeffirelli, Piazza San Firenze 5, a Firenze, dove è stata consegnata una speciale Pisanelliana, modellata a grandezza naturale da Gianni Oliveti con un ritratto del Maestro in età giovanile. Nella bella serata anche un altro tributo al maestro Franco Zeffirelli: la consegna di un ritratto eseguito da Anna Cecchetti.

25 Marzo Inaugurazione mostra “Epos Elegia e Mito“. Opere di Marco Orsucci e Paolo Pesciullesi. Sculture del primo abilmente coniugate con le pitture del secondo. Orsucci “…restaura le funzioni dei significanti, riuscendo soprattutto a privilegiare con con misura autenticamente classica e nello stesso tempo contemporanea” (Barlozzetti). In Pesciullesi “… si avverte il fascino di un mondo che scaturisce  dalla singolare visione di un surrealismo rielaborato, ridefinito attraverso la sensibilità dell’artista” (Mistrangelo).

7 Aprile Inaugurazione mostra “Forma e colore” Sculture di Mimma Di Stefano e pitture di Giovanna Ferrara. Ottimo accostamento di due modi sensibili di intendere la rappresentazione della realtà nelle sue varie espressioni: figura umana, natura morta, paesaggio.

12 e 19 Aprile Continua ancora il ciclo di conferenze curate da   Ugo Barlozzetti  e  Corrado Marsan con due incontri dedicati rispettivamente a Giovanni Colacicchi e a Ugo Capocchini due maestri importanti, verso la cui memoria la nostra città  non ha mostrato adeguata sensibilità.

21 Aprile Inaugurazione mostra “Ricordiamoli”. Opere di cinque soci recentemente scomparsi, ma che vivono nel nostro affettuoso ricordo: Aldo Andreoli, Sandra Batoni, Enzo Faraoni, Enzo Pazzagli, Edda Tanara. Sono stati grandi artisti e soprattutto nostri amici.

26 Aprile Nella più bell’arte. Incontro con lo scrittore Marco Vichi, noto ben oltre la realtà toscana. Confidenze tra l’arte e la vita. L’autore ha parlato a lungo del suo ultimo libro “Nel più bel sogno” e più in generale della genesi della sua opera e della creazione dei suoi personaggi, primo tra tutti il commissario Bordelli, protagonista di tante avventure.

3 Maggio Conferenza. Barlozzetti Marsan parlano del grande artista Silvio Loffredo (1920 – 2013) scomparso cinque anni or sono ma sempre vivo nel ricordo e nella stima di molti di noi che gli sono stati amici.

5 Maggio Inaugurazione mostra personale di Alessandro Goggioli “storie A punti“. Bella mostra di opere recenti -attentamente condotte “per punti”- del fiesolano Alessandro Goggioli. Ben inquadra Ugo Barlozzetti i lavori di Alessandro:  “…le opere acquisiscono una ironia costruttiva, avviano a una riflessione sul passarsi di testimone dell’esistere tra le generazioni e invitano a saper vedere, nella quotidianità degli eventi che mutano la storia

17 e 24 Maggio Continua il ciclo di conferenze dedicate rispettivamente ad Alberto Moretti e a Fiamma Vigo due indimenticabili personalità nell’ambito dell’astrattismo e delle avanguardie in genere a Firenze.

6 Giugno- 12 Giugno Inaugurazione mostra all’aperto 2018. Inaugurazione della XLVIII MOSTRA di PITTURA – SCULTURA – GRAFICA – FOTOGRAFIA degli Artisti del Gruppo Donatello in Piazza Donatello. Il tradizionale appuntamento è stato arricchito da numerosi altri eventi. Il 6 giugno, con la presenza di varie autorità cittadine, è stata ufficialmente inaugurata la XLVIII Mostra all’aperto, e in galleria, contemporaneamente, si sono potute ammirare le opere presentate al Concorso fotografico Silfi – Donatello “Firenze Smart City: una città che cambia tra sviluppo e sostenibilità”. La giornata di apertura è stata arricchita anche da  un drink offerto dalle case vinicole Guicciardini e Frescobaldi e dal Panificio La Spiga. Altre manifestazioni satelliti alla mostra sono state la presentazione del libro di Lorenzo Borghini “Diario di un viaggiatore sentimentale” (con intervento  del prof. Ugo Barlozzetti accompagnato da letture dell’attore Alessandro Calonaci). – e quella del libro di Nicola Coccia “Carlo Levi, dal confino alla Liberazione di Firenze”. Dal 12 Giugno la Mostra fotografica si è spostata a Villa Arrivabene – sede del Q2 – in Piazza Alberti, dove il Presidente del quartiere Michele Pierguidi ha aperto la mostra fotografica delle opere partecipanti al concorso Silfi-Donatello a cui è seguita la premiazione dei vincitori e un drink offerto dal ristorante Il Pesce Rosso

 15 Settembre. Inaugurazione della mostra fotografica “Graffi d’autunno” Opere di Fabio Canali. Fotografo, quarantenne. Lui stesso pone l’accento su passione fotografica ed età anagrafica nella breve scheda con cui si auto-presenta nella locandina che annuncia la sua personale. Fabio ama, e lo dimostra, la luce,  quella che filtra tra i rami degli alberi colti in controluce, così come quella apprezzabile quasi come trasparenza su petali e pianticelle e altri elementi della natura. Talora l’intervento in “postproduzione” obbliga a percepire una sorta di movimento, di vitalità, di energia. Fabio non eccede mai comunque nell’elaborazione dell’immagine; sa fermarsi al momento giusto.

26 Settembre Assemblea annuale dei soci

 

 

 

 

 

29 Settembre Inaugurazione Mostra “A onor del vero“. Opere di Francesco Beccastrini e Paolo Vannini. L’onor del vero non par qui sinonimo di “Se la vogliamo dire tutta“, ma piuttosto la maniera di onorare con stili e tecniche diversa appunto il vero; volti dal vero, paesaggi dal vero, interni dal vero. Interventi di Ugo Barlozzetti e Giuse Benignetti.

13 Ottobre Inaugurazione mostra  “Ritorno all’ordine” opere di Marcello Paoli. Interventi di Ugo Barlozzetti e Roberto Della Lena.  L’artista stesso dichiara come questa mostra scaturisca da un’esigenza profonda di “ordine” che gli si è “manifestata”, verrebbe da dire con Hillman, “con la forza di un’annunciazione”.

27 Ottobre Inaugurazione mostra “I collage”. Opere di Armando Mannini. Ottimo scenografo e collagista, Armando presenta bei lavori tratti dalla sua lunga esperienza teatrale, come si legge nell’invito: “… proprio la scenografia divenne la sua passione e pian piano dal Piccolo Teatro di Firenze si trovò a girare in tutta Italia con le varie compagnie (…) forse da questo mondo dove tutto è finzione è nato il suo amore per l’elaborazione delle immagini fotografiche, che cominciò a ritagliare, frammentare e ricomporre fino a creare qualcosa di nuovo, di magico, di onirico” (F. Cianfanelli)

7 Novembre Presentazione del libro di Fabrizio Borghini e Luca Giannelli “Il primo cinema non si scorda mai“, una piacevole rassegna di cinematografi e “cinemini” parrocchiali di una volta, piacevolmente ricordati da una folta schiera di personalità fiorentine.

10 Novembre Inaugurazione mostra “Ad occhi chiusi“. Opere di Enrico Bandelli. Non solo una mostra, ma  un’esperienza multisensoriale grazie alle opere realizzate da Enrico in modo da permetterne la fruibilità da dei disabili visivi.  La mostra realizzata con la collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Firenze L’abilità di Bandelli  è ulteriormente sottolineata dal sapiente utilizzo di materiale  recuperato nelle spiagge toscane con cui Enrico ha creato una serie di Pinocchi.

24 Novembre.  Inaugurazione mostra “Elogio della diversità” Opere di Giampaolo Beltrame, Cinzia Pistolesi, Anna Mercati. Tre differenti modi di rappresentazione artistica. La raffinata tecnica di  Giampaolo Beltrame, qui o più che altre volte declinata in composizioni fitte di personaggi che popolano o hanno popolato eventi significativi della nostra storia; le composizioni informali di Cinzia Pistolesi, giocate essenzialmente sul colore, sui contrasti, talora sulla sottolineatura materica a trasmettere vibranti emozioni;  la grafica e la scultura di Anna Mercati ci mostrano ancora una volta la straordinaria abilità e l’armonia sia sulla carta impressa dalle sue incisioni, sia quando muovendosi nelle tre dimensioni realizza bei soggetti in  terracotta e ceramica.

28 Novembre  Presentazione del libro di Oriano Bertoloni “L’alba del priore” (Edizioni Medicea)

9 Dicembre Presepe d’Artista 2018. Anche quest’anno nel giardino antistante Villa Arrivabene, sede del Quartiere 2, inaugurato un Presepe i cui personaggi (storici e non) sono opera dei Donatelliani. “Un” presepe, perché come ogni anno, sempre a cura degli Artisti del Gruppo, si affiancherà a questo anche un altro presepe che il giorno 22 sarà allestito a Villa Fagan.

13 Dicembre Giornata di Donatello. Al mattino convegno sul tema: “Donatello e il suo tempo” nel Saloncino Paolo Poli del Teatro della Pergola. Interventi di Ugo Barlozzetti (Presidente del Gruppo Donatello), di Antonio Natali (Storico dell’Arte e Premio Donatelo 2018), e di Francesco Bandini (Architetto, Archeologo Biblico e past President del Gruppo Donatello).
Nel pomeriggio la tradizionale Deposizione delle Ghirlande sulla tomba di Donatello; al termine della cerimonia il baritono Rolando Panerai (Premio Donatello dello scorso anno 2017) canta l’Ave Maria  Franz Schubert. A seguire, presso il Caffè Storico Gilli viene attribuito il Premio Donatello 2018 al prof. Antonio Natali con consegna della Pisanelliana modellata a grandezza reale dallo scultore Marco Orsucci

15 Dicembre Inaugurazione mostra “Deja vu“. Mostra di Pittura, scultura e Fotografia. Opere di Giuliana e Nicola Signorini.  I quadri di Giuliana Signorini e le fotografie di Nicola, ancora una volta insieme, la terza,  vengono proposti in questa “Déjà vu”, dopo “Ieri e oggi” del 2017 e “4 + 1” del 2016. La trilogia, iniziata con una celebrazione dei quattro elementi acqua, aria, terra e fuoco insieme all’elemento umano, il quinto, e continuata con “ieri e oggi”, autentico percorso e ricerca delle radici, fino a “Deja vu” in cui la collaborazione-sintesi diviene sempre più approfondita e alta. Purtroppo il destino, privandoci di Giuliana solo due mesi dopo la mostra, non ci consentirà apprezzare l’ulteriore evolversi di questa diade artistica, ma quanto ella ha seminato verrà raccolto da Nicola e il ricordo di lei e dei suoi “vortici” resterà in noi che l’abbiamo per tanti anni apprezzata, come artista e come insostituibile amica.

19 Dicembre. Presentazione del libro “Firenze e Gerusalemme, speranze di pace nel tempo presente“, di Francesco Bandini. Il libro racchiude articoli e saggi di archeologia biblica, antropologia ed etica pubblicati fra il 2009 e il 2018.

22 Dicembre Presepe d’Autore 4. Presepe alla Banca Cambiano. Per il quarto anno consecutivo gli Artisti del Gruppo Donatello hanno allestito un Presepe anche a Villa Fagan, in viale Gramsci. Questo presepe ha una peculiare caratteristica; accanto ai personaggi tradizionali sono presenti oltre trenta sagome in legno e dipinte, raffiguranti  imprenditori, commercianti della zona, personaggi sportivi e altri personaggi noti in città (ogni anno se ne aggiunge qualcuna nuova). Come consuetudine anche quest’anno è stato pubblicato  a cura di Gianni Oliveti, il catalogo “Presepe d’Autore 4” che va ad aggiungersi ai precedenti. Il Presepe è rimasto aperto al pubblico fino al 6 gennaio.

Lo scaffale. Libri interessanti, ricevuti, acquistati, letti o da leggere

Lo scaffale. Libri interessanti, ricevuti, acquistati (e anche ritrovati), letti o da leggere. Editi tra il 1852 e il 2021: acquisiti tra il 2012 e il 2021.

Questo testo  è “In continua evoluzione”. Le opere qui segnalate sono destinate ad essere lette (o rilette) e recensite. Quando la recensione è stata scritta, accanto al titolo viene inserito il link relativo. I commenti brevi che compaiono qui sono da considerare come preliminari e interlocutori, destinati ad essere sostituiti da testi più completi ed esaurienti.

#PerchéSì Laboratorio di idee per comunicare il valore dei vaccini. I Edizione 2018. Carocci Editore.  Anche on line qui.

AA. VV.: COVID. Il futuro della Toscana dopo il contagio. Libro Supplemento al La Repubblica del 25 Luglio 2020. Numerosi interessanti contributi di giornalisti ed esperti di vari settori della cultura.

Allamani Allaman: Dipendere. La parola per strada edizioni, Firenze 2019 (Terza edizione). [Contenuti: Presentazione – Premessa – Dipendere – Siamo tutti dipendenti? – Desiderio di difendere – Solitudine e invocazione – La tossicodipendenza – L’illusione dell’autosufficienza e la coazione a ripetere – Un desiderio di smettere – Una bianca luce – Alcolisti anonimi e le altre associazioni dei dodici passi – La lettera di Carl Jung a Bill – Testimonianze –  Una sbarra dinanzi il camion (Luciano) – I figli e l’angelo del Signore (Renato) –  Freud, Jung e Alcolisti Anonimi (Umberto) – La preghiera della serenità (Marta) –  L’Io e il Potere Superiore (Claudio) – Dalla droga libero solo oggi (Fausto) – Non ho mai avuto un rapporto equilibrato col cibo (Silvia) –  Dio come posso concepirlo (Carlo) – Se vinco sto male se perdo sto male (Raul) – La famiglia del dipendente (Roberto) – Sono dipendente dalle relazioni (Bruno) – Un Dio d’amore (Alessandro)] Un bel testo di Allaman, da sempre sul fronte delle dipendenze con particolare riferimento, naturalmente, all’alcol. L’Autore è stato per lungo tempo direttore del centro alcologico fiorentino mette a disposizione del lettore la sua esperienza illustrando la problematica, la storia recente e anche quella più datata, lo stato dell’arte. Il volume consente altresì di conoscere gli  Alcolisti anonimi di Firenze anche attraverso testimonianze dei diretti interessati.

Allamani Allaman: Quarantacinque lugli fa: una storia della nascita di Alcolisti Anonimi. Toscana Medica 7/2019 pagg. 20-21.  Versione on line [Nel luglio 1974 a Firenze sono stati presentati per la prima volta in Italia Alcolisti Anonimi, grazie alla passione di uno scrittore e del suo amico messicano, e la comprensione di alcuni medici del tempo. Si ricorda qui la nascita di quegli eventi che fanno parte della risposta che la società italiana e i professionisti iniziarono a dare all’emergere in quegli anni dei fenomeni della dipendenza. Parole chiave: Alcolisti Anonimi, alcolismo, psichiatria, dipendenza alcolica, gruppo dei 12 passi]

Alvaro Corrado:  Il nostro tempo e la speranza.  Bompiani 1952, pagg.141-144

Arzani Paolo, Dei Metella, Allamani Allaman, Corotti Arianna, Guerra Lucia, Bersanini Ernesta: In terra straniera. La parola per strada edizioni, Firenze 2018

Bacarelli Patrizia: Fonti di Luce. Ed. Tip. Bandino, Bagno a Ripoli, 2016. Catalogo comprendente numerosissime opere dell’Artista Patrizia Bacarelli, arricchito da testi critici di Eleonora D’Aquino e dell’Abate di San Miniato al Monte, Bernardo Francesco Gianni. Presente anche una biografia dell’Artista curata da Fabrizio Borghini.

BANDELLI & OLIVETI LE CASSANDRE MOLESTE ovvero poetiche premonizioni sul mondo che muore nei lavori di due artisti Toscani fra il 1969 e il 1985 (Catalogo della Mostra)  Firenze 23 marzo – 11 maggio 2019 (Le Murate 23/3 – 7/4; Villa arrivabene 9/4 – 23/4; Villa Bandini 27/4 -11/5)

Bandini Francesco. ARTE E ANIMA. Riflessioni sul senso della nostra esistenza, nella vita e nell’arte. In corso di stanpa su Atti del Convegno “L’Arte e l’Anima”,  13 dicembre 2019, Firenze, Saloncino Paolo Poli del Teatro della Pergola.  Alcune frasi del testo. “Quali sono gli obiettivi della nostra vita? Proviamo dunque a riflettere su questo cercare di scoprire qual è il senso della nostra esistenza, nella vita e nell’arte” […] Le differenze di pensiero che anche quest’oggi potrebbero essere formulate e il confronto tra le risposte, potranno costantemente alimentare in noi nuovi pensieri e porsi, forse in maniera più obiettiva davanti alle circostanze della vita. […] “…tre pulsioni inconsce: ARTE, FEDE, CIVISMO, non abbracciabili nel loro assoluto e quindi, di volta in volta burocratizzate nel tempo e nello spazio: parliamo dunque in primis dell’Arte, nelle sue varie correnti artistiche la Fede burocratizzata nelle varie religioni, il Civismo burocratizzato anch’esso nei vari Codici”  […]   “Cercare è il nostro destino”  […]   “Ecco: l’immagine che io formo dell’arte, quella di una catena formata da tanti anelli artigianalmente costruita saldandosi con il succedersi delle generazioni”  […]  “L’artista è così curioso, cosi bramoso di estendere la propria anima che a volte i confini diventano indistinti e può sopraggiungere un esaurimento nervoso. In un certo senso dobbiamo aver timore del sacro ma come quello che Tommaso d’Aquino chiamava «casto timore» un timore reverenziale, un termine dunque che non è paura, che ci paralizza o che ci riduce al non agire, ma un timore che invita ad espanderci, a crescere e a fidarsi”  […]   

Barbanera Gianfranco: Aiutare il sole a sorgere ancora. Interprofessionalità. Anno XIII – n. 85 Giugno 2003, pag. 7. Documento on line (visto e letto 17 Settembre 2021)

Barlozzetti Ugo: Leonardo e i suoi fratelli. Storia & storie di Toscana, Anno 7 n. 40, Gennaio-Febbraio 2019, pagg. 6-9

Barlozzetti Ugo: Cosimo I. E qui comando io. Storia & storie di Toscana, Anno 7 n. 41, Marzo-Aprile 2019, pagg. 8-12

Benucci Pierpaolo: Il Mugnone e i torrenti tombati di Firenze. Sarnus, Firenze, 2021

Bertocchi Simona: I pasticci di Leonardo. Giovane Holden Edizioni, 2019. Interessante storia che si dipana su due piani, due tempi diversi: il rinascimento e i nostri giorni. Convivono nel romanzo di Simona, percché di romanzo si tratta, la storia e la fantasia, il passato rigoroso rispetto a nomi, luoghi, date, e il presente frutto della creatività di Simona. Colpisce come le due parti si integrino, alimentando la curiosità del lettore con il continuo viaggio nel tempo alternando la narrazione dei fatti del quattrocento con  quelli del  quotidiano, poi di nuovo con le vicende del quattrocento e così via. I pasticci (non necessariamente doci, anche salati) sono il filo conduttore; ogni pasticcio da luogo e nome ad un capitolo, ma non si pensi a semplici questioni di alimentazione, cucina e ricette! Quanto lega vivande prelibate di quel tempo lontano ad un moderno laboratorio di pasticceria è il reperimento di un documento leonardiano. Accanto a racconti documentari non mancano emozioni e persino un pizzico di  suspense  (e non souspence!). [continua]

Borghini Fabrizio: Incontri con l’arte… e non solo. 30 anni di televisione. Ediz. Masso delle Fate, Signa, 2017.

Borghini Fabrizio,  (a cura di): C’era una volta un rione a Firenze. Ediz. Masso delle Fate, Signa, 2021. Contibuti di: Acidini Cristina, Acuti Franco, Agostini Susanna, Ariani Roberto, Artusi Luciano, Augier Alessandro, Azzurri Riccardo, Bandelli Enrico, Bandini Francesco, Barbieri Maurizio, Barlozzetti Ugo, Biagi Andrea, Boccalini Stefano, Bogani, Bompanì Giorgio, Bonuccelli Baglione Anna Maria., Borghini Fabrizio, Borselli Massimo, Brancale Michele, Bresci Erika, Bustric (Sergio Bini), Cafaggi Andrea, Calistri Andrea, Carabba Fabrizio, Carapelli Riccardo, Carlotti Paolo, Ceccanti Marco, Ceccuti Cosimo, Chiostri Jacopo, Ciabani Roberto, Ciali Marino, Cianfanelli Filippo, Ciulli Roberto, Comparini Andrea, Conti Carlo, Conti Gianni, Conticini Nada, Corsi Stefano, Da Roit Andrea, De Concilio Luigi, Del Fante Luigi, Di Gennaro Antonio, Faldi Franco, Fibbi Fabrizio, Fiesoli Alessandro, Frassanito Pietro, Frazzi Antonio, Fricelli Giuseppe, Gheri Elena, Giani Eugenio, Gioia Corrado, Giusti Giovanni, Goretti Fernando, Grifoni Stefano, Gurrieri Francesco, Iacopini Gampiero, Ieri Enrico, Jaksetich Maurizio, Lapucci Carlo, Lazzerini Marcello, Magherini Guido, Malesci Franco, Mannelli Luigi, Mannelli Massimo, Martelli Calvelli, Martini Moravio, Masini Marco, Mazzoni Orlando, Migneco Bruno, Misuri Andrea, Moneti Paolo, Morandi Silvano, Morozzi Daniela, Naldini Maurizio, Napoli Federico, Nappini Andrea, Nelli Massirno, Nencioni Enrico, Nincheri Gianni, Orlandini Paolo, Pallanti Giovanni, Panizza Alberto, Paolicchi Alfredo, Piani Ermanno, Pieri Alberto, Poggiali Roberto, Poli Paolo, Quercioii Franco, Ranfagni Valerio, Ruffilli Massimo, Sandrelli Massimo, Senatori Luciano, SMS Rifredi (anonimo), Sodi Milvio, Spinelli Enrico, Tamburri Roberto, Tempestini Anchise, Torrini Cinzia TH, Torsoli Lauretta, Trecci Alfonso, Vallesi Paolo, Vannini Paolo, Vannucci Piero, Vannuccì Vanni, Vichi Marco, Vignozzi Piero, Zoi Enrico,

Borghini Fabrizio, Giannelli Luca (a cura di): Il primo cinema non si scorda mai.  Scramasax, Firenze, 2018. Ampio volume riccamente illustrato che attraverso i racconti di oltre cento autori, permette al lettore di conoscere la storia dei cinematografi fiorentini. E attraverso la storia di cinema – elemento non secondario del libro –  si ripercorre anche la storia dei vari quartieri della città, delle abitudini di vita,  dei loro mutamento nel tempo. Del resto il sottotitolo parla chiaro, annuncia e mantiene una promessa: “Trecento sale cinematografiche fiorentine raccontate da centoventisette personaggi“. Si può rilevare che ai centoventisette personaggi che parlano nel libro della propria esperienza personale con il cinema, ad ogni pubblica presentazione del libro (ne sono state svolte molte, io ho partecipato ad un paio) vanno ad aggiungersi altri personaggi/spettatori, che in occasione della presentazione stessa propongono anch’essi qualche personale ricordo o aggiungono dettagli a quanto pubblicato. D’altronde un libro come questo non può non sollecitare il lettore appassionato nel leggere la storia dei cinema a Firenze,  a ripercorrere con le sale di proiezione fiorentine,  la propria storia personale.  Probabilmente ciò permetterebbe (permetterà?) una nuova edizione!

Braibanti Paride, Zunino Anna (a cura di): LO SGUARDO DI IGEA. Soggetti, contesti e azioni di psicologia della salute.  (Contributi di Mario Bertini, Paride Braibanti, Laura Carlozzo, Silvia Cito, Vera De Agostini, Daniela De Berardinis, Francesca Focardi, Maria Pia Gagliardi, Lucia Lazzarini, Ivo Lizzola, Mario Magnelli, Paola Mamone, Silvia Mazzoleni, Nicola Paulesu, Enrico Petrangeli, Enrica Pizzi, Silvia Roggeri, Anna Zunino). Franco Angeli, 2005, Milano

Camagni Giuseppe: “Una vita per altre vite”. Ed. Tassinari, Firenze, 2017. Vedi Presentazione del libro di Giuseppe Camagni “Una vita per altre vite” svoltasi Mercoledì 29 Novembre 2017

Camarlinghi Franco, Mancini Marcello, Fabbri Stefano, Mazza Massimo T., Tozzi Leonardo: Lo SHOCK di FIRENZE: La Vera Pandemia di una Città e 4 “vaccini” + 1 per affrontarla. Florence Press, 2021

Ceragioli ElideIldegarda e il mistero dell’arciere. Robin Edizioni, Torino, 2018. Un testo che fin dall’inizio, prima di entrare nel merito della storia colpisce favorevolmente per l’attenzione al lettore, attenzione che l’Autrice concretizza con l’introduzione di una scheda storica e di una preliminare descrizione dei personaggi. Il libro si sviluppa in tre sezioni per un complessivo numero di sedici capitoli: “”Il mistero del lupo mannaro”, “L’arciere  maledetto”, “Misericordia verità giustizia e pace”. l libro è molto avvincente; l’incipit non è del tipo “C’era una volta”, bensì di un momento assai drammatico, quello in cui il giovane Mateus è  vittima di percosse di un padre violento. Proprio nell’incontro con Mateus, che cerca aiuto in convento, Ildegarda si presenta a lui e ai lettori: “Io sono Ildegarda e questa è sorella Anna…”. Da lì in avanti l’avvincente storia piena di mutamenti e colpi di scena, rancori, misteri svelati e altro ancora. Le intuizioni di Ildegarda, la non facilissima convivenza tra la sua comunità religiosa e quella dei “dirimpettai” Benedettini, l’evoluzione e il cambiamento di personaggi e situazioni, sempre sostanziate in episodi descritti con grandissima capacità tali da rendere immagine la lettura, fanno di questo testo un romanzo storico, ma anche un thriller, e a mio avviso anche un saggio sulla vita, i costumi, il pensiero dell’epoca. Fra l’altro così come è relativamente “facile” tratteggiare luoghi e personaggi, ben più complesso è far vivere il clima, le emozioni, le suggestioni di un tempo così lontano (si pensi a come è talora difficoltoso riferire esaurientemente a persone più giovani di noi fatti di soli trenta o quarant’anni fa!)
Fin qui solo un modestissimo appunto; in una prossima più ampia descrizione, oltre a tratteggiare alcuni passi significativi, verrà descritta anche la felice,  inaspettata occasione che mi ha fatto conoscere questo testo, e verranno descritte anche  curiose coincidenze legate a tale scoperta.

Ceretelli Paolo: Magri gatti. Collana di Poesia “Le Pleiadi” Edizioni Lucio Pugliese, Firenze, 2009. Raccolta di poesie di Paolo Ceretelli, prefazione di Roberto Della Lena, Presentazione di Lucia Pugliese, diseni di Mirko Ganucci.

Chiantini Bruno: Santa Petronilla eventi storici e vicende dalle origini alla Parrocchia dei nostri giorni, Roccastrada,  Il mio amico, stampa, 1995

Contini Donatella: L’impronta. Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2014.

de Martino Maurizio: Pediatria, Edises, Napoli, 2012. Importante trattato; trentasei capitoli che coprono tutti gli aspetti pediatrici: la medicina internistica, la specialistica, aspetti chirurgici, aspetti medico-legali. Il prof. Maurizio de Martino è ordinario di pediatria a Firenze. Prefazione del prof. Alberto Vierucci.  Contenuti, vedi Argomenti di pediatria (Indice del testo del prof. Maurizio de Martino)

Del Fungo Guido: Ardui dettagli. Firenze 2019 (Ristampa). Genere autobiografico; interessante raccolta di periodi ed esperienze di vita e di professione non necessariamente esposte in ordine cronologico, invitando il lettore a stabilire e ricostruire nessi spaziali e temporali. Vedi in questo blog “I dettagli (ardui) di Guido”

Del Fungo Guido: Per le scale. Men’arte, Firenze 2016 (a cura di Giovanna Fozzer con un saggio di Alberto Severi). Vedi recensione qui

Della Lena Roberto: Gualtiero Sbardelli. Poeta e commediografo tra Roma e la Toscana. Nuova, Gennaio 2022, pag. 48

Di Sangro Raimondo: Il Lume Eterno a cura di Gian Carlo Lacerenza. Un’opera rarissima del Principe di San Severo. Bastogi Editrice Italiana, 1999.

Dizionario corografico-universale dell’Italia sistematicamente suddiviso secondo l’attuale partizione politica dogni singolo stato Italiano compilato da parecchi dotti Italiani. Volume terzo – Parte I. Toscana. Fascicolo ventesimo. Milano, Stabilimento Civelli e C. 1852. Alle pagg. 1251-1254 la voce Sarteano o Sartiano.

Ferretti Giovanna: Francesco Antonini. La vita e le intuizioni di un geriatra. Mauro Pagliai Editore, 2014

Foundation of the work of C. G. Jung, Ulrich Hoerni, Thomas Fischer, Bettina Kaufmann (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019 [Contenuti, Indice. PREFAZIONE (Daniel Niehus), 7 – IMMAGINI DALL’ INCONSCIO. INTRODUZIONE ALL’ OPERA VISIVA DI C.G. JUNG (Ulrich Hoerni), 9 – L’opera visiva diviene visibile,10 – Raggruppamento tematico e cronologico delle opere visive di Jung, 12 – La maestria di Jung, 13 – L’approccio di Jung alle immagini, 13 – Jung e le arti visive, 15  – L’ARTE DI C.G. JUNG – C.G. JUNG E L’ ARTE MODERNA (Thomas Fischer e Bettina Kaufmann, 19 – LA CONCEZIONE JUNGHIANA DEL COLORE NEL CONTESTO DELL’ ARTE MODERNA (Medea Hoch),  33 – Sugli aspetti psicologici del colore, 33 – Cielo e terra, 37 – L’arte medievale come fonte di ispirazione per la pittura simbolica di Jung, 38 – Identificazione dei colori nell’alchimia, 43 – I dipinti meditativi di Jung in riferimento alla modernità dadaista, 47 – GALLERIA DI IMMAGINI CON COMMENTO, 51 – 1. Castelli, città, scene di battaglia, 52 – 2. Paesaggi, 66 – 3. Parigi e dintorni, 81 – 4. Marine, 88 – 5. La casa di Küsnacht, 92 – 6. Immagini interiori e il Libro rosso, 100 – 7. Anima, 105 – 8. Systema mundi totius, 109 – 9. Mandala, 119 – 10. Fanes, 121 – 11. Visioni sferiche, 129 – 12. Stelle, 136 – 13. I Cabiri e il serpente alato, 139 – 14. Filemone, 141 – 15. Atmavictu e altre stele, 146 – 16. Serpenti, 152 – 17. La Pietra di Bollingen, 158 – 18. Lapidi, 164  – PRESENTIMENTI DEL SÉ. GLI ABBOZZI DEI MANDALA PER IL LIBRO ROSSO (Diane Finiello Zervas), 175 – Jung e i mandala: introduzione, 175 – Le origini del simbolismo junghiano del mandala: 1913-21, 178 – Gli abbozzi di mandala: formazione e trasformazione, 182 – Sviluppi successivi, 206 – MATERIA E METODO NEL LIBRO ROSSO. UN PRIMO BILANCIO DELLA RICERCA (Jill Mellick), 213 – Materiali, strumenti e supporti, 213 – Copista, rubricatore, illustratore, miniatore, 216 – Campi musivi, 220 – Trasparenza e opacità, 222 – Prospettiva e dimensionalità, 223  – C.G. JUNG COLLEZIONISTA (Thomas Fischer), 229 –  UNA SELEZIONE DI INIZIALI MINIATE DEL LIBRO ROSSO (Ulrich Hoerni), 241 – Carl Gustav Jung: vita e opere, 255 – Sigle e abbreviazioni, 259 – Bibliografia essenziale, 261 – Gli autori, 265, – Indice analitico, 267]

Fossati Silvia (a cura di): Libro d’Artista in tour 2019, Studio Giambo, 2019. [Contenuti: Presentazione del progetto p.9; LIBRO DʼARTISTA 14° ANNO 11; Il libro, lʼarte, la passione, la cultura p.12; IL “LIBRO DʼARTISTA” a CARRARA p.14 – Ilario Luperini Libro dʼartista 2019 p.17 – Presentazione degli artisti p.23 – Catalogo delle opere degli artisti p.59 – Accademia di belle arti di Carrara 129; Libro dʼartista in tour 2019 p.130 – Accademia di belle arti di Bologna p.141; Produrre un libro p.142 – Liceo artistico Marco Polo di Cecina p.145; presentazione del progetto p.146 – Vivere lʼarte a 360 gradi p.147 – Istituto Einaudi Ceccherelli di Piombino p.151; Presentazione del progetto 152 – Ccuola dellʼinfanzia Cancelli di Reggello p.155; presentazione del progetto p.156 – Doppio senso; Italo Calvino, bibliografia ragionata dʼartista p.158.]  Anche on line qui.

Galimberti Umberto: Ci direbbe ancora “Ascoltate il vostro daimon”. Robinson, supplemento a La Repubblica 16 10 2021

Galati Fabio (a cura di): Toscana segreta. Viaggio in quindici racconti. GEDI, 2021, Torino

Gianni Padre Bernardo: Percorsi Luziani, Metteliana, 2019. [Contenuti: PAOLA BAIONI, MARCO MARCHI: Mario Luzi da Papa Francesco – Pietro Paolo Tarasco: A Padre Bernardo Gianni. “Non lasciare deserti i miei giardini” – MARIO LUZI: Rimani dove sei, ti prego – STEFANO VERDINO: Su Rimani dove sei, ti prego – Documento della donazione di 38 tavole autografe; La Bibbia di Venturino Venturi – PADRE BERNARDO GIANNI: Nugae quaresimali – PADRE BERNARDO GIANNI: «La città dagli ardenti desideri» – Appendice]

Gustarelli Andrea: IL POEMA SACRO. RIASSUNTI E SCHEMI PER LO STUDIO DELLA DIVINA COMMEDIA – PARTE PRIMA – L’INFERNO. EDIZIONE ACCRESCIUTA DI UNA RASSEGNA SINTETICA DI LUOGHI EPISODICI. CARLO SIGNORELLI EDITORE, MILANO, 1954. Trattasi di un prezioso ausilio allo studio della Divina Commedia. Quanto viene detto per il primo volume dedicato all’inferno, con poche variazioni, vale sostanzialmente anche per gli altri due relativi a purgatorio e paradiso. Viene qui riportato  l’intero testo presente in copertina compresa la precisazione circa l’arricchimento rispetto a precedenti edizioni (Si noti che i tre volumi sono editi in sequenza nel 1954, 1955 e 1956, evidentemente secondo un progetto di portarne a temine uno per anno, e sono tuttora un utilissimo presidio, vuoi per lo studio, vuoi per riportare alla mente quanto studiato in tempi passati). Un’opera davvero straordinaria, difficile catalogarla o peggio liquidarla come “Riassunto”. Piuttosto è ascrivibile alla categoria dei piccoli tesori che a volte ritroviamo nei nostri scaffali. Uno strumento utilissimo, da tenere (e chissà quanti lo hanno tenuto) accanto al libro originale per lo studio del poema sacro; un capolavoro di sintesi e completezza ad un tempo. Ad ogni canto sono dedicate due facciate di pagine adiacenti. Per ogni canto vengono proposti nella facciata di sinistra: un Sommario estremamente sintetico; un riassunto ben dettagliato, il luogo e la data, le allegorie, le cose notevoli. Nella adiacente facciata si possono leggere i custodi dei dannati; i personaggi incontrati e quelli ricordati, e i luoghi ricordati. Una ampia colonna poi è dedicata alla “Lingua di Dante”, ovvero la spiegazione del testo con particolare riferimento a quelli di più difficile comprensione per lo studioso novello. A complemento dell’opera sono poi presenti anche varie tavole illustrate con notevole cura grafica.

Gustarelli Andrea: IL POEMA SACRO. RIASSUNTI E SCHEMI PER LO STUDIO DELLA DIVINA COMMEDIA – PARTE SECONDA- IL PURGATORIO. EDIZIONE ACCRESCIUTA DI UNA RASSEGNA SINTETICA DI LUOGHI EPISODICI. CARLO SIGNORELLI EDITORE, MILANO, 1955

Gustarelli Andrea: IL POEMA SACRO. RIASSUNTI E SCHEMI PER LO STUDIO DELLA DIVINA COMMEDIA – PARTE TERZA – IL PARADISO. EDIZIONE ACCRESCIUTA DI UNA RASSEGNA SINTETICA DI LUOGHI EPISODICI. CARLO SIGNORELLI EDITORE, MILANO, 1956

Hillman James, Ronchey Silvia: L’immaginazione al potere. Robinson, supplemento a La Repubblica 16 10 2021

Liccardo Giovanni: Napoli sotterranea. Storia, arte, segreti, leggende, curiosità. Newton Compton, Roma, 2000

Liniardi Vittorio: “Farea anima”. Il mantra di un eretico. Robinson, supplemento a La Repubblica 16 10 2021

Lista Lino:  Raimondo di Sangro. Il Principe dei veli di pietra. Bastogi Editrice italiana, 2005.

Lo Presti Alessandro: Un universo piccolo piccolo. Edizioni Helicon, 2017.  Vedi qui.

Lo Presti Alessandro: Destinazione felicità. Edizioni Helicon, 2018.

Macchioni Fiorella “Il profumo dell’ombra”.  Florence Art Edizioni 2014. Ed eccoci a parlare di un libro, un romanzo scritto da Fiorella Macchioni, persona eclettica che ha scritto molto, ha pubblicato altri libri, non solo in prosa, ma anche in poesia. Fiorella è anche eccellente pittrice. Un libro interessante, un libro non facile, un libro che – e in questo caso non è un difetto ma un pregio – chiede al lettore molta attenzione.
La naturale quotidianità dei personaggi, spesso calati in ordinarie storie di famiglia, di lavoro e di vacanza e d’altro, si sposano con acrobatiche digressioni dal reale all’immaginato/immaginario. E forse questo è un leitmotiv di tutto il racconto, che va a terminare, in maniera inaspettata, con un epistolario.
Non un epistolario vero e proprio; una raccolta di lettere e si sa come le lettere raccolte, stavolta reperite, vanno a sostituire (anche se in modo incompleto) una biografia, una storia, un esistenza. Dal testo originale: “L’ombra, per essere, esige solo un sottile bagliore. Ha un carattere ritroso, ma inventa singolari strade con la complicità di lanterne, candele e fiaccole; al sole l’ombra si schiaccia nera in terra, ma da minimi pertugi eccola nascere in sfumati duplicati sovrapposti. Cela i sogni, i segreti, le attese, le novelle adornate di seduzione; infiocchetta ali tenebrose e vola scortando la certezza che ti apre alla luce.”

Maioli Nicoletta (a cura di) Incontri visite viaggi. Le attività culturali del 2015. Isttituto Italiano dei Castelli ONLUS. Sezione Toscana. [Contenuti: Introduzione; Trento e i castelli del territorio circostante 27-30 Aprile 2015; Visita a Pistoia 8 Ottobre 2015; Visita in Casentini 14 Novembre 2015; Visitein città; Le conferenze; Notizie dai soci]

Manetti Renzo: San Miniato al Monte 1018-1207. Simboli e mistero di un’architettura sacra. Mauro Pagliai Editore, 2018.

Mari Mauro (Maris): Vita… Vita. Turri, Ed. Scadicci, 2018. Prefazione di Gabriella Gentilini.  Vedi testo qui

Marliani Andtrea, Bini Fiorella (Direzione scientifica):  Manuale di Tricologia  – Anatomia, Fisiologia, Patologia, Diagnosi, Terapia Medica e Chirurgica del Follicolo Pilifero.  Edizioni MAV, Firenze, 2021. Il cuoio capelluto, come la cute, comunica con il sistema nervoso, con il sistema endocrino, immunitario, gastroenterico e rappresenta il teatro su cui si manifestano i segni di molte malattie internistiche: pertanto il medico tricologo deve avere buone conoscenze di clinica, endocrinologia, immunologia, ma anche di psicologia. La pelle e i capelli sono in contatto con la mente con cui embriologicamente sono nati, e nel corso di molte malattie psichiatriche i capelli sono vittime dello strato di stress o oggetto di tricotillomania e dismorfofobia. Al giorno d’oggi, i progressi della ricerca scientifica sulla fisiologia del capello e sulla patogenesi di molte delle affezioni tricologiche più frequenti, insieme alla messa a punto di terapie efficaci, hanno fatto sì che il Medico ed in particolare il Dermatologo, superando i vecchi pregiudizi e le perplessità, recuperasse un ruolo centrale in questo settore. È con immensa soddisfazione che diamo il benvenuto a quest’Opera, corale e multispecialistica, fortemente voluta dalla Società Italiana di Tricologia. Quest’Opera si rivela sin dalle prime pagine un testo aggiornatissimo sulla anatomia, fisiologia e istopatologia dell’unità pilifera; tratta le patologie del cuoio capelluto da un punto di vista clinico e diagnostico, affrontando passo dopo passo la visita tricologica e i test ambulatoriali e di laboratorio indispensabili alla diagnosi. Quest’Opera, infine, offre una trattazione completa e innovativa della terapia tricologica medica (farmacologica, galenica, con sostanze naturali) e chirurgica (autotrapianto con tecnica FUT e FUE), comprese le metodiche iniettive e i trattamenti fisici con sorgenti di luce. Il Manuale è rivolto ai professionisti (dermatologi, chirurghi della calvizie, medici tricologi, operatori dell’Estetica), ai centri e alle scuole del settore. Sia il neofita che l’esperto troveranno un pratico strumento di consultazione e approfondimento, curato da protagonisti nel campo della tricologia e della chirurgia tricologica, riconosciuti a livello internazionale. //Piano dell’opera. Prefazione – Capitolo 1: Introduzione alla Tricologia- Capitolo 2: Anatomia, fisiologia, metabolismo del capello – Capitolo 3: La diagnostica tricologica  – Capitolo 4: Alterazioni del fusto – Capitolo 5: Alterazioni infiammatorie e parassitarie – Capitolo 6: Alopecie non cicatriziali – Capitolo 7: L’alopecia androgenetica – Capitolo 8: Le alopecie cicatriziali – Capitolo 9: Nutrizione e capelli  – Capitolo 10: Psiche e capelli – Capitolo 11: La terapia medica in tricologia – Capitolo 12: La terapia chirurgica in tricologia  – Capitolo  13: Trattamenti estetici.

Marliani Andrea: Stress, Pelle, Capelli, Disturbi Mentali e Psicofarmaci: impariamo ad usarli in Dermatologia e Tricologia. Giornale Italiano di Tricologia, anno 21 – n° 39 – Luglio 2017, numero speciale monografico. anche on line

Martini Barbara:  Donne nascoste. Ritratti di vite in bianco e nero. Infinito Edizioni. L’opera di Barbara Martini è un compendio di storie al femminile, donne di varie età e di mondi diversi, colte talora dall’ambito delle amicizie, dall’ambiente del lavoro da altre  e varie occasioni che la vita offre all’Autrice come a noi tutti. Le storie sono ventidue, una per ogni figura femminile. L’Autrice, in sede di presentazione, ha sottolineato che ventidue è un numero che per lei ha valore affettivo e simbolico (nota molto ma molto a parte di chi sta scrivendo: la somma delle cifre che compongono 22 è 4, e questo rimanderebbe a “Quaternità”, concetto noto ad altri componenti della famiglia Martini. Ma questa è un’altra storia). Rimandando ad una piacevole lettura anticipo che i personaggi sono descritti con grande accuratezza e in modo fortemente coinvolgente (facendo commuovere anche persone abituate a confrontarsi col pubblico!). Una delle storie, probabilmente una delle più commoventi, racconta la storia di una madre coraggio che si confronta con una difficile quotidianità: quella di un figlio tetraplegico. Esperienze che mettono a dura prova, ma Barbara ci spiega come questa madre (che io chiamerei madre coraggio, ma che probabilmente non accetterebbe questa definizione) non si chiuda nel pietismo, ma anzi trovi forza, energia, amore, dando una grandissima lezione. Altra figura femminile, che ci  rimane subito simpatica è quella di una curiosa e atipica cartomante, che esercita l’attività nel retrobottega della birreria dove lavora. La madre la rimprovera dicendole che vende illusioni ai poveri malcapitati, e lei di rimando fa notare che forse la gente ha bisogno anche di illusioni, in fondo, con questa affermazione, ponendo un colossale interrogativo. V’è ancora da aggiungere che questo libro è stato trasposto teatralmente; dalle ventidue protagoniste ne sono state scelte sette; ma per una seconda edizione ne sono state previste già nove. E la storia continua! Ci sarà da parlare ancora molto di Barbara, della sua opera, e anche della sua famiglia ricca di artisti, architetti, pittori, danzatori, attori. Ma anche questa è un’altra storia

Martini Moravio: “L’uomo Dante” (La pergamena, l’inchiostro, la scrittura, la politica). Inedita (2018). Presentazione al Gruppo Donatello in data 17 aprile 2019. Una bella serata, accompagnata da una altrettanto bella esposizione di Moravio, che ci ha accompagnato nella Firenze dell’epoca di Dante, quando gli abitanti erano meno di cinquantamila, quando l’inchiostro e la carta non erano proprio alla portata di tutti, quando Cupolone e Campanile di Giotto non c’erano ancora. Moravio Martini , attraverso l’esame di molte fonti documentarie ha raccolto una serie di notizie sulle vicende umane del Sommo Poeta nei vari momenti della vita in Firenze e nei luoghi dove da esule ha vissuto. Da sottolineare che nella sua relazione, oltre a riferire quanto pubblicato, Moravio ha aggiunto molte altre notizie; e ciò conferma il grande, lungo e attento lavoro di ricerca di fonti di dati e, probabilmente, l’annuncio di una ulteriore accresciuta edizione.

Martini Moravio: George Gershwin. Appunti sulla vita e le opere del musicista.  Inedita (2016).

Martini Moravio: La tomba di Donatello.  Inedita (2019).

Martini Moravio: The rhapsody in blue. Conversazione musicale sulla vita e le opere di George Gershwin.  Inedita

Massaro Donato: Alone nel paese delle conchiglie,  Edizioni MASSO DELLE FATE EDIZIONI, Signa, 2015). Vedi “A proposito di Alone” in occasione della presentazione del libro dell’aprile 2016

Massaro Donato: Due o tre cose che so di di Dante. Masso delle Fate, 2012.

Massaro Donato: Una Commedia che riguarda tutti. Sopra i Versi di Dante I-INFERNO. Masso delle Fate, 2017. Donato Massaro è profondo conoscitore della Divina Commedia e dell’opera di Dante tutta. C’è ben poco da aggiungere ai contenuti, esposti in maniera così puntuale, così precisa, così comprensibile (qualità tutt’altro che scontata!) anche a chi, come me, non è un esperto né un filologo dantesco! Lo fa agevolmente in ragione della sua profonda conoscenza del poema, lo rende piacevole con paragoni e metafore raccolte dalla quotidianità, dall’attualità. Interessante la modalità espositiva, che naturalmente altra non potrebbe essere che quella dell’originale; tuttavia Donato segue una sua strada. Ogni capitolo inizia con versi danteschi, quelli più significativi del canto, seguiti da un riassunto-commento dell’Autore, seguiti ancora da alcuni versi di Donato stesso. Oltre al valore intrinseco dell’opera è presente un messaggio: scoprire o riscoprire il Poema di Dante, che tutti apprezzano, ma che inevitabilmente, tranne coloro che hanno seguito un percorso umanistico di studi e/o di professione, rimane confinato ai ricordi liceali.

Massaro Donato: Una Commedia che riguarda tutti. Sopra i Versi di Dante II-PURGATORIO. Masso delle Fate, 2018.

Micheli Giuseppe, Canini Augusto, Sbardelli Gualtiero Voci di Roma. Versi.  Roma, Tip. Gherghi, 1911.

Musio Gavino: L’europeizzazione del linguaggio comune in Italia. L’impiego del termine cultura come disposizione mentale. Storia, antropologia e scienze del linguaggio, Volume 6, fascicolo 1-2, 1991, pagg. 31-61. contents: I. L’acculturazione linguistica – II. I neologismi culturali – III. Le situazioni linguistiche: un esempio di analisi – Cultura e linguaggio comune

Naldini Maurizio (a cura di): La Nazione 1859-2019. Poligrafici Editoriale Spa, Bologna, 2019.

Nesi Edoardo: Storia della mia gente. Bompiani, 2011.

Norcia Fabio: La salute azzurra. Tecniche di alimentazione curativa a base di pesce. Editoriale Olimpia, Firenze 1998.

Nostro Angelo Massimo: Primo segno. Piume d’Icaro. Edizione limitata. Opera che non può definirsi sic et simpliciter “Libro”, ma molto di più. Angelo propone al lettore -lettore particolarmente fortunato essendo  tra i pochi destinatari di una edizione limitata – opere pittoriche e poesie accompagnantesi le une alle altre, rendendo praticamente impossibile una primogenitura  o un primato della parola sul tratto o viceversa, creando invece una sintesi, un’armonia, una complementarietà. Il lavoro di Angelo ci rimanda idealmente ad altre opere importanti in cui l’Autore dei testi è anche illustratore; solo pochi hanno entrambe le doti.

Oliveti Gianni: L’antica chiesa fiorentina dei Santi Gervasio e Protasio e il suo territorio. Edizioni Messagerie Toscane, 2008.

Salvadori Guidi Daniela (a cura di): Guida alla scoperta delle opere d’arte del ‘900 a Firenze, Ed Leo S, Olschki,  1996, Firenze. Opera notevole che offre al lettore una ricca serie di schede relative ad opere presenti in città.  reperibili lungo le strade fiorentine. Monumenti, targhe, opere che arricchiscono le facciate di istituzioni e parchi, residenze famose e quant’altro. opera decisamente unica nel suo genere. la presentazione delle opere segue la tradizionale divisione della città in quartieri. La ricerca è poi facilitata da un dettagliato elenco delle vie e degli artisti.

Santi Carlo, Volpe Francesco (a cura di): Oltre 2019. Annuario dello sport paralimpico. Comitato Italiano Paralimpico. Digitialab, Roma, 2019.

Savage Sam: Firmino. Einaudi 2007

Sbardelli Gualtiero: Core de “Callarelli” (Versi romaneschi), Edito a cura dell’Associazione fra gli ex alunni di Tata Giovanni,1930, Roma

Sbardelli Gualtiero: La Sora Lalla ha fatto bucia: brillantissima Commedia romanesca in due atti. Chiusi, Tip. Gentilini, 1932.

Sbardelli Gualtiero: Sorrisi e lacrime. Poesie romanesche e italiane. Roma, 1923

Sereni Umberto (a cura di): Poeti in Toscana duemiladiciotto. Masso delle fate ed., Signa, 2018. Raccolta di liriche di oltre trenta autori. Tutte le poesie sono corredate di puntuale scheda biografica dell’Autore.

Severi Alberto: Arte sentimentale. Edizioni Il Grandevetro, Santa Croce sull’Arno, 2001. L’Autore presenta e illustra il gruppo artistico “Arte sentimentale”, nato a Firenze il 4 ottobre 2000, poi passa in rassegna opere e biografia dei cinque fondatori: Guido Del Fungo, Umberto Falchini, Amedeo Lanci, Luciano Scarpante, Gunther Wolf.

[Testo non definitivo, o forse meglio definibile come “In continua evoluzione”. Le opere qui segnalate sono destinate ad essere recensite. Quando la recensione è stata scritta, accanto al titolo viene inserito il link relativo. I commenti brevi che compaiono qui sono da considerare come preliminari e interlocutori, destinati ad essere sostituiti da testi più completi ed esaurienti].

What are you suggesting?

Capita (quasi) tutti i giorni di fare paragoni su ieri e oggi a proposito di fatti personali o massimi sistemi. Tali paragoni si ripropongono, più o meno frequentemente, in maniera non continua ma comunque incessante. In linea di massima, coerentemente col detto che la storia non si fa né coi se né coi ma, cerco, per quanto possibile di non catapultarmi in questioni del tipo “cosa sarebbe stato se….” Trovo più formativo (mi sia consentito usare questo termine) fare paragoni tra ciò che “E’ stato, ciò che ho fatto, come reagivo a certe situazioni” e tra ciò che “E’, ciò che faccio, come reagisco a certe situazioni“. Gli esempi sarebbero tanti, e reperibili in circostanze le più varie: dal rapporto con la gente, alla frequentazione di amicizie, a scelte oggettuali, a tipo di adesioni a sodalizi artistici o letterari, al rapporto coi mezzi pubblici versus auto privata, e chissà a quant’altro. Ma prendendo lo spunto dalla quotidianità, forse per un’inattesa concentrazione di episodi (tre per l’esattezza) legati a persone che hanno qualche difficoltà relazionale e che non trovano di meglio che supplire alzando il tono della voce a carenza di contenuti e forse di neuroni.

Tanti anni fa di fronte a male parole, a comportamenti arroganti (ivi compresi quelli del noto motto “I sapienti adorano imparare, gli ignoranti preferiscono insegnare“), a richieste pretenziose e immotivate, a contestazioni palesemente infondate avrei risposto per le rime, male, a voce alta e con altrettante male parole.

Oggi in situazioni analoghe cerco di trattenermi e penso “Che cosa sta cercando di comunicarmi questa persona?”. Questo è l’ascolto. Ascoltando cogli segnali verbali, guardando quelli non verbali. E ti fai un’idea.

Tuttavia non sempre questa è la scelta migliore. Perché la vita non è una seduta di psicoterapia. E ascoltare attivamente fior di idiozie potrebbe esser scambiato per silenzio assenso!

E’ naturalmente anche un problema di setting. L’ascolto attivo può declinarsi come attenzione attiva, ma anche come tolleranza attiva o come altro, ad esempio strategia di reazione attiva.

E qui il discorso si fa complicato…

E qui viene incontro la saggezza paesana “CHETTELODICOAFFA'”

Continua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spunti:

l’antropologia culturale, specie per quanto riguarda i concetti generali e la teorizzazione ha avuto uno sviluppo particolarmente lento. Interessata allo studio dei fenomeni relativi ai comportamenti “stabilizzati” o “istituzionalizzati” dell’uomo, vale a dire a quei codici di comportamento che definiscono la peculiarità morfologica di qualunque comunità umana comunemente definita “cultura””  da Musio G: Psicologia, antropologia culturale, pedagogia: un incontro interdisciplinare. “Scuola e città”, 1975, pp. 487-495

“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”. (Da “La grande bellezza,  diretto da Paolo Sorrentino, 2013)

Letture

STEFANO ALLOVIO e ADRIANO FAVOLE: “Mutazione culturale…” La Lettura/Corriere della Sera n. 327, 4 marzo 2018
DANILO BRESCHI: “… O identità culturale” La Lettura/Corriere della Sera n. 327, 4 marzo 2018

Gruppo Donatello, attività 2015

Gruppo Donatello, attività 2015.

 

Il Gruppo Donatello, storico sodalizio artistico fiorentino ha superato il sessantesimo anno di età. Oggi la sua compagine è composta da ottanta soci ordinari tra pittori, scultori, fotografi, a cui vanno aggiunti soci aggregati e soci amatori cultori di altre discipline, anche non figurative. Viene di seguito riferita l’attività dell’anno da poco terminato.
Nel 2015 si sono svolte al Gruppo Donatello ben 19 mostre, a cui vanno ad aggiungersi le due collettive “Mostra in Piazza” e “Collettiva di Natale”. Gli Artisti del Gruppo hanno altresì allestito due presepi. In galleria si sono svolte anche conferenze e presentazioni di libri. La Giornata dedicata a Donatello, 13 dicembre 2015, ha visto la realizzazione di molti eventi: tavola rotonda sui temi dell’arte, la deposizione di ghirlande sulla tomba dello scultore; l’attribuzione del premio Donatello 2015 e consegna della ‘pisanelliana’ in bronzo.
Piace ricordare che gli Artisti hanno organizzato almeno tre cene sociali. Il Consiglio del mese di maggio 2015 è stato rinnovato, e nel mese di dicembre è stato eletto il nuovo presidente.

Cronologia
Il 2015 espositivo ha inizio con la mostra personale fotografica di Marco Chiarantini, inaugurata il diciassettesimo giorno del nuovo anno. Chiarantini è fotografo sperimentatore, infatti accanto ad un’attività più propriamente documentaria affianca un’attività creativa di elaborazione delle proprie immagini (a suo dire anche di quelle riuscite peggio!). Ecco così che nascono scene popolate da sagome di ballerini, attori sul palco e dettagliata oggettistica. Le opere sono in bianco-nero e stampate in formato molto grande. Il mixer BN/Large è vincente!

L’ultimo giorno di Gennaio inaugura la sua personale Adriano Danti. è Medico e anche figlio di Artista. Sono stati infatti post macchiaioli ben tre Danti! Gino Danti(1881-1968) nonno di Adriano, Amleto Danti (1904-1997) padre di Adriano, e oltre ai predetti nonno e padre è stato pittore post-macchiaiolo anche uno zio: Piero Danti (1910-2009). Adriano Danti in questa sua mostra personale “tradisce” la pittura classica a favore di un figurativo più libero costellato di segni, simboli, citazioni, che rimandano a mondi dell’adolescenza, della musica, dei mutamenti della società. Nell’opera di Adriano si incrociano vari tipi di memorie e si sa, semplificando assai, “La memoria fa ricordare un po’ quel che gli pare”. E’ un’arte quella di Adriano che tende al mutamento, al cambiamento. Ed è un cambiamento che, con il suggerimento, ma forse un vero e proprio invito, al ricordo della maestria pittorica di chi ci ha preceduto e a quello della memoria collettiva sociale e musicale (con aree di sovramissione), si avverte piacevolmente. Vedi anche altro articolo su questo blog

Il giorno di San Valentino è la volta di Fiorenzo Toniutti e Filippo Cianfanelli. Titolo della mostra è “Realtà e fantasia”. Curioso che come l’espositore della mostra precedente (Danti), anche Cianfanelli è medico e figlio d’artista; infatti è il padre Folco, pittore e disegnatore, il suo primo Maestro. Reperibili in Cianfanelli riferimenti alla pittura macchiaiola. Approfondimenti sul sito personale di Filippo
Fiorenzo Toniutti, formatosi all’Istituto d’Arte, offre allo spettatore una grafica davvero comunicativa ed emozionante; ha presentato interessanti ed espressivi ritratti (una bestemmia chiamarli caricature!) di numerosi personaggi, quasi tutti famosi. Per approfondire vedere il sito personale di Fiorenzo.

Amalia Ciardi Duprè e Paolo Pesciullesi sono i protagonisti della mostra “Il mito e la memoria” inaugurata il 28 febbraio 2015. I percorsi artistici dei due prestigiosi espositori parlano da soli. La mostra oltre alla prevista affluenza di pubblico, è stata arricchita dall’intervento del prof. Ugo Barlozzetti. Noi donatelliani abbiamo apprezzato tale intervento (come del resto tutti gli interventi di Ugo); non sapevamo però che di lì a poco avremmo avuto la fortuna di averlo per presidente!

14 Marzo. Si inaugura la collettiva di scultura “La Bottega di Amalia”. Opere di Martina Buzio, Elisabetta Collini, Mimma Di Stefano, Carla Piccioli, Patrizia Rensi, Paraskevi Zerva Mentre si svolge la mostra, nei vicini locali dello studio di Amalia, sono in corso lavori che porteranno all’apertura in un futuro assai vicino, del Museo Ciardi Duprè. Negli stessi locali vi è la scuola di scultura dove le sei espositrici odierne continuano il loro percorso sotto la guida di Amalia. Meglio di ogni altro discorso è fare proprie le parole di Amalia così come sono presenti nel catalogo della mostra: “Via degli Artisti è abitata da spiriti indipendenti ed appassionati che con entusiasmo si esprimono in forme modellate nella nostra bella e preziosa argilla toscana. Lo studio dove lavorano gli allievi è un vecchio deposito trasformato in laboratorio rischiarato da una parete a vetri. Lì nascono le forme dei sogni, delle passioni, degli amori che percorrono le nostre vite e colorano la nostra storia.”

28 Marzo 2015 Mostra personale di Maria Rita VitaI fili del tempo”. Un’Artista di cui si potrebbe dire davvero molto, ma qui, anche per motivi di spazio e per cogliere un momento significativo, piace citare Ludovico Gierut “Si tratta soprattutto di oli, come di tecniche miste e di acrilici, scelti tra quelli che ha realizzato abbastanza recentemente, che ne svelano e rivelano la pulsante energia ben concretata con un segno/colore mai dettato dal caso: le cromie di ognuno – danze di rossi e di verdi e di grigi perlacei, come d’azzurri e di rosa pallidi, blu oltremare e marroni bruciati… ”

11 Aprile. Mostra personale di Lucia FiorindiTrasparenze”. Anche in questo caso titolo inquivocabile. Le trasparenze sono quelle legate alla tecnica dell’acquerello che Lucia ha perfezionato alla scuola di un’altra pittrice, Fiorella Macchioni, anch’essa socia del Gruppo.

25 Aprile 2015. Un trio di artisti formato da Alberto Grazzini, Roberto McClintock, Daria Orlandini propone la mostra “Per diversi sentieri”. I sentieri sono quelli della pittura e quelli della fotografia. Con tante differenze, sì, ma, e soprattutto in questo caso, con numerose analogie e accostamenti, a formare un mixer spettacolare. Un mixer dove la pittura duetta con la fotografia in un gioco di allusioni, di invio di colore, di reciproci scambi con il bianco e nero delle foto; questi a sua volta il par restituire colori che “non ci sono”/”ci sono”, così come “non ci sono”/”ci sono” pennelli in altre stampe che ci si scorda essere fatte da un obiettivo.

9 Maggio 2015. Mostra personale di Anna Ricceri GuicciardiniFelini e fiori”. Mostra “che rispecchia non solo la capacità dell’artista, ma anche la sua attenzione ai temi naturalistici. Mostra arricchita da un bellissimo intervento del prof. Carlo Sisi, che ha ripercorso l’itinerario artistico di Anna sottolineandone momenti salienti.

22 Maggio 2015. Elezioni del Consiglio Direttivo. Le elezioni del nuovo Consiglio del Gruppo Donatello si sono svolte presso la sede in data 22 Maggio 2015. I Consiglieri eletti rimarranno in carica per il triennio 2015-2018. Sono stati eletti a norma di regolamento 13 consiglieri e 2 sindaci revisori. I soci eletti, presentati qui in ordine alfabetico, sono i seguenti: Enrico Bandelli, Giuse Benignetti, Antonietta Borgioli, Guido Del Fungo, Roberto Della Lena, Luisa Garassino, Giovanni Giusti, Luana Lapi, Umberto Muti, Gianni Oliveti, Marco Orsucci, Paolo Pesciullesi, Renato Piazzini, Silvia Serafini, Giuliana Signorini.

28 maggio 2015. Cena in galleria. Da sempre i Soci del Gruppo amano ritrovarsi in Galleria per una cena tutti insieme. Ottima occasione culturale-conviviale!

6 giugno 2015. Inaugurazione Mostra e presentazione del catalogo della “XLV Mostra in Piazza” È ancora piazza!

Programma molto articolato:
Sabato 6, nella sede del Gruppo, apertura della mostra fotografica “Luci della città”, (in collaborazione con la Soc. S.I.L.F.I), e premiazione dei vincitori.
Ancora sabato, in Piazza Donatello, alla presenza delle autorità, inaugurazione e presentazione del catalogo della “XLV Mostra in Piazza”, seguita un drink offerto dal “Caffè Storico Letterario Le Giubbe Rosse”.
La sera di Domenica 7, Concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi del Comune di Fiesole e Premiazione di Luciano Artusi per la sua opera di divulgazione della storia e dell’arte fiorentine.
Lunedì 8 “Gioca con l’arte” laboratorio del legno e del colore, aperto a ragazzi di tutte le fasce di età, condotto in collaborazione con l’Associazione Fantulin – Bottega di Geppetto..
Mercoledì 10 – Ore 20 Chiusura della mostra, alle 20,30 cena degli artisti .
Riprese televisive come di consueto a cura di Fabrizio Borghini per Toscana TV
Piace ricordare tutti i nomi degli Artisti che hanno esposto pere di pittura, scultura, grafica, fotografia: Aiosa, Ajello, Andreoli, Balbo, Bandelli, Bandini, Bellandi, Beltrame, Berti, Biliotti, Biriaco, Bonamassa, Bonaretti, Borgioli, Buzio, Calamandrei, Campeggi, Cappello, Carlisi, Cecchetti, Chiarantini, Chiarini, Cianfanelli, Ciardi Dupré, Collini, Craighead, Del Fungo, Della Lena, Di Stefano, Donati, Faorzi, Florindi, Garassino, Giarre, Giovannini, Giusiani, Giusti, Goggioli A, Goggioli L, Grazzini, Guiccìardini, Imposimato, Lapi, Macleod, Mangani, Marasco Busoni, Martini, McClintock, Mercati, Monetti, Morandi, Muti, Nakadate, Naletto, Nardoni, Oliveti, Orlandini, Orsucci, Pandolfini, Paoli, Pazzagli, Perini, Pesciullesi, Piazzini, Poneti, Porcinai, Rosselli, Secci, Serafini, Signorini, Sparapani, Stolfi, Tacconi, Tamanini, Tanara, Tomberli, Toniutti, Vannini, Vita, Weber, Zingoni.

10 Giugno Cena sociale. La tradizionale sede delle cene (e a volte anche dei pranzi) dei Donatelliani è stata temporaneamente abbandonata a favore di cene in galleria e cene in piazza. Quest’anno la cena si è svolta ai “5 sensi” e il nome è di per sé un programma!

Sabato 19 settembre, alle ore 17, si riapre la Galleria dopo la pausa estiva con una bella mostra: “Forma e immagine”, sculture di Simone Biliotti e fotografie di Daria Orlandini. Protagonisti entrambi da altre mostre al Donatello, e con opere in presenza alla grande Collettiva “Quando l’arte unisce i popoli – Artisti dal mondo a Firenze per Expo 2015”. I due Artisti – Simone con la scultura, la pietra, la forma e Daria con l’immagine il bianco e nero (prevalente sul colore), il contrasto, la prospettiva – con diversi linguaggi comunicano emozioni non comuni. Vedi anche il video con intervento di Daniela Pronestì

3 Ottobre, Sincroniche, è la mostra personale di Giampaolo Beltrame. Grande pittore dalla tecnica straordinaria. Pur a pieno titolo inseribile in un filone surrealistico-iperrealistico,  Giampaolo offre di più;  sa raccontare una storia che è  tutta sua, dove personaggi e scenari sono accostati in maniera apparentemente caotica, ma se si va a cercare un ordine probabilmente c’è, ed è quello che rispetta ricordi e significati propri dell’artista e della sua storia.

17 ottobre. Martina Buzio e le sue “Piccole storie”. Martina, fotografa, è anche una delle scultrici allieve di Amalia Ciardi Duprè. In questa mostra presenti entrambe le discipline e anche molto altro, come l’intervento dell’attrice Anna Maria Castelli. Le piccole storie annunciate non sono percepite poi così ridotte. Spazi aperti e collage, strade e spiagge, riempiono il campo fotografico proponendo delle istantanei che impongono una lettura attenta e non solo un fugace sguardo.

1 Novembre, Domenica, e non sabato come di solito, Inaugurazione della Mostra di Maila Stolfi, pittrice e Alessio Salvestrini, fotografo. Presenti tanti soci del Gruppo unitamente frequentatori abituali, e non pochi rappresentanti del mondo dell’arte che ruota intorno al Caffe Storico Giubbe Rosse, tra i quali Riccardo Ghiribelli (alle Giubbe Rosse Direttore Artistico, al Donatello Socio Ordinario), Jacopo Chiostri (Giornalista e scrittore, anch’egli molto attivo nei momenti artistici alle Giubbe Rosse). Riccardo Ghiribelli e Jacopo Chiostri insieme a Roberto Della Lena hanno parlato del lavoro di Maila e Alessio. Si veda anche altro articolo in questo blog

4 Novembre, presentazione del libro “Il profumo dell’ombra” di Fiorella Macchioni, a cura di Roberto Della Lena e Giuliana Signorini. Romanzo garbato e avvincente, con personaggi ben tratteggiati; presenze e assenze significative compongono un mosaico di ricordi e di esperienze. Interessante l’inserimento di un epistolario chiarificatore ad arricchire ulteriormente la piacevolezza della lettura.

27 novembre. “Il Quartiere degli Artisti”, mostra fotografica “in trasferta”. Non uno, ma ben cinque dei nostri fotografi hanno allestito questa interessante mostra documentaria ove con le immagini raccontano appunto “Il Quartiere degli Artisti” dalle origini storiche ai giorni nostri. La mostra è stata presentata dal Prof. Arch. Amerigo Restucci e curata dai fotografi del “Gruppo Donatello”: Luisa Garassino, Roberto Mc Clintock, Daria Orlandini, Renato Piazzini, Giovanna Sparapani

Il 14 novembre inizia il “Viaggio interiore” di Wilma Mangani. L’artista ha una lunga militanza alle spalle e una presenza espositiva presso il Gruppo. Una sua personale sempre da noi del 2013 celebrava i 60 anni di attività!

Mauro Castellani e Giovanni Giusti con Fotografie e Dipinti inaugurano il 28 novembre, mentre nella vicinissima sede, contemporaneamente nasce il Museo di Amalia Ciardi Duprè (per il museo di Amalia vedi il filmato). Torniamo ai Nostri. Mauro Castellani fotografo e Giovanni Giusti pittore, il primo proveniente dal mondo della biologia e il secondo da quello dell’architettura generano opere – appunto foto e pitture – tutt’altro che scontate. Anzi! Le foto di Mauro sono fortemente indagatrici del mondo reale ma anche fortemente evocatrici e attente all’introspezione. Parimenti Giovanni propone geometrie e progetti che pur coerenti e corretti geometricamente e prospetticamente, lasciano affacciare la fantasia.

Il 5 dicembre conferito il  Premio Stenone al Gruppo Donatello. Al Gruppo Donatello è stata conferita la medaglia di benemerenza artistica “Nicolò Stenone” (in quanto associazione che dal 1947 promuove la figura di Donatello). I rappresentanti del Gruppo Donatello assieme ad altri Artisti premiati hanno ritirato la medaglia Sabato 5 dicembre 2015 nella Basilica di San Lorenzo dopo la Messa prefestiva pomeridiana.

8 Dicembre, a Villa Arrivabene, si inaugura “un” Presepe. Anche quest’anno 50 sagome di altrettanti personaggi hanno riempito il cortile antistante la villa, a comporre un singolare presepe. Inaugurato l’8 dicembre alla presenza di autorità e con l’accompagnamenteo di ben due concerti.

12 Dicembre 2015. Giorno assai importante e significativo Il Gruppo Donatello ha un nuovo presidente così recita il verbale:
“…con riunione straordinaria del Direttivo tenutasi sabato 12 dicembre con decisione unanime dei 13 consiglieri è stato eletto Presidente del Gruppo il Professore Ugo Barlozzetti”.

12 dicembre alla Banca di Cambiano si inaugura un secondo Presepe, precisamente nel giardino di Villa Fagan, in viale Gramsci 34, appunto la sede dell’Istituto bancario. Questo Presepe, esposto per tutto il periodo delle feste natalizie, ha la caratteristica di presentare personaggi esistenti, viventi, a dimensione naturale, che poi altro non sono che i professionisti, gli artigiani, i commercianti della zona. Sono intervenuti Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale, Antonio Natali già Direttore della Galleria degli Uffizi, Pierfrancesco De Robertis Direttore de La Nazione, Michele Pierguidi, Presidente del Quartiere oltre a Enrico Bandelli e Gianni Oliveti, ideatori del Presepe. Vedi anche http://www.bancacambiano.it/comunicazione/area-stampa/comunicati-stampa/comunicato/il-giardino-fiorentino-della-banca-di-cambiano-ospita-a-villa-fagan-il-presepe-dartista-del-gruppo-donatello/

12 Dicembre Inaugurazione della personale di Anna Maria Calamandrei SantiLe mie incisioni”, un titolo che non lascia spazio ad equivoci, per un’artista che si è formata al Bisonte, ovvero nella “casa” dell’incisione. Vedi il filmato con intervento di Daniela Pronestì

13 Dicembre Giornata Donatello. Giornata davvero ricca in tutti i sensi. Inizio alle 15 nella Cappella delle Stimmate con la tavola rotonda (da un’idea e per la cura del prof. Francesco Bandini) sul tema: ‘La bellezza salverà il mondo’. Alle 17, la presidente della Commissione cultura Maria Federica Giuliani, ed altre autorità, hanno sulla tomba dello scultore tre ghirlande – olivo, quercia e alloro – simbolo delle arti; a seguire proclamata l’attribuzione del premio Donatello 2015 a Bona Frescobaldi, rappresentante del FAI e promotrice di ‘Corri la Vita’. Alle 18,30 al Caffè Gilli premiazione della marchesa Bona Frescobaldi, a cui è consegnata la medaglia ‘pisanelliana’ in bronzo che la ritrae, modellata dallo scultore Gianni Oliveti.

26 Dicembre. Si chiude l’anno espositivo con la Mostra Sociale, ma essendo la prima parte, ecco che il 2016 (9 gennaio) si aprirà ancora con una Mostra Sociale, degli artisti che non avevano partecipato alla precedente. Un evidente segno di continuità!

(ARTICOLO NON DEFINITIVO)

Il “Libro Rosso” di Jung. Fascino e misteri.

Prima di iniziare sarà utile qui fare alcune premesse. Qualche cosa su un’opera importante: non un riassunto, non una pretesa di interpretazione, ma, provvisoriamente direi un appunto attento su un’opera tanto complessa. Dunque il Liber Novus (questo il nome originale) ovvero il Libro Rosso di Carl Gustav Jung. Ho riflettuto  a lungo circa l’opportunità di scrivere queste righe e come eventualmente farlo. Per più motivi. Primo fra tutti senza retorica, una sorta di timore reverenziale, di fronte ad un’opera unica, un’opera che Jung stesso ha a suo tempo condiviso con un numero ristretto di collaboratori (tra i quali  Aniela Jaffé e Toni Wolff) e che espressamente, a significare il valore molto personale, intimo, ha voluto che non fosse compresa nel novero delle opere complete (si veda il paragrafo “Riflessioni sulla pubblicazione” nella parte che precede il testo del Libro Rosso). E tutto questo mi ha suggerito di inserire le parole fascino e misteri nel titolo.  Aspetto importante nell’affrontare  un tema  come il presente era di non lasciarsi andare a frettolose e troppo facili spiegazioni e men che mai interpretazioni; a tale proposito è stata scelta una linea di prudenza estrema sia rispetto a considerazioni personali proprie, sia rispetto alla ricerca attenta delle fonti di materiale sull’argomento. Sempre opportuno tener presente che la storia è fatta di avvenimenti, luoghi, date, e persone. A volte  forse, pur in buona fede,  si sottovaluta  che anche una semplice raccolta di dati. se correttamente riferita e ben comprensibile, può rappresentare un buon lavoro o almeno un buon punto di partenza, uno “starting point”. Scrivere per conoscere, raccontare e, forse soprattutto,  per meditare, pensare, riflettere. E’ ottima abitudine rileggere successivamente quanto scritto, spesso ed attentamente. In aggiunta a ciò sarà tenuto presente, in un momento successivo,  l’eventuale inserimento di disegni, tabelle, e schemi in ausilio alla lettura. Sempre possibile e auspicabile, l’inserimento di note. Possibile, e anche auspicabile, scrivere a parte altri articoli su specifici capitoli, personaggi,  eventi reperiti nel Libro Rosso. Le occasioni non mancheranno.

Il Libro Rosso è un’opera unica che, semplificando molto (e semplificare questa materia oltre a non avere molto senso è praticamente quasi impossibile) è la testimonianza di una lunga esperienza personale di Jung durata a lungo, oltre quindici anni, l’esperienza dell’immaginazione attiva, uno dei fondamenti della psicologia analitica, che è il confronto, dopo aver stabilito il contatto, con la parte intima nostra più nascosta e misteriosa. Misteriosa anche a se stessi. Un’interpretazione, una lettura delle proprie fantasie, giovandosi anche dei ricordi personali e dei miti provenienti da tempi lontanissimi,  nonché da antiche culture. Sono possibili varie chiavi di lettura: aspetti  biografici, opera letteraria,  tematica religiosa; e forse altri ancora; notevole anche l’elemento artistico strettamente legato alle illustrazioni. L’elemento della comprensione prevale su quello della spiegazione.

Notazione personale. Riuscire a cogliere l’atmosfera di un evento, di un luogo, di un periodo è una delle esperienze più alte che la lettura ci può offrire. Esperienza che implicitamente presuppone un rapporto particolarmente stretto tra lettore e testo. Potremmo forse descrivere tale esperienza come “vivere la lettura”. In questo contesto verrebbe da dire  lettura attiva. Si potrebbe far notare che tale rapporto  tra lettore e testo dovrebbe essere la normalità e non l’eccezionalità, ed è vero, ma con lettura attiva si vuole in qualche modo introdurre un concetto di “più e oltre”, di prossimità e di una profonda immersione con il tema.  

Dunque un libro (ma anche più di un libro) notevole, unico, ma anche un libro “ritrovato”. Un un libro che al momento che è stato reso disponibile è stato subito molto apprezzato, molto letto, ma soprattutto molto studiato;  un testo su cui molto verosimilmente c’è e ci sarà ancora molto da scoprire. Jung si dedicò a lungo alla stesura dell’opera, sostanzialmente dal 1913 al 1930, con l’aggiunta di un breve epilogo, molto tempo più tardi, nel 1959. Molto di quanto descritto nel Libro Primo o Liber Primus, è relativo al periodo Novembre-Dicembre 1913 (si veda anche il capitolo 6 dei Ricordi). L’esistenza del Libro Rosso era nota almeno dal 1961 (anche se pochissime persone – una di esse Aniela Jaffè –  ne avessero accesso), ma la pubblicazione e quindi la messa in disponibilità in larga scala è assai più recentemente (2009 – in Italia 2010 – ovvero a quasi  50 anni dalla scomparsa di Jung avvenuta nel 1961). Prima di allora solo in una mostra fotografica del 1975, in occasione del centenario della nascita di Jung,  a Zurigo furono rese visibili al grande pubblico nove tavole illustrate del Libro Rosso. Il Libro rosso di cui oggi possiamo apprezzare  testo e illustrazioni è stato curato da Sonu Shamdasani, illustre studioso e profondo conoscitore dell’opera di Jung; numerose, oltre mille, sono le note di Shamdasani che aiutano assai a comprendere il testo durante la lettura che talora è non facile. Oltre al volume calligrafico di Jung, per allestire l’edizione, Sonu Shamdasani ha consultato ed esaminato  varie risorse, come, naturalmente, i Libri neri (indicati nelle note come LN)  ed alcune minute, manoscritti originali di  Jung,  testi dattiloscritti  da persone di fiducia dell’entourage e poi corrette dallo stesso Jung. La descrizione dettagliata di queste fonti è reperibile nella nota editoriale (uno dei capitoli introduttivi all’opera)  presente naturalmente sia nell’edizione studio che in quella integrale. Questo aspetto sarà oggetto di approfondimento, sia per descrivere meglio queste fonti, e anche per  meglio cogliere, come già ricordato, la complessità dell’opera. Una modalità di lettura, un piano di studio, sono elementi necessari per accostarsi ad un testo come questo. Illuminanti in proposito le parole di Ulrich Hoerni:

In un primo tempo Jung annotò le sue fantasie nei Libri neri, quindi le rielaborò aggiungendovi una serie di riflessioni e le trascrisse in scrittura calligrafica, corredandole di illustrazioni, in un volume rilegato in pelle rossa recante il titolo Liber novus“. (Prefazione all’edizione studio, di Ulrich Hoerni, p. XI, in: Jung Carl Gustav: Il libro Rosso. Liber Novus. Edizione studio, Bollati Boringhieri, 2010)

E’ dunque l’esposizione, il racconto, la descrizione,  il resoconto, lo studio di immagini della mente in stato vigile, a cui sempre segue invariabilmente un commento. È un’esperienza  immensa di conoscenza di sè e anche lo studio di possibili applicazioni  in ambito psicologico. Le immagini interiori di Jung si accavallano, si avvicendano, si sviluppano lungo  le pagine del libro che è corredato di dettagliatissime immagini (queste reali, non interiori!) dipinte dallo stesso Jung, che è stato anche un grande artista e appassionato e conoscitore d’arte (si veda: Foundation of the work of C. G. Jung (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019).

Le esposizioni del Liber novus stesso in importanti istituzioni artistiche negli Stati Uniti e in Europa, culminate nell’esposizione del 2013 alla Biennale di Venezia, in cui è stato presentato come opera centrale, ha attirato l’attenzione di ambienti ben lontani dai circoli che avevano già familiarità con la vita e le opere junghiane.” (Foundation of the work of C. G. Jung (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019, Pos. 133, ed. Ebook).

L’esposizione delle opere di Jung alla Biennale (Venezia 2013) ebbe risonanza ed ha sicuramente contribuito a farlo conoscere ad un pubblico ben più ampio di quello tradizionale di addetti ai lavori della psicologia.

A proposito della tecnica dell’immaginazione attiva, descritta originariamente da Jung nel saggio “La funzione trascendente” titolo originale «Die Transzendente Funktion» (1916-58), esiste una ricchezza di citazioni. A titolo assolutamente esemplificativo e inevitabilmente parziale eccone alcune di seguito. Si veda ad esempio: pag. 320 (in “Lettere, Volume 1”); p. 184 (in “Lettere, Volume 3”); pagg. 22, 68, 69, 111, 398 (in “Lettere, Volume 2”); pagg. 302-303 (in “Jung parla”); pagg. 45, 308, 309, 401 (in “Jung e la creazione della psicologia moderna” di Sonu Shamdasani); pagg.  70, 101-102, 125, 132, 138, 161, 165, 169, 177, 221 (in “Jung e la cultura del XX secolo”); pagg. 93, 106 (In “Jung La Costruzione di una psicologia” di Peter Homans). Sarà interessante cercare notizie inerenti il Libro Rosso, comparse in periodo anteriore alla sua  disponibilità presso il vasto pubblico. 

Nel 1925 Jung descrisse il metodo dell’immaginazione attiva nel corso di seminari tenuti presso il Club Psicologico di Zurigo (V. Prefazione al Libro Rosso edizione studio p. XI). Si veda anche il riferimento agli appunti del seminario del 1925 citato in bibliografia. 

Una interessante citazione di Ulrich Hoerni:

Se poi essa permetterà ai lettori di trarre da questo incontro con il Libro rosso maggior frutto per il loro personale sviluppo, si può star certi che una tale eventualità corrisponderebbe agli auspici di Jung“.
(Ulrich Hoerni, Luglio 2012, Libro Rosso, dalla Prefazione all’Edizione Studio)

L’opera calligrafica originale  si sviluppa e si articola  su due diversi piani espositivi; il piano calligrafico scritto propriamente detto, e il piano iconografico delle illustrazioni disegnate o meglio dipinte da Jung (di molte illustrazioni complesse esistono bozzetti e disegni preliminari; si veda ad esempio “L’arte di C.G. Jung” in bibliografia, in particolare il capitolo “Materia e metodo nel Libro Rosso. Un primo bilancio della ricerca” di Jill Mellick).  Naturalmente i due piani sono strettamente correlati.  In alcune pagine del libro a complemento della figura dipinta, Jung ha unito titolo e nota di commento; di tali circostanze verrà segnalato più avanti dove sono brevemente tratteggiate note relative ai singoli capitoli.  E’ quindi importante lo studio non solo del testo, ma anche delle illustrazioni e di quanto in esse riprodotto e rappresentato. E’ probabile che accanto a quanto fin qui è stato svelato, ci sia  ancora molto da scoprire; del resto è la storia naturale di opere come questa.  Non è escluso che simbologie e messaggi contenuti all’interno di immagini, specie quelle molto ricche di dettagli, non siano state ancora interamente decifrate e del tutto comprese. In ogni capitolo (con poche, rare eccezioni), dopo la descrizione dell’immagine, della fantasia, segue una parte di commento dell’Autore indicata con il numero due entro parentesi quadra: [2], descritta anche come «Secondo strato».

Dal momento della sua relativamente recente messa in disponibilità a un vasto pubblico (2009, 2010 in Italia), il Libro Rosso è stato oggetto di studio, approfondimento, dibattito. La possibilità di accedere al Libro Rosso ha contribuito ad approfondire anche lo studio di altre opere junghiane. A partire dal momento della pubblicazione, si sono susseguite molte presentazioni dell’opera in ogni parte del mondo (esistono già traduzioni dell’opera in varie lingue), molti articoli di riviste, ed anche libri (guide, commenti, approfondimenti),  sono stati  scritti sull’argomento. Recentemente sono usciti anche vari eBook  Il Libro rosso è stato ed è tuttora altresì  argomento di numerosi incontri, dibattiti, congressi, convegni e seminari; sono descritte esperienze di gruppi di lettura. Verso il Libro Rosso è ben presente anche l’attenzione dei social network e di molte risorse della. rete. Ove sia possibile reperire resoconti o interi atti congressuali, ne sarà data qui comunicazione e inserimento in bibliografia. Del resto organizzare un qualche evento, magari un seminario o altra iniziativa (in presenza o, come recentemente usa sempre più spesso, anche on line) in tema è anche nei desideri di chi scrive. Utile all’uopo approntare schemi e tabelle da inserire nel testo. Da ultimo, ma come si suol dire non ultimo, va ricordato l’anno 2021, ovvero sessantesimo anniversario della scomparsa di Jung, anno in cui sono state promosse e svolte iniziative sulla sua figura e la sua opera; quando reperite,  sono state segnalate tali  occasioni dedicate al Libro Rosso.

Vediamo adesso di seguito alcune citazioni dello stesso Carl Gustav Jung a proposito del Libro Rosso;
a pagina 231 dei Ricordi una testimonianza:

“Scrissi queste fantasie dapprima nel «Libro nero», più tardi le trascrissi nel «Libro rosso», che ornai anche di disegni. Contiene la maggior parte dei miei mandala. Nel «Libro rosso» ho tentato un’elaborazione estetica delle mie fantasie, ma non l’ho mai portato a termine.”

Ancora a pagina 231 una nota a pie’ di pagina di Aniela Jaffè (che fu stretta collaboratrice di Jung e curatrice dei Ricordi) chiarisce in modo assai chiaro e sintetico:

«Il “Libro nero” consiste di sei piccoli Volumi rilegati in pelle nera. Il “Libro rosso” è un volume in folio. rilegato in pelle rossa; contiene le stesse fantasie espresse in linguaggio e stile elaborati, e scritte in, scrittura  calligrafica-gotica,  alla maniera  dei manoscritti medievali.‘[N.d.AJ.]»

e poco più avanti, sempre in Ricordi sogni e riflessioni, pag. 232:
“L’elaborazione estetica tentata nel «Libro rosso» fu comunque un passo necessario, anche se presto non ebbi più la pazienza di proseguire; grazie ad essa giunsi a capire la responsabilità morale che avevo verso le immagini che mi avevano influenzato così decisamente.”

Sarà interessante ricercare e trovare altri riferimenti al Libro Rosso relativi al periodo in cui la sua esistenza era nota a pochi. A tale proposito sarà utile una ricerca nelle Lettere (ad esempio alle voci “Immaginazione attiva”, “Filemone”, “Bauci”, oltre ovviamente “Libri neri”, “Libro rosso” e “Liber Novus”),  in particolare tra la corrispondenza riferibile al periodo  di scrittura del Libro Rosso; con attenzione a quelle i cui destinatari sono coloro che hanno contribuito alla trascrizione delle minute. Utile cercare anche nei testi di quegli Autori che hanno scritto e pubblicato biografie di Jung.

A tal proposito nel bellissimo testo di Laurens Van der Post del 1976 (che meriterebbe una trattazione a parte, e che verrà fatta) possiamo reperire l’auspicio di una futura pubblicazione dell’opera. L’augurio effettivamente e fortunatamente si realizzerà una trentina di anni dopo:

Ci si augura che il Libro Rosso venga pubblicato in stampa anastatica… […] Quando lo vidi per la prima volta fui trafitto dalla sua bellezza. Aveva qualcosa di numinoso…” (van der Post Laurens: Jung e la storia del nostro tempo, Mimesis. 2019, p. 213 – Prima ediz. orig., Jung And The Story Of Our Time, 1976). Nello stesso testo (pag. 288) Van der Post si riferisce a pitture murali eseguite da Jung nella casa di Bollingen “Le pareti delle camere sono tutte rivestite di immense e assorte personificazioni alate di prototipi abbozzati nel Libro Rosso, ma qui riprodotte con solennità definitiva“.

Per quanto attiene a Laurens Van der Post e al suo rapporto con Jung è in preparazione un ampio articolo che sarà inserito in questo blog.

Effettivamente il Libro Rosso è un’opera davvero unica nel suo genere; un lavoro completamente realizzato da Carl Gustav Jung. Notevole è il fascino della scrittura  vergata con i caratteri e i canoni dei manoscritti medioevali, unita alle immagini straordinarie anch’esse dipinte dallo stesso Jung. Sulle immagini ci sarebbe da dire davvero molto (illuminante il libro “L’arte di C.G. Jung, vedi bibliografia); oltre che ben eseguite tecnicamente  sono ricche di personaggi, di simboli, di dettagli, di decorazioni a costituire un insieme, un tutto estremamente suggestivo e, come già detto, probabilmente non ancora completamente scoperto.

Laurens Van der Post (1906-1996) è stata una figura molto importante, scrittore, esploratore, ha conosciuto molto bene Jung. L’Africa, dove Jung si recò per uno dei suoi viaggi di studio e dove Van der Post visse, fu ad un tempo una comune passione e uno degli elementi che li legò.  Fondamentale dunque la lettura del libro di Van der Post: “Jung e la storia del nostro tempo“. Di Van der Post pertanto non mancherà certo occasione di riparlare.

Da un testo di Aldo Carotenuto:

La capacità di Jung di esercitare una certa influenza sul mondo artistico del Novecento  […] …la tentazione di essere anche lui artista, tentazione che forse non poco ha a che vedere con le ragioni della sua condanna dell’arte contemporanea. A ridosso di questa tentazione, che si esplicita nella redazione dell’ancora inedito Libro Rosso… ” (Carotenuto A.: Jung e la cultura del XX secolo, 2000, pagina 107)

Il Libro Rosso, nell’edizione italiana, in grosso formato, ma più correttamente meglio dire delle dimensioni originali del volume calligrafico, si presenta  composto da tre parti:
– Una prima parte (pagine numerate da I a XII) contenente alcuni testi introduttivi: Prefazione (di Ulrich Hoerni), Ringraziamenti (di Sonu Shamdasani) e legenda (accurato elenco delle sigle ed abbreviazioni, indispensabile per la lettura); Il «Libro rosso» di C. G. Jung (di Sonu Shamdasani); Nota editoriale (di Sonu Shamdasani);  Nota alla traduzione (di  Maria Anna Massimello e Giulio Schiavoni). Nell’edizione studio compaiono in più due paragrafi: Prefazione all’edizione studio (di Ulrich Hoerni) e Nota all’edizione studio (di Sonu Shamdasani)

– Una seconda parte rappresentata dalla riproduzione dell’originale calligrafico scritto e illustrato da Jung. Questa parte non compare nell’edizione studio ridotta anche di dimensioni, dove tuttavia sono presenti alcune immagini significative tratte dall’originale  e,  vi sono costanti e precisi riferimenti alla posizione nel testo del libro calligrafico di tutte le figure, delle lettere  iniziali  disegnate,  di altre caratteristiche grafiche, tali da consentire una buona ed esauriente lettura.

– Una terza parte che inizia a pagina 193 (nell’edizione integrale,  di grosso formato) in cui compare il testo in italiano con note. Nell’edizione studio la terza parte, mancando la parte di riproduzione dell’oriinale calligragico, è in realtà la seconda, comincia a pagina 1 (le precedenti pagine hanno numeri romani).

Alcune precisazioni sulle diverse numerazioni delle pagine. La numerazione delle pagine originale vergata da Jung nel volume calligrafico è diversificata nei due volumi;  nel Liber Primus composto da undici capitoli  la numerazione è rappresentata dall’indicazione da fol. I a fol VII; inoltre le due facciate di ogni foglio sono indicate con “r.” per recto e “v.” per verso (richiamandosi alla numerazione dei manoscritti del medioevali). Il Liber Secundus composto di 21 capitoli invece ha la numerazione tradizionale da pag. 1 a pag. 189 (sulla numerazione tuttavia ci sarà da dire ancora). E’ stato già accennato che accanto alla edizione nel formato del manoscritto  originale (contenente la riproduzione integrale dell’originale di Jung) esiste un’edizione studio di formato ridotto dove è riportato integralmente il testo come nella edizione di grosso formato, ma non è riprodotto il testo originale calligrafico  integrale di Jung). Ovviamente il numero di pagina inserito dall’editore è diverso nelle due edizioni, pertanto è opportuno che quando si cita qualsivoglia cosa, si precisi a quale edizione ci si riferisca. Sempre meglio ovviamente riferirsi alla numerazione originale delle pagine vergata da Jung, comunque indicata in entrambe le edizioni a lato del testo; i salti di pagina sono indicati da una barra diagonale rossa. Ciò è raccomandabile per la citazione dei testi introduttivi. Per quanto riguarda il testo del Liber Novus   o Libro Rosso meglio sarebbe usare la numerazione suddetta originale di Jung.

imageIl Libro Rosso quale che sia la chiave di lettura adottata è sempre e comunque anche “qualcosa di più di una lettura”. Accanto alla lettura “tradizionale” che poi è  anche cronologica, si può all’interno del testo navigare attraverso i personaggi, i messaggi, i simboli, i significati.
Il testo ha una costruzione tutto sommato regolare, lineare; viene prima descritta un’immagine e subito dopo il commento di Jung, rendendo la lettura ad un tempo più esplicativa, ma anche e soprattutto più affascinante.
Difficile davvero parlare di questo libro pur incontrando sempre nuovi stimoli  che meritano e meriteranno una ulteriore lettura e ancora altra rilettura prima di passare alla fase della riflessione e dell’elaborazione.

Credo che per accostarsi ad una lettura così impegnativa si possa, anzi si debba, studiare la genesi dell’opera, la sua struttura, la forma, i contenuti, la simbologia, i personaggi incontrati o rammentati, i luoghi descritti e quant’altro. I capitolo introduttivi sono molto utili. Complesso e assai articolato il racconto. Dallo scontro tra spirito del profondo e lo spirito di questo tempo, che viene presentato all’inizio dell’opera, al confronto tra l’Io e l’Anima,  a quello con la scienza, con la religione, con l’esistenza.

Scorrendo le pagine del libro si incontrano molti personaggi, alcuni incidentalmente citati, altri protagonisti delle scene immaginate. Sono personaggi della storia, della mitologia, o, a volte, della vita comune. La figura di Gesù Cristo ricorre moltissime volte, come pure il nome di Maria. Giuseppe padre putativo di Gesù è citato nel paragrafo 6 del Cpitolo “Il Mago”. Filemone di Frigia e sua moglie Bauci (entrambi presenti e protagonisti di un episodio delle Metamorfosi di Ovidio) presenti e citati molte volte. Nel paragrafo 15 delle Prove, Simon Mago e Elena prendono le sembianze di Filemone e Bauci. Nel capitolo Nox Tertia, a p. 301 del volume originale è citato il primo uomo Adamo. Sigfrido, eroe della tradizione mitica ed epica germanica (nel Liber Primus, Cap. VII, L’assassinio dell’eroe) . Il profeta Isaia, e l’Evangelista Giovanni, il profeta Geremia (due citazioni all’inizio del Liber secundus). Nella seconda parte del capitolo “Scissione dello spirito” è citato Giuda e il suo tradimento (pag. 47 edizione studio). Il profeta Elia (prima metà del secolo IX a.C.). Salomé (Figlia di Erode Filippo e di Erodiade). E altri ancora da ricordare. Izdubar (Gilgamesh, descritto come per due terzi dio e per un terzo uomo). Prometeo (“Il predefinire – o il prepensare – è il Prometeo“, pag. 67 edizione studio), Parsifal, Klingsor, Amfortas, e Kundry  (personaggi del Parsifal di Wagner). Hap, uno dei quattro figli di Horus. La prima donna Eva, che appare nel riflesso di una pietra trasparente assieme all’albero e al serpente; Ulisse (citato come Odisseo), nel capitolo 9 Incontro, in mare con i compagni . L’anacoreta (che verrà successivamente identificato con Ammonio. Filone l’Ebreo (citato nel capitolo 4 del libro secondo da Ammonio). Helios, il dio del sole su un carro trainato da quattro cavalli bianchi (descritto come comparso in sogno, nel cap. V L’anacoreta Dies 2). Ancora una figura mitologica: i Cabiri (specialmente nel paragrafo 3 del libro secondo “Il Mago). Mime, Nibelungo, fratello di Alberico  (nel capitolo XI Soluzione). San Cristoforo (nel capitolo del Liber Secundus intitolato “Secondo giorno”). Il profeta biblico Ezechiele (nel capitolo 15 “Nox Secunda” del Libro Secondo)Tommaso da Kempis, autore de “L’Imitazione di Cristo”. Anche  Nietzsche citato (nei capitoli 14 e 16 del Libro Secondo). Compaiono, con ruoli significativi nella trattazione, personaggi della comune vita di tutti i giorni come  una cuocaun bibliotecario,  uno psichiatra, un visionario, un umile (indicato proprio come “Uno degli umili”, descritto come uomo dimesso, con un occhio solo e il volto segnato da cicatrici), un impiccato parricida e uxoricida, ed altri ancora. Negli appunti (MC, pp. 103-19) sono citati Buddha (presente anche in altri capitoli) e la dea Kali. Pollicino citato dai Cabiri rivolti a Io nel capitolo “Il Mago” (a p. 322 dell’ed. integrale). Tralasciamo, per il momento, la segnalazione di eventuali personaggi che possono essere presenti solo nelle illustrazioni e non nel testo. Da aggiungere infine che vi sono personaggi che appaiono citati nei Libri Neri, ma non nel Libro Rosso, come si deduce dalle numerose note al testo: ma questa è davvero un altro tema che meriterebbe una separata trattazione.

Molti sono anche i luoghi citati, alcune volte riferiti a fatti reali, talora immaginati; tra i tanti, che meglio saranno descritti più avanti, Gerusalemme, Alessandria d’Egitto, e anche il porto della bella città italiana, Napoli (nel capitolo “I resti di antichi templi”, dove alcune righe prima è citata la nostra nazione: “Come trasognato salii su una delle grandi navi che vanno in Italia“; Napoli è citata due volte anche in RSR a proposito del discorso che fa una paziente di nome Babette a pag. 165, e di una traversata in nave da Genova a Napoli a pag 342). Fileto, personaggio biblico (anche questo personaggio è citato nel capitolo “I resti di antichi templi”). Non è immaginata, ma naturalmente citata, Kusnacht (Zurigo) che compare all’inizio del Libro Primo, in lingua latina: “Manu propria scriptum a C. G. Jung anno Domini MCMXV in domu sua Kusnach Turicense” (Scritto di proprio pugno da C. G. Jung nella sua casa di Kusnacht (Zurigo) nell’anno del Signore 1915). il Mare del Nord, le Alpi, l’Inghilterra, la Russia, sono citati ne “La via di quel che ha da venire” per descrivere i confini, o per meglio dire l’estensione,  di un’alluvione apparso in una visione. Nel capitolo XV del libro secondo è citata Gerusalemme. Alessandria è citata dall’Anacoreta nel capitolo 4  e nel capitolo 7 del libro secondo. In appendice. Non mancano poi riferimenti geografici in alcune immagini, e di questo verrà trattato in un momento successivo. Il fiume Nilo è citato nel capitolo dell’Anacoreta e anche nel capitolo “I resti di antichi templi”.

Sono citati anche libri importanti come La Sacra Bibbia e i Vangeli (Citati nel Prologo del Libro Primo: Isaia 53,4-11;Giovanni 1,1-14;  Isaia, 35, 1-8. Citato nel Prologo del Libro Secondo: Geremia 23:16-26) “L’Imitazione di Cristo” di Tommaso da Kempis. “Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche [“…Nietzsche, per esempio, ha scritto più di un autentico libro di devozione; per non parlare poi del Faust…” (pag, 210 edizione studio)]. Ancora sono citati gli Acta Santorum, precisamente dall’Umile mentre colloquia con Io (pag. 265 ed. integrale)

Numerose sono le figure simboliche che si incontrano: serpente, colomba, pesce, alberi, sole, deserto, coppie di opposti, e molte altre. In realtà la simbologia accompagna tutta l’opera, rappresentandone anche una possibile chiave di lettura.

Molto schematicamente il Liber Novus è composto da tre parti: Liber primus, il Liber secundus, le Prove.

imageVediamo un po’ meglio
Il Liber novus o Red Book o Libro Rosso, si compone di due parti:
Liber primus (La via di quel che ha da venire) e Liber secundus (Le immagini dell’errante), a cui si aggiunge un Liber tertius (Prove). In tutto sono 55 sezioni. Ancora va aggiunto l’Epilogo e un’appendice entro cui sono inseriti Mandala, Commenti e Sulla cosmologia dei Septem Sermones ad mortuos.

Liber primus (La via di quel che ha da venire). 12 sezioni; più precisamente un prologo e undici capitoli.

Entro le parentesi quadre con puntini di sospensione prima e dopo sono riportate frasi originali del testo, mentre le note dello scrivente sono accompagnate dalla sigla NDR.

Prologo. La via di quel che ha da venire (Der Weg des Kommenden). Nel libro calligrafico la lettera iniziale D della scritta “Der Weg des Kommenden” è ampia e incorniciata; dietro di essa un panorama dove si riconoscono cielo, montagne, un centro abitato, uno specchio d’acqua antistante, verosimilmente un lago. Il prologo, nel quale è racchiusa l’idea di tutta l’opera,  inizia con la citazione di scritture due notevoli personaggi: il profeta Isaia e Giovanni Evangelista. Tre citazioni dal profeta Isaia, una dal Vangelo di Giovanni, verosimilmente a significare il valore, l’intento, il significato profetico dell’opera. Nel prologo da subito compaiono i concetti di spirito di questo tempo e spirito del profondo, concetti che hanno notevole rilevanza nell’intero testo.  (NDR. Citazioni di scritture a carattere sacro-religioso da parte di Jung  sono reperibili anche in altri testi; ad esempio citazioni di Isaia sono presenti in “Lettere, Volume 2”, alle pagg. 132, 411, 413, 415) La data di scrittura di questo prologo è indicata dallo stesso Jung scritto in latino: [Manu propria scriptum a C. G. Jung anno Domini MCMXV in domu sua Kusnach Turicense.] [Scritto di proprio pugno da C. G. Jung nella sua casa di Kusnacht (Zurigo) nell’anno del Signore 1915]. Jung introduce i concetti di “Spirito di questo tempo” e “Spirito del profondo“, parla della visione che lo colse nell’ottobre del 1913 mentre era da solo in viaggio: un’alluvione devastante di colossali dimensioni, estesa dall’Inghilterra alla Russia, al Mare del Nord. Ricorda ancora tre sogni fatti tra il Giugno e Luglio 1914. La visione dell’alluvione è descritta anche in RSR (Ricordi, sogni e riflessioni, pag. 217).

Capitolo I. Il ritrovamento dell’anima, indicato nel testo manoscritto originale “Die Wiederfindung der Seele. cap. i“,  e inizia a “fol. ii “, mentre il numero di pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  231,  14. Ciò che appare come messaggio è che la via verso l’anima passa attraverso l’immagine […Se possediamo l’immagine di una cosa, possediamo la metà di quella cosa. L’immagine del mondo costituisce la metà del mondo…]  Nel libro calligrafico la lettera iniziale del titolo del capitolo, anche in questo caso una D,  è ampia e incorniciata; dietro di essa sono dipinti un uccello bianco in volo, verosimilmente una colomba, e dei fiori rossi. In questo primo capitolo Jung comincia col descrivere la sua situazione personale nel 1913 (il capitolo è stato scritto nell’ottobre), anno in cui ebbe la visione dell’alluvione, come una situazione di assoluta soddisfazione familiare e professionale. E’ a questo punto che dal profondo nasce in Jung il desiderio, non di altre ulteriori ricchezze e ulteriori successi, bensì quello di entrare in contatto con l’anima. C’è un passaggio: […percepii lo spirito del profondo senza tuttavia comprenderlo…] che rimanda al concetto della progressione di rapporto nei confronti di un fenomeno: la sua scoperta, il contatto, il confronto. (NDR In questo testo le note sulle immagini dipinte agli inizi di capitolo sono da considerare assolutamente preliminari e generiche; tuttavia è previsto un regolare continuo e progressivo aggiornamento e approfondimento).

Capitolo II Anima e Dio.  Indicato nel testo manoscritto originale “Seele und Gott. cap. ii“,  e inizia a “fol. ii”, mentre il numero di pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente  233,  e 18. Nel libro calligrafico la lettera iniziale del titolo del capitolo second, è  incorniciata; dietro di essa  un uccello bianco in volo, un serpente strisciante e un albero. [… Io sono servitore di un bambino]. Nella prima parte del capitolo lo spirito del profondo invita  a prendere contatto con l’Anima e ad accettarne  quanto ne consegue. Nella seconda parte del capitolo segue una lunga riflessione su come accostarsi all’anima “come un viandante…”. Mentre lo spirito di questo tempo rappresenta il primato della ragione e fa sentire saggi e maturi, lo spirito del profondo ricorda di essere dei servitori, servitori di un bambino. Identificarsi con Cristo. “Dovete essere lui stesso, non cristiani, ma Cristi, altrimenti non siete pronti per il Dio che verrà” (pag. 24 edizione studio). Tema che nell’opera verrà più volte ripreso e approfondito.

Capitolo III Al servizio dell’anima, indicato nel manoscritto originale “Über den Dienst der Seele. cap. iii“,  e inizia a “fol. ii”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  235,  25. Nel libro calligrafico la lettera iniziale del titolo del capitolo terzo, la U di Uber, è  incorniciata; dietro di essa dipinta una casa parzialmente coperta da una distesa verde (forse un muro coperto di edera); dietro la casa, uno specchio d’acqua verosimilmente lacustre, e ancora dietro le montagne e il cielo. In questo terzo capitolo Jung riferisce di come un impulso irrefrenabile, una forza irresistibile, lo costringe a trascrivere tutti i suoi sogni che riesca a ricordare (15 novembre 1913). Nella seconda parte del capitolo, ovvero nel “secondo strato”,  riflessioni circa l’accostarsi all’anima. Viene altresì  riferito che si interrompe il contatto con lo spirito del profondo, per poi ristabilirsi nuovamente dopo una settimana. 

Capitolo IV Il deserto – Esperienze nel deserto, indicato nel manoscritto originale “Die Wüste. c. iv” e, più avanti, ma sempre dentro il capitolo 4 “Erfahrungen in der Wüste“,  e inizia a “fol. iii”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  236,  28. Nel libro calligrafico la scritta la lettera iniziale D della scritta “Die Wüste”  ampia e incorniciata, su di essa strisciano dei serpenti; dietro di essa una figura umana a piedi scalzi e con una lunga tunica bianca. Questo capitolo è in pratica composto di due paragrafi (Il deserto – Esperienze nel deserto), peraltro ognuno dei due mantiene la consueta divisione in una parte espositiva e una di commento.  […Le parole che oscillano tra non senso e senso superiore sono le più antiche e le più vere…] E’ la notte del 22 novembre 1913 quando l’Anima chiama l’Io e lo invita, o forse lo trascina, in un deserto: il deserto del sé. Nella seconda parte del paragrafo “Esperienze nel deserto” l’esperienza è descritta come avvenuta durante la “venticinquesima notte nel deserto“. Considerazioni sullo spirito di questo tempo e sull’anima infine ritrovata.

Capitolo V Viaggio infernale nel futuro, indicato nel manoscritto originale “Höllenfahrt in die Zukunft. cap. v“,  e inizia a “fol. iii”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  237,  34. Nel testo del libro calligrafico  la lettera iniziale H della scritta “Höllenfahrt in die Zukunft”  è  incorniciata, dietro di essa visibile una sorta di festoni a cascata di colore rosso. E’ in questo capitolo che in cui l’Io individua come sia supremo l’equilibrio tra spirito di questo tempo e spirito del profondo, e come sia arcano il mondo dell’anima. Riferendosi ad una visione Jung ne precisa anche la data: 12 Dicembre 1913 (vedi pagina 39 dell’edizione studio). Nella seconda parte del capitolo riflessioni sul simbolo dell’eroe e sull’uccisione dell’eroe (in definitiva un’anticipazione). Interessante il concetto che sottolinea equilibrio e quindi armonia tra i due spiriti […Lo spirito di questo tempo non è divino, lo spirito del profondo non è divino; divino è l’equilibrio fra i due…] [Allora lo spirito del profondo mi aprì gli occhi e io vidi le cose più intime, il mondo multiforme e mutevole della mia anima]. 

Capitolo VI Scissione dello spirito, indicato nel manoscritto originale “Zerspaltung des Geistes. cap. vi“,  e inizia a “fol. iv”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  241,  44. Nel libro calligrafico  la lettera iniziale Z della parola Zerspaltung è inserita in un quadrato; posteriormete alla lettera Z stessa il quadrato è diviso dalla linea trasversale della Z in due parti; la parte sinistra mostra un motivo simile a delle onde di colore blu su sfondo rosso; nella parte destra è  invece presente un motivo on delle frecce parallele l’una all’altra di colore rosso su uno sfondo blu. [Andare all’inferno significa diventare inferno noi stessi!] Lo Spirito del profondo invita a immergersi, calarsi nell’intimo; segue un colloquio con l’Anima, poi un risveglio nel deserto testimonia che si è trattato di una visione con cui si è confrontato con sofferenza; riflessioni sul peccato, sul destino individuale e su quello dei popoli, dell’umanità. 

Capitolo VII L’assassinio dell’eroe, L’assassinio dell’eroe, indicato nel manoscritto originale “Heldenmord. cap. vii“,  e inizia a ” fol. iv “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  242,  48. Nel libro calligrafico l’uccisione dell’eroe è già rappresentata nel titolo, la cui acca iniziale, anche stavolta è incorniciata e dietro di essa è dipinta una scena funebre con alte candele. Due visioni sono descritte. In una prima visione l’Io uccide Sigfrido che viaggia su un cocchio suonando il corno.  [Ah, che Sigfrido, il biondo eroe germanico dagli occhi azzurri, abbia dovuto cadere per mano mia, proprio lui, il più leale e valoroso! (p. 51 edizione studio)] Segue grande turbamento in qualche modo stemperato dalla comparsa e dalle parole dello  spirito del profondo. Profonde riflessioni suscitate dall’evento. Segue una seconda visione; questa volta compare un giardino in cui passeggiano personaggi vestiti di bianco e avvolti da scintillanti aloni di luce di vari colori. Profonde riflessioni sul sogno e sul  simbolo dell’eroe. e sul suo significato. 

Sul sogno di Sigfrido vedi anche RSR p.222 “Sei giorni dopo, il 18 dicembre 1913, feci il sogno seguente. Mi trovavo con uno sconosciuto, un giovane di pelle scura, un selvaggio, in un paesaggio solitario di montagne rocciose. […] Allora risuonava per le montagne il corno di Sigfrido, e sapevo che dovevamo ucciderlo. Eravamo armati di carabine, […]Improvvisamente appariva Sigfrido, […] Era su un carro fatto di ossa di morti, e scendeva a velocità pazza giù per il ripido pendìo; non appena svoltava dietro a una curva, gli sparavamo, ed egli cadeva colpito a morte“.

Ancora sul sogno di Sigfrido vedi anche Homans (1982) pag. 79, e Hannah (1980)  pag. 150 

Capitolo VIII Il concepimento del Dio, indicato nel manoscritto originale “Gottes Empfängnis. cap. viii“,  e inizia a “fol. iv”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  243,  52. Nel libro calligrafico  la lettera iniziale G della scritta “Gottes Empfängnis”  è  incorniciata, molto stilizzata e di colore blu,  dietro di essa visibile una forma quadripartita, probabilmente un mandala. Dopo la morte dell’eroe, Io parla con l’anima, segue l’irruzione dello spirito del profondo che parla all’Io; dopo tale discorso l’Io riflette profondamente e a lungo su quanto dettogli,  sulla vicenda di Cristo, sulla solitudine, sulla rinascita di Dio. 

MISTERO

Sotto il titolo “Mistero” sono raccolti i capitoli IX, X, e XI (Mistero, Insegnamento, Soluzione), che poi sono anche gli ultimi tre capitoli del Liber primus.

Capitolo IX Incontro, indicato nel manoscritto originale “Mysterium
 Begegnung. cap. ix“,  e inizia a “fol. v”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  246,  61  Nel libro calligrafico  la parola “Mysterium” è totalmente incorniciata; di seguito, nella riga seguente è incorniciata anche la lettera B, iniziale di Begegnung; si noti che il testo è a due colonne e quanto descritto è nella colonna di sinistra in alto, mentre nella colonna di destra in alto vi è il disegno in cui è rappresentata un scena in cui si riconoscono un uomo con la tunica bianca, un anziano, una donna, una casa con facciata ad archi e dietro di loro della montagne. Si tratta evidentemente dell’Io, Elia e Salomè. [La notte in cui stavo riflettendo sulla natura di Dio, ho percepito un immagine] L’incontro è con Elia, seguito da un serpente nero, e con Salomè, che Elia, qui nell’immagine, presenta come propria figlia. All’interno della casa appaiono anche l’immagine di Eva, dell’albero e del serpente, poi anche Ulisse in mare aperto con i propri compagni. Poi riescono all’aperto e segue un colloquio tra l’Io, Elia e Salomé. Attente e profonde riflessioni sui personaggi incontrati e sul loro significato.

Elia e Salomè sono citati, tra l’altro,  anche in RSR a pag. 224-25 e a pag. 362

Capitolo X Insegnamento, indicato nel manoscritto originale “Belehrung. cap. x“,  e inizia a “fol. vi  “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  249,  71. Nel libro calligrafico  la lettera B della parola Belehrung è incorniciata, dietro di essa cinque immagini a forma di lancia, o forse alberi, ancora una striscia verde come un prato e lo sfondo celeste del cielo; in atto una banderella bianca che ricorda la parte superiore di una tenda di un palcoscenico. Un’immagine in cui sono ancora presenti Elia e Salomé; quest’ultima si rivolge all’Io e gli dice di essere sua sorella e che entrambi essere figli di Maria. Sconcerto dell’Io che barcollando verso l’uscita si lascia alle spalle un altare circolare, poi comparsa di un grosso leone, mentre fuori è una fredda notte stellata. Riflessioni sull’immagine presentatasi, sulla figura di Maria, sul desiderio, sul prepensiero, e sulla vita.

Capitolo XI Soluzione, indicato nel manoscritto originale “Lösung. cap. xi“,  dove inizia a “fol. vi”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  252,  81.  Nel libro calligrafico  la figura iniziale dipinta è molto deteriorata; la lettera L della parola Lösung si può solo intuire, così come si intravede solo parzialmente una croce di colore rosso e la parte inferire della persona crocifissa. Riflessioni sull’umanità, sullo spirito del profondo, sul significato e valore simbolico delle immagini. Con questo capitolo si chiude il Liber Primus. […nel profondo portiamo il futuro e il passato (p.89 ed. st)] l’Io scorge Elia su una montagna, una montagna particolare che pare separare, dividere il giorno dalla notte. Un serpente bianco e uno nero  lottano, poi scompaiono il primo nella luce, il secondo nell’oscurità. Inizia un colloquio tra l’Io ed Elia che si trasforma in un essere di piccole dimensioni, Mime. Compare poi Salomè che dice all’Io che proprio lui è Cristo, che infatti si ritrova a braccia spalancate avvolto dalle spire del serpente. 

Liber secundus. Le immagini dell’errante (Die Bilder des Irrenden). Comprende 21 capitoli. Il Liber secundus inizia con due passi di Geremia. Nel libro calligrafico  la scritta “Die Bilder des Irrenden” appare disegnata intieramente, ma con particolare modalità; In un quadrato di grosse dimensioni, a sinistra è inserita la D, mentre il resto della scritta, è inserita in un quadrato, a destra, di minori dimensioni.

imageCap. I, Il Rosso, indicato nel manoscritto originale “Der Rote. cap. i” (in realtà sembrerebbe scritto “Rothe”),  e inizia a “pagina numerata 2”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  259,  100. Nel libro calligrafico  la lettera D della parola Der è incorniciata, dietro di essa un uomo di spalle che dall’alto di una torre guarda in lontananza (evidentemente l’Io che avvista in lontananza il Rosso, Rosso che in quest’immagine però non compare).[…ogni volta che hai la rara opportunità di parlare col Diavolo non dimenticarti di confrontarti sul serio con lui ] Il Rosso è un cavaliere che l’Io, dall’alto della fortezza, vede avvicinarsi; l’Io ha un colloquio con questo cavaliere rosso, a cui Io formula domande e con il quale stabilisce un colloquio,  altri non è che il Diavolo. Segue lunga riflessione sulla gioia, sulle delusioni, sul Diavolo e sul suo significato.

Cap. II, Il castello nel bosco, indicato nel manoscritto originale “Das Schloss im Walde. cap. ii“,  e inizia a “pagina numerata 5”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  261,  107. Nel libro calligrafico  la lettera D della parola Das è incorniciata, dietro di essa l’immagine notturna un castello; sullo sfondo montagne, in cielo splende  la luna.[…hai pronunciato la parola che redime] […per trovare la via occorre a volte tornare indietro sui propri passi…] A proposito della citazione precedente su “per trovare la via…” viene in mente una frase di Gaber: “bisogna ritornare nella strada nella strada per conoscere chi siamo”. Ma tornando al testo, in questo capitolo l’Io giunge al castello e riflette.[…quando sei diventato oggetto di scherno ai tuoi stessi occhi arriverà il bianco uccello-anima…][…e intorno a te succederanno fatti simili a miracoli…]. Nell’incipit “Due notti dopo cammino da solo in un bosco buio e mi accorgo di essermi smarrito“, non si può non cogliere l’assonanza con la Divina Commedia di Dante Alighieri: “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / ché la diritta via era smarrita“. L’Io si smarrisce in una boscaglia fino ad arrivare ad un castello ove chiede ospitalità. Il padrone appare come persona erudita; all’interno del castello ci sono molti libri. E’ presente un domestico che assegna all’Io una camera. Io insonne è turbato da una specie di incubo, e cioè che il vecchio erudito nasconda una figlia segregata. A questo proposito l’Io pensa che ciò potrebbe essere un soggetto per un romanzo. E in effetti la giovane appare, ha un lungo colloquio con Io (dove anch’essa riprende il concetto del romanzo, come derivato dalla fiaba che del romanzo può essere considerata nonna,  chiedendo se davvero essa possa rappresentarne un soggetto), poi scompare dopo aver salutati Io anche da parte di Salomé! Al posto della giovane restano delle rose rosse. Riflessioni su vari aspetti della vita, sul mondo esterno e quello interno e loro accadimenti, sull'”aldi qua e l’aldilà”, sul raro e non comune, sulla mascolinità, sull’interiorità ed esteriorità, sull’umiliazione, sulla virtù. 

Nota. In relazione all’accostamento alla Divina Commedia sopra descritta, si noti, per inciso, che nell’anno 2021 ricorrono i settecento anni dalla scomparsa di Dante Aligheri e i sessanta anni dalla scomparsa di Carl Gustav Jung

Cap. III, Uno degli umili, indicato nel manoscritto originale “Einer der Niedrigen. cap. iii“,  e inizia a “pagina numerata 8”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  265,  119. Nel libro calligrafico  la lettera E della parola Einer è incorniciata e di colore blu, dietro di essa una sorta di mosaico multicolore formato da numerose tessere di colore diverso. L’Io incontra un uomo dall’aspetto poco rassicurante, è malfermo, ha un volto segnato da cicatrici e la barba incolta, ha  un solo occhio. Segue un colloquio dove parlano della condizione umana, della vita in città e di quella in campagna, e anche del cinematografo. Raggiungono una locanda, l’umile viandante racconta che ha perso l’occhio durante una rissa nella quale era stato coinvolto. Dopo essersi coricati ognuno nella propria stanza, Io sente dei rantoli provenienti dalla camera del viandante, si alza preoccupato e va a vedere cosa accade; la preoccupazione era motivata, infatti il viandante ha esalato l’ultimo respiro. Riflessioni sulla condizione umana, sulla consapevolezza della vita, e sulla morte, sia quella esteriore che quella interiore. 

Successivamente si susseguono due capitoli, quarto e quinto, entrambi intitolati “L’anacoreta”, contrassegnati rispettivamente “Dies I” e “Dies II”.

Cap. IV, L’anacoreta. Dies I, indicato nel manoscritto originale “Der Anachoret.  cap. iv dies i“,  e inizia a “pagina numerata 15 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  267,  127.  Nel libro calligrafico  la lettera D della parola Dies è incorniciata e di colore giallo, dietro di essa uno sfondo blu,  il tutto inserito in due quadrati marroni e assai finemente decorati più ampi che fanno da cornice; una listellatura blu attornia il quadrato più grande. […Il solitario cerca il sole…] L’Io incontra l’anacoreta Ammonio e inizia un dialogo sul Vangelo di Giovanni; l’anacoreta si richiama a certi passi particolari e chiedendone il parere all’Io. Nella conversazione l’anacoreta cita Filone l’Ebreo. Alla fine l’anacoreta Ammonio offre all’Io un giaciglio per passare la notte. Riflessioni sulla vita del solitario, sulle tenebre e il silenzio del presente e dei millenni.

Cap. V, [L’anacoreta.] Dies II, indicato nel manoscritto originale “cap. v dies ii“,  e inizia a “pagina numerata 22”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  270,  138. Nel libro calligrafico  un’immagine molto complessa e dettagliata; in basso una striscia marrone e degli alberi, verosimilmente delle palme, in alto un sole stilizzato con raggi che si espandono in tutte le direzioni, due di questi raggi vanno a terminare in due figure circolari alate; nel centro dell’immagine un albero con le proprie radici entro una cornice quasi ellissoidale; ai lati dell’ellisse due croci su cui sono attorcigliati dei serpenti, e ancora ai lati dell’ellisse, ma più in basso degli scarabei. Al risveglio Io ricorda di aver fatto un sogno; ha sognato Helios, il dio del sole su un carro trainato da quattro cavalli bianchi. Incontro con uno scarabeo. Nuovo colloquio con Ammonio; alla fine Io teme che Ammonio altro non sia che Satana. Ancora riflessioni sul solitario. Dal colloquio piace citare un passaggio, quello dove l’Anacoreta, risponde all’Io che che gli chiede come occupi il proprio tempo e come possa continuare a rileggere quanto già tante volte letto. risponde l’Anacoreta: «Com’è puerile quello che dici! Sai bene che un libro lo si può leggere molte volte… Magari lo conosci quasi a memoria, e tuttavia, se riguardi le righe che ti stanno davanti, certe cose ti appariranno nuove oppure ti verranno pensieri del tutto nuovi, che non avevi avuto prima. Ogni parola può fecondare il tuo spirito. E infine, se hai accantonato il libro per una settimana e torni a riprenderlo dopo che il tuo spirito ha sperimentato varie trasformazioni, avrai molte nuove illuminazioni» (da p. 129 dell’edizione studio).

Bello e da molti apprezzato il concetto apparentemente scontato e banale, ma al contrario valido e attuale,  di rilettura dei testi importanti dove “si trova sempre qualcosa di nuovo“. E vale naturalmente per il Libro Rosso stesso.

Cap. VI, La Morte, indicato nel manoscritto originale “Der Tod. cap. vi“,  e inizia a “pagina numerata 29 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  273,  147.  Nel volume calligrafico, all’inizio del capitolo all’interno di un grosso quadrato un animale, forse un serpente, ma con delle appendici simili a piccoli piedi; al di sotto dell’animale una figura circolare rossa da cui l’animale stesso pare emergere; in alto a sinistra un quadrato più piccolo incornicia la D di Der. L’Io si trova in un luogo freddo di un paese nordico, quando intravede una figura pallida di nero vestita che altri non è che la Morte. Io le si avvicina e appare una visione catastrofica di masse di persone morte che si muovono silenziose mentre l’acqua del fiume si mescola al sangue. Una visione orribile (NDR. Viene qui in mente il passo della Divina Commedia ove Dante scrive: «lo strazio ed il grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso», Inferno, Canto X, versi 85-86). Riflessioni sulla condizione umana, sulla morte e sulla nascita; viene precisata la date, era la seconda notte del 1914, viene altresì precisato che il turbamento provocato dalla visione durò tre notti.

Cap. VII, I resti di antichi templi, indicato nel manoscritto originale “Die Reste früherer Tempel cap. vii“,  e inizia a “pagina numerata 32 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  275,  152. Nel volume calligrafico, all’inizio del capitolo all’interno di un grosso quadrato un cerchio che appare come una sorta di mosaico composto da mattonelline prevalentemente di colore celeste e nuances di celeste, forse un serpente, all’interno del cerchio presenti due formazioni ovali, una in alto a sinistra del cerchio e l’altra in basso a destra del cerchio; in alto a destra del quadrato principale, un secondo quadrato più piccolo incornicia la lettera U, che in questo caso non è la prima lettera del titolo, bensì la prima lettera del testo. Ricompare il Rosso, molto invecchiato,  e insieme a lui ricompare Ammonio. Segue un colloquio, Ammonio dice di aver nutrito il desiderio di rivedere Alessandria e, imbarcatosi su una nave essere sbarcato in Italia, a Napoli, dove c’era il Rosso ad aspettarlo. Riflessioni sul cambiamento, sul precedente incontro con la morte, sulla solitudine sul viaggio, svolto appunto in solitudine,  verso la propria alba, verso l’Oriente.

Cap. VIII, Primo giorno, indicato nel manoscritto originale “Erster Tag. cap. viii“,  e inizia a “pagina numerata 37 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  277,  161. Nel volume calligrafico, all’inizio del capitolo all’interno di un grosso quadrato la lettera E di Erster. La E è di colore rosso e nella banda verticale ha tre disegni di rifinitura; lo sfondo è rappresentato da un cielo stellato; nello sfondo compare anche una figura circolare  all’interno del quale è un serpente arrotolato; infine alla destra del quadrato è presente una banderella nera verticale entro la quale si riconosce un personaggio che sostiene un vaso da cui esce un serpente che si protende verso l’alto a terminare in una sorta di figura a forma di stella. Durante la lettura di questo capitolo viene in mente, forse più che leggendo altre parti del Libro Rosso (ma ovviamente è un’impressione soggettiva) un pensiero di Pasquale, pur pronunciato in diverso contesto, e cioè che bisogna leggere un libro per la prima volta andando veloci senza curarsi troppo di aver compreso tutto, ripromettendosi subito dopo di compiere una lettura più attenta. E’ in questo capitolo che avviene l’incontro con  Izdubar.  Izdubar è un gigante dalle corna taurine. Dopo un iniziale paura, l’Io e il gigante – che dice di venire dall’occidente – si mettono a parlare sulla teoria eliocentrica e sulla magia. Cala la notte ed entrambi si addormentano accanto ad un fuoco. Presenti riflessioni sul viaggio e il viaggiare nella strada e nella vita, sulle direzioni da prendere, sul rapporto con Dio.

Cap. IX, Secondo giorno, indicato nel manoscritto originale “Zweiter Tag. cap. ix“,  e inizia a “pagina numerata 46 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  281,  174 Nel volume calligrafico, all’inizio del capitolo all’interno di un quadrato la lettera Z della parola Zweiter. La Z è di colore nero, ma riccamente decorata in oro e la decorazione sembra tratteggiare due alberi i cui rami formano una rete sovrapponendosi; è dorata anche la listellatura del quadrato e ai quattro angoli la listellatura è interrotta, ma in realtà anche abbellita da quattro piccoli quadrati. […parola che sana…] Izdubar diviene una fantasia e l’Io lo trasporta tenendolo sulle spalle (qui l’accostamento a San Cristoforo), fino a giungere ad una casa; qui l’Io comprime Izdubar dentro un uovo per farlo passare attraverso la porta altrimenti stretta. Ancora riflessioni  sul rapporto con Dio. Il capitolo termina con l’annuncio degli incantesimi.

Cap. X, Gli incantesimi , TITOLO NON INDICATO nel manoscritto originale (una nota del curatore precisa che è stato desunto dalla minuta), comunque inizia a “pagina numerata 50”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  283,  181. NB. Abbiamo detto che il titolo non è presente, tuttavia nella ultima riga della pagina precedente del volume calligrafico, cioè la pagina 48, c’è la scritta “Hier begin die incantation” (Qui cominciano gli incantesimi) seguita da due punti. Sono descritti dodici incantesimi. Questo capitolo contiene molte illustrazioni e di grande formato, proprio dodici, quante gli incantesimi. In questo capitolo dunque le immagini prevalgono nettamente sul testo, tuttavia lo scritto è ricchissimo di riferimenti simbolici. L’albero degli incantesimi (pagina 63 del volume originale calligrafico) è rappresentato da un tronco con otto rami laterali (ovviamente quattro per parte), I rami più in alto appaiono orizzontali e indicano levimmagini simboliche di sei misteri. Nei sei rami sottostanti stanno, una per ramo, le immagini simboliche degli altri sei incantesimi. I colori della tavola che rappresenta l’albero degli incantesimi sono bianco, blu, e rifiniture in oro; l’albero è finemente decorato da un motivo ornamentale ricco di volute. Segnalo una curiosità, e ve ne sarebbero altre che forse verranno anch’esse segnalate. Ecco: la foto dell’albero sopra ricorda molto lo schema dell’albero degli incantesimi descritto nel testo (Consapevole ispirazione? Semplice coincidenza? Coincidenza significativa?). Nel volume calligrafico come abbiamo visto non compare il titolo, ma il capitolo è annunciato alla fine del capitolo precedente (la nota 123 a pag. 181  dell’edizione studio recita: “Il titolo del capitolo, mancante nel volume calligrafico, è riportato qui in base alla minuta.”); non c’è quindi disegno di apertura ad abbellimento dell’iniziale; al contrario in questo capitolo vi sono dodici illustrazioni di grande volume e minuziosamente rifinite; tali illustrazioni meriterebbero una descrizione più dettagliata. E’ un capitolo in cui numerosi sono i richiami religiosi, tra i quali quelli ai Vangeli di Luca e Matteo. Nel testo riflessioni sul Dio.

Cap. XI, L’apertura dell’uovo, indicato nel manoscritto originale “Die Eröffnung des Eies. cap. xi“,  e inizia a “pagina numerata 65 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  286,  188. Nel volume calligrafico, come nel capitolo precedente vi sono illustrazioni di grande volume e minuziosamente rifinite; tali illustrazioni meriteranno una descrizione più dettagliata; l’immagine iniziale è una “a” minuscola di colore rosso e nero inserita come spesso in un quadrato, con sfondo giallo e nero.L’Io apre l’uovo e ne esce Izdubar guarito. Izdubar, sorpreso, non ricorda di essere stato malato. Nella seconda parte di commento, particolarmente lunga, ancora riflessioni  complesse e molto articolate sul rapporto con Dio, sulla sua natura, sul cambiamento, sulla rinascita.

imageCap. XII, L’inferno, indicato nel manoscritto originale “Die hölle. cap. xii“,  e inizia a “pagina numerata 73 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  288,  196. Nel volume calligrafico, l’immagine iniziale è la “D” della parola Die di colore rosso e nero inserita come sempre in un quadrato; la lettera è dorata, così come è dorato il contorno del quadrato; tale contorno è costituito da linee all’interno, mentre all’esterno ha una dentellatura simile a quella presente nei francobolli; dietro la D, su uno sfondo uniforme nero, un disegno rosso con una sorta di immagine al centro rotondeggiante che si espande con forme tentacolari verso i lati. E’ il capitolo in cui un’immagine fantastica mostra il mondo infero. Dannati avvinghiati tra loro penzolano da una colonna sovrastata da una volta. Una giovane donna, aggredita da tre demoni,  ha afferrato con l’ago di una canna da pesca l’occhio di un demone, del Maligno, del Diavolo. Il Diavolo quindi deve stare fermo fermo per non perdere l’occhio. A questo punto una voce dice al’Io: “Il Maligno non può offrire sacrifici, non può sacrificare il suo occhio, la vittoria è di colui che può sacrificare” (pag 288, 197 edizione studio). In questo capitolo la seconda parte di commento è molto lunga, rispetto alla prima che è piuttosto breve. Riflessioni profonde e articolate sull’Anima, sulla condizione umana, su  Dio e sul Maligno. 

Cap XIII, L’assassinio sacrificale, indicato nel manoscritto originale “Der Opfermord cap. xiii“,  e inizia a “pagina numerata 76”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  289,  200.. Nel volume calligrafico, l’immagine iniziale è la “D” maiuscola della parola Der colore nero inserita  in un quadrato con un contorno nero semplice; dietro la D, figure che formano un grosso  groviglio su  uno sfondo anche questo rosso. In questo capitolo, che inizia con la visione orribile e nauseante di un groviglio di serpenti,  l’Io incontra una donna velata accanto al corpo di una bambina deceduta per morte violenta e viene invitato a compiere un’azione di cannibalismo rituale, e cioè mangiare un pezzo di fegato del cadavere. Alla fine la figura velata si scosta il velo e rivela di essere l’Anima dell’Io.  Riflessioni sul compimento del sacrificio, sulla verità, su Dio e sul Maligno, Da una nota a piè di pagina di Shamdasani si evince che in una minuta manoscritta, questo capitolo  era stato intitolato  “Ottava avventura”

Cap. XIV, La follia divina, indicato nel manoscritto originale “Die göttliche narrheitcap. xiv“,  e inizia a “pagina numerata 98 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  292,  208. Nel volume calligrafico, l’immagine iniziale è la “D” maiuscola della parola Die bicolore rosso e verde; anche lo sfondo è colore bianco e nero; è inserita  in un quadrato con un contorno verde interrotto ai quattro angoli da altrettanti piccoli quadratini neri. Scena molto suggestiva; appare un sipario di colore verde tra due colonne, e dietro il sipario, scendendo uno scalino, si accede ad un vano nella cui parte posteriore ci sono due porte chiuse; è così che scegliendo quella di destra e aprendola, l’Io si ritrova in una biblioteca. E’ il capitolo dove l’Io chiede ad un bibliotecario. l’Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis; il bibliotecario si stupisce di tale richiesta, poi   l’Io e il bibliotecario intraprendono un colloquio su religione e scienza. Riflessioni su Dio, su Cristo, su come vivere.

Cap. XV, Nox secunda, indicato nel manoscritto originale “nox secunda. cap. xv“,  e inizia a “pagina numerata 100 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  293,  213.  Nel volume calligrafico, l’immagine iniziale è la “N” della parola Nox bicolore rosso e nero; lo sfondo è colore bianco e verde; è inserita  in un quadrato senza cornice. In questo capitolo, dopo l’incontro con la cuoca in cucina e uno scambio di idee con lei sul libro di Tommaso da Kempis, appare in sogno Ezechiele che guida un gruppo di Anabattisti a Gerusalemme. L’Io dunque, lasciata la biblioteca, accede in una cucina e sedutosi si mette a leggere; la cuoca gli chiede se sia un religioso e gli riferisce che anch’essa ha ricevuto dalla madre una copia del libro di Tommaso da Kempis “L’imitazione di Cristo“. L’Io sfoglia il libro e gli cade l’occhio su un passo del diciannovesimo capitolo. A quel punto nella visione/sogno compare Ezechiele con un gruppo di Anabattisti che dice volersi recare a Gerusalemme. Io non può accompagnarli e viene internato in manicomio, dove compaiono un infermiere e uno psichiatra;  viene intavolata tra loro e l’Io  una discussione sulla paranoia religiosa. Riflessioni sull'”L’imitazione di Cristo“, su pensiero e sentimento (metafora della pianta che cresce germogliando), sulla condizione umana, sull’ascolto, sui morti e sul culto a loro dedicato.

[NDR Imitazione di Cristo Testo del cristianesimo medievale, diviso in quattro libri: libro I “De imitatione Christi et contemptu omnium vanitatum mundi”, “L’imitazione di cristo e il disprezzo di tutte le vanita’ del mondo”; Libro II: “Incominciamo le esortazioni che ci introducono all’interiorità” (o anche “Avvertimenti che guidano alla vita interiore”; Libro III: “Incomincia il libro della consolazione interiore” o anche “Dell’interna consolazione”; Libro IV: “Incominciano i consigli devoti per la Santa Comunione” (o anche “Del Sacramento. Esortazione divota alla Sacra Comunione”]

Cap. XVI, Nox tertia , indicato, come tutte le scritte in latino, anche nel manoscritto originale “Nox tertia. cap. xvi“,  e inizia a “pagina numerata 108”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  297,  227.  Nel volume calligrafico, l’immagine iniziale è la “N” della parola Nox di colore blu; lo sfondo è di colore rosso e marrone; è inserita  in un quadrato senza cornice. La modalità compositiva è simile a quella del precedente capitolo. In questo capitolo l’Io parla con l’Anima, compare un alienato visionario e il direttore di un manicomio, è dato luogo a un complesso discorso sulla condizione umana; Segue una complessa visione: il mare, l’orizzonte, il Crocefisso, infine un albero che sorge dal mare e le cui radici vanno nel profondo più profondo e i rami si allungano nella volta celeste. Riflessioni sulle parole e su come in una ragnatela di parole sia possibile restare impigliati; ancora riflessioni su Cristo, sui morti, sulla redenzione, sull’albero della vita, sulla verità, sull’accettazione di sé e delle propria vile parte.

Cap. XVII, Nox quarta , indicato nel manoscritto originale “Nox quarta. cap. xviii“,  e inizia a “pagina numerata da Jung 114”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  302,  241. Nel volume calligrafico, ancora una volta e similmente ai due precedenti capitolo, l’immagine iniziale è la “N” della parola Nox di colore rosso; lo sfondo è di colore nero e celeste; marrone; anche qui è inserita  in un quadrato senza cornice. L’Io si risveglia in cucina dove precedentemente si era addormentato, segue un colloquio con la cuoca, che gli dice essere al servizio del bibliotecario, poi la restituzione del libro al bibliotecario. Al termine l’Io si esce dalla biblioteca, scosta la tenda di un sipario  trovandosi di fronte un vero e proprio ambiente teatrale, un palcoscenico: in uno splendido giardino  c’è Kundry (che in realtà è la cuoca), Amfòrtas (che in realtà è il bibliotecario);  KIingsor e Parsifal (entrambi simili allo stesso Io).  Riflessioni complesse sulla derisione, sul dubbio, sulla certezza, sull’opposizione, sul talento, sull’errore, sul rapporto con Dio, sul Venerdì Santo.

[NDR per Klingsor e Kundry, v. anche Vita e Opere di CGJ“ di Barbara Hannah p. 162 e Ricordi Sogni Riflessioni p. 224]

Cap. XVIII, Le tre profezie, indicato nel manoscritto originale “Die drei Prophezeiungen. cap. xvii“,  e inizia a “pagina numerata 124 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  306,  253. Nel volume calligrafico, ancora un inizio simile ai precedenti, l’immagine iniziale è la “D” della parola Die di colore rosso; lo sfondo è di verde e celeste; anche qui è inserita  in un quadrato senza cornice.  Tre cose per spiegare il futuro, vengono suggerite dall’anima all’Io (citati vari elementi: armamentari bellici e campi di battaglia, strumenti di superstizione e pietre dipinte, immagini di templi e canti religiosi). Esse sono: la miseria della guerra, l’oscurità della magia, il dono della religione. E’ uno di quei punti in cui lo stesso Jung dichiara, citando uno dei suoi Libri neri, una data precisa: [Chiamai la mia anima e le chiesi di tuffarsi nei flutti di cui avevo udito il fragore in lontananza. Questo accadde il 22 gennaio 1914, come è scritto nel mio Libro nero. Rapida come una freccia, si slanciò nell’oscurità. E dal profondo gridò: «Accetterai quello che ti porto?». (pag. 253 edizione  studio)] Il capitolo (breve ma contenente come sempre le due parti) si chiude introducendo il capitolo successivo; c’è stato un colloquio con l’anima e al termine del capitolo, dove sono proposte riflessioni  su guerra magia e religione,  dove con senso di orrore e smarrimento si parla anche di futuro, viene annunciato quanto l’anima sta per dire. Così il colloquio continua nel capitolo successivo.  

Cap. XIX, Il dono della magia, indicato nel manoscritto originale “Die Gabe der Magie. cap. xix“,  inizia a “pagina numerata 126 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  307,  258.  Nel volume calligrafico, di nuovo un inizio simile ai precedenti, l’immagine iniziale è la “D” della parola Die di colore rosso; lo sfondo è verde bianco e nero molto elaborato; anche qui è inserita  in un quadrato senza cornice. Il testo di questo capitolo comprende (nella seconda parte assieme ad illustrazioni)  alcuni passi scritti in versi. Il capitolo riprende continuando il colloquio con l’Anima intrapreso e descritto nel capitolo precedente. L’Anima offre all’Io la bacchetta della magia, che è nera, o forse è un serpente, o ancora forse è una bacchetta a forma di serpente. La bacchetta richiede tuttavia un sacrificio, il sacrificio della consolazione. Segue lunga riflessione sugli enigmi, sull’inspiegabile. 

Cap. XX, La via della croce, indicato nel manoscritto originale “Der Weg des Kreuzes. cap. xx“,  e inizia a “pagina numerata 136 “, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  310,  266. Nel volume calligrafico,  è la “D” della parola Der di colore scuro quasi nero ed ha la forma di una sorta di serpente che si arrotola attorno ad una croce anch’essa nera. Lo sfondo è rosso; all’estrema destra della figura si viene a formare una banderella verticale dove il rosso dello sfondo rosso diviene nero e che il nero del braccio della croce  diviene rosso. E’ questo il capitolo in è descritta la scena del serpente nero che dopo esser penetrato nel  Crocifisso ne esce bianco, attorcigliandosi. Un uccello bianco è posato sulla spalla dell’Io e gli dice, sostanzialmente, che le cose seguano il proprio corso, lasciando loro il tempo necessario. Segue lunga e articolata riflessione. A questo proposito viene in mente u modo di dire, ovvero che per poter fare correttamente certe determinate cose l’unità di misura temporale è “Il tempo che ci vuole“.  Precisamente.

Cap. XXI, Il mago, indicato nel manoscritto originale “Der Zauberer. cap. xxi“,  e inizia a “pagina numerata 139”, mentre il numero pagina a cui inizia  questo capitolo nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale e nell’edizione studio è rispettivamente:  312,  273. Si tratta di un capitolo assai lungo, probabilmente il più lungo,  articolato in ben otto paragrafi

I primi sei paragrafi corrispondono alle numerazioni originali del volume calligrafico seguenti: 139, 153, 158, 172, 179, 188 (corrispondenti alle pagg. 312, 317, 319, 322,  324, 325 nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale  e alle pagg. 273, 290, 295, 307, 311, 317 dell’edizione studio). Alla pagina 188 del volume calligrafico originale la trascrizione è interrotta, e così il curatore continua con il testo della minuta  (nota 329 a p. 326 dell’edizione integrale e a pag. 318 dell’edizione studio che recita testualmente “A questo punto s’interrompe la trascrizione del volume calligrafico del Liber novus. La parte che segue è esemplata sul testo di M, pp. 533-56.”). La lunghezza e complessità di questo capitolo e le numerose illustrazioni necessiteranno di adeguato approfondimento. Ad esempio  a proposito delll’illustrazione di pagina 154 che rappresenta Filemone; va ricordato che  era  già nota prima della pubblicazione del Libro Rosso essendo presente la riproduzione in in RSR  (almeno nella sesta edizione del 1990, a pagina 22, insieme ad altre foto. Probabilmente esistono anche altre immagini del Libro Rosso rese note prima della pubblicazione del teto intero)

Diviso (dal curatore, ma rispecchiando fedelmente l’intento dell’Autore) in otto sottocapitoli indicati con numero entro parentesi graffa così: {}. Capitolo dunque lungo e articolato. Incontri molteplici: Filemone e Bauci, il Serpente, i Cabiri, di nuovo Elia e Salomé. Il capitolo si apre proprio con l’incontro con Filemone e Bauci. Dopo molti altri avvenimenti, che verranno meglio descritti, un serpente-anima narra all’Io la storia di un re che deve lasciare il potere al proprio figlio. Nel volume calligrafico,  è la “D” della parola Der di colore rosso. Lo sfondo è composto da una texture di più quadrati e ognuno di questi quadrati ha al suo interno una serie di quadrati con gradazione di colore dal nero, al grigio, al bianco. Tornando al testo vediamo i singoli paragrafi:

Inizia senza alcun preambolo il paragrafo 1:

{1} (pag. 273 edizione studio, pag. 312 dell’edizione integrale, pag. 139 del volume calligrafico) Io, dopo lunghe ricerche, trova la casa dove vivono Filemone e Bauci. Segue l’incontro con Filemone, un lungo discorso sulla magia. Io che andandosene incontra un gruppo di persone che sembrano parlare di lui; forse si chiedono se Io è un discepolo di Filemone e se ha appreso qualche segreto, ma Io, anche se vorrebbe, non risponde; seguono lunghe e profonde considerazioni.

{2} (pag. 290 edizione studio, pag. 317 dell’edizione integrale,153 del volume calligrafico) Incontro dell’Io con un serpente che ammalia, forte degli insegnamenti di Filemone, suonando il flauto e trasformandolo nella propria anima; riflessioni su fedeltà, fiducia, fede, incontro con l’Altro.

{3} (pag. 295 edizione studio, pag. 319 dell’edizione integrale,158 del volume calligrafico) L’Io si interroga sul perché ha considerato il serpente come la propria anima, segue colloquio e  chiede di andare nell’aldilà ottenendo un diniego a tale richiesta. Compaiono Satana e i Cabiri; riflessioni sui Cabiri, sulla torre, sul Serpente.

{4} (pag. 307 edizione studio, pag. 322 dell’edizione integrale, 172 del volume calligrafico) Incontro dell’Io con un uomo di brutto aspetto, gobbo, con orecchie a sventola; è un impiccato reo di aver ucciso i propri genitori e la propria moglie; riflessioni sul Diavolo, sull’oscuro, sui morti, sul destino.

{5} (pag. 311 edizione studio, pag. 324 dell’edizione integrale, 179 del volume calligrafico) Il serpente colloquia con l’Io e, proponendoglielo come una compenso, gli annuncia che che sono tornati Elia e Salomé. Salomè  vorrebbe concedersi all’Io ma è respinta; riflessioni sul mistero.

{6} (pag. 317 edizione studio) Nota: l curatore avverte che il volume calligrafico si interrompe dopo alcune righe del paragrafo e che dunque il testo viene ripreso dalla minuta. Salomé  piange, colloquio tra l’Io e il serpente che poi si trasforma in un uccellino bianco, compare poi un corvo e anche Satana; riflessioni sulla paura, sull’avvenire, e ancora su Filemone, sul potere magico, su Salomè.

{7} (pag. 326 edizione studio, e naturalmente non presente nel volume calligrafico, ma presa dalle minute) Il serpente racconta all’Io una storia, la storia di un re che essendo senza figli, ha una vicenda molto tormentata per ottenerne uno ed avere così un erede. Scambio di idee tra l’Io e il Serpente. Riflessioni sulla paternità e sui passaggi generazionali.

{8} (pag. 330 edizione studio, e naturalmente non presente nel volume calligrafico, ma presa dalle minute) L’Io chiama il serpente, ma dall’acqua compare il figlio con corona in capo, lunghi capelli e coperto da pelle di serpente. Segue un colloquio poi l’Io rimane da solo. Riflessioni su Dio e sulla sua ricerca, sul Medioevo, sulla solitudine con sé stessi, sulla vita.

Liber tertius (Prove) (Prùfungen). 15 sezioni. un manoscritto intitolato Prove.

“Prove” è un manoscritto il cui testo continua da dove si arresta la minuta del Liber Novus. Nel testo tradotto in italiano nell’edizione integrale le Prove vanno da pag. 333 a pag. 359; nell’edizione studio le Prove vanno da pag. 335 a pag. 425. Non esistono naturalmente in edizione calligrafica originale. Sono divise in 15 paragrafi contrassegnati in entrambe le edizioni da numeri da 1 a 15 entro parentesi graffa. I sette sermoni (Septem sermones ad mortuos) sono descritti dal sesto al dodicesimo paragrafo. Si ricorda che i Septem sermones ad mortuos, presenti anche in “Ricordi, sogni, riflessioni“, erano stati anche pubblicati privatamente da Jung nel 1916 (v. prefazione all’edizione originale del Libro Rosso). La lettura delle Prove presuppone la lettura dei  Libri primus e secundus.

Utile, da tenere presente: “Nel periodo aprile-maggio 1913  furono redatti da Jung i Libri neri 2-5  confluiti nel Liber Primus e nel Liber Secundus; fu proseguita poi la redazione del Libro nero 5  e del Libro nero 6, confluiti nelle Prove” (v. Nante B., 2012 pag, 19)

Da “Ricordi, sogni, riflessioni” a pag. 233 (all’interno del capitolo “A confronto con l’inconscio”): Molto lentamente in me cominciò a delinearsi un mutamento interiore. Nel 1916 avvertii l’impulso di dare forma a qualcosa. Ero come sollecitato dall’intimo a formulare ed esprimere ciò che in un certo qual modo avrebbe potuto esser detto da Filemone. Nacquero così i Septem Sermones ad Mortuos , con il loro peculiare linguaggio.” e sempre in Ricordi, Jung parla dei Sermones nel capitolo”La vita dopo la morte“; a pag. 450 dei Ricordi sono interamente pubblicati i sette sermoni, con una precisazione del curatore: “Jung acconsentì alla pubblicazione dei “Sette Sermoni” nelle sue memorie solo dopo molte esitazioni e “per amore di onestà”. Non rivelò mai la chiave dell’anagramma che conclude l’opera.”

Per quanto concerne tale anagramma pare che a tutt’oggi non sia stata trovata alcuna soluzione.

Torniamo adesso alle  “Prove”,  terza parte del  Libro Rosso

Paragrafo 1 (inizia a p. 337 nell’edizione studio, p. 333 nell’edizione integrale). Dialogo con Io. L’Io solo con se stesso. (si desume dalle date indicate in nota al testo originale che lo scritto originale è datato 19, 20 e 21  aprile 1914). Riflessioni sulla solitudine, sull’esser soli con se stessi, sul confronto con se stessi.

Paragrafo 2. (p. 343 nell’edizione studio, p. 334 nell’edizione integrale). All’interno del paragrafo Jung durante un colloquio interiore fissa la data di un ricordo: 25 Maggio 1914 “Queste frasi che il vecchio mi disse la notte del 25 maggio 1914…” (p. 349 ed. studio). Dialogo con l’anima e con un vecchio con la barba bianca, che riferisce essere tra coloro che sono morti nella solitudine. Alla fine del paragrafo ancora un riferimento temporale: “Questa tristezza non venne meno sino al 24 Giugno 1914 …” (p. 349 ed. studio)..

Paragrafo 3.(p. 349 nell’ed. studio, p. 336 nell’edizione integrale). Dopo che le voci del profondo avevano taciuto a lungo, per un lungo anno, ecco l’immagine del falco pescatore che afferra un grosso pesce e si innalza verso il cielo. L’Anima dice all’Io che si tratta di un segno indicatore del basso che va verso l’altro. Nuovo colloquio con Filemone. Riflessioni su Dio, redenzione, l’Altro.

Paragrafo 4 (p. 358 nell’ed. studio p. 339 nell’edizione integrale). Incontro con tre ombre, che sono tre persone scomparse che emanano gelo. Una di loro, una donna, emette un ronzio e comincia a parlare; allude ad un segno, quello di Hap (uno dei quattro figli di Horus), e comincia un lungo dialogo. Questo paragrafo e il successivo annunciano in qualche modo i sette sermoni.

Una curiosità fuori dal testo, a proposito delle due immagini a fianco. Quella in basso era stata disegnata a mo’ di appunto da un lettore, quella in alto invece è opera di fantasia di un artista che non conosce Jung né mai ovviamente ha letto il Libro Rosso. Da escludere anche l’influenza reciproca tra l’artista e il lettore. Naturalmente i i autori dei due disegni non si conoscono tra loro. Si noti la curiosa somiglianza. Non è un caso unico; altri sono stati osservati e saranno descritti.

Paragrafo 5 (p. 368 nell’ed. studio, p. 342 nell’edizione integrale) . Scompare la donna e l’Io si rivolge all’Anima, dopo ciò l’Io sente la voce di Filemone alle sue spalle. Segue un lungo colloquio. Il paragrafo si chiude proprio con l’intervento dell’anima.

Paragrafo 6 (p. 378 nell’ed. studio, p. 345 nell’edizione integrale). Inizia il primo sermone. L’Io parla a lungo con l’Anima, fin quando compare Filemone (una sorta di analogia con il Virgilio dantesco) che parla rivolgendosi ai defunti giunti da Gerusalemme. Segue un colloquio tra l’Io e Filemone, al termine del quale Filemone tocca la terra e scompare. Concetto di pleroma e coppie di opposti. I sette sermoni compaiono anche in “Ricordi sogni e riflessioni” (pag. 449). In ognuno dei sette sermoni è sempre presente un diverso interrogativo che i morti pongono e a cui Filemone e Io danno risposte verso cui i morti hanno reazioni diverse.

Paragrafo 7 (p. 388 nell’ed. studio, p. 348 nell’edizione integrale).  Inizia il secondo sermone. I defunti chiedono di Dio e Filemone risponde loro descrivendo l’essenza del Dio. I morti ritornano nelll’oscurità, Filemone allora parla con l’Io e poi, dopo aver rapidamente toccato la terra, scompare anch’egli.

Paragrafo 8. (p. 392 nell’ed. studio, p. 349 nell’edizione integrale). Inizia il terzo sermone. I morti chiedono che venga ancora loro parlato del Dio supremo. Filemone risponde iniziando col dire “Abraxas è il Dio difficile da conoscere…” Concetti di “summum bonum” e “infimum malum“. I morti ascoltano e alla fine urlano sentendosi “incompiuti”. Quando le urla svaniscono l’Io si rivolge a Filemone e parlano di Dio.

Paragrafo 9 (p. 396 nell’ed. studio, p. 351 nell’edizione integrale). Inizia il quarto sermone. I morti adesso chiedono di sapere degli dei e dei diavoli («Maledetto, parlaci degli dèi e dei diavoli!»). Concetti di Dio Sole, Diavolo, Eros, Albero della vita. Filemone parla, i morti ascoltano, ma poi se ne vanno lentamente ridendo beffardi. Segue un colloquio tra l’Io e Filemone, in fine questi bacia la terra,volge lo sguardo al cielo e scompare.

Paragrafo 10 (p. 400 nell’edizione studio, p. 352 nell’edizione integrale). Ha inizio il quinto sermone. Adesso i morti pongono ancora  ulteriori domande. Vogliono sapere della Chiesa e della comunione. Filemone risponde iniziando a dire: “Il mondo degli dei si manifesta nella spiritualità e nella sessualità. Gli dèi celesti si manifestano nella spiritualità, quelli terreni nella sessualità” e continua a spiegare. Con il discorso di Filemone si chiude il paragrafo.

Paragrafo 11 (p. 403 nell’ed. studio, p. 353 nell’edizione integrale).  Inizia il sesto sermone. Alla fine del quinto sermone i morti restano in silenzio, e così Filemone continua a parlare loro del serpente e dell’uccello bianco. I morti dapprima rispondono a Filemone poi si dileguano, poi scompare anche Filemone per ricomparire all’Io la notte seguente. Dopo un colloquio con Filemone l’Io rimane tormentato e voorrebbe rivolgergli ancora domande, ma Filemone sparisce.

Paragrafo 12 (p. 406 nell’ed. studio,  p. 354 nell’edizione integrale). Inizia il settimo sermone. Ancora una volta, stavolta lamentosi, i morti formulano una richiesta, cioè che Filemone parli loro dell’uomo. E la risposta inizia “L’uomo è una porta…attraverso cui, dal mondo esterno degli dèi, dei demoni e delle anime, voi passate nel mondo interiore; dal mondo più grande a quello più piccolo. Piccolo è l’uomo, una nullità; già lo avete alle vostre spalle e vi trovate di nuovo nello spazio infinito, nell’infinità più piccola o interiore […]”. Anche stavolta alla fine del discorso i morti rimangono in silenzio, Segue anche in questa occasione un colloquio tra Filemone e Io; nel colloquio viene ripreso ed esaminata la metafora dell’uomo come porta. Il paragrafo si chiude con le parole di Filemone.

Paragrafo 13 (p. 409 nell’ed. studio, p. 355 nell’edizione integrale).Testo di questo pezzo molto complesso. Compare lo scuro personaggio con occhi color dell’oro che dice venire dall’Oriente. In realtà si tratta della Morte. Io vede il cielo assumere la forma di una donna “ricoperta sette volte da un manto stellato”. Filemone parla, poi si rivolge alla Madre, all’Io e infine si dissolve. L’Io rimane solo e ha paura.

Paragrafo 14 (p. 415 nell’ed. studio, p. 356 nell’edizione integrale). La voce di Filemone, poi compaiono in sogno Elia e Salomè. l’Io dialoga con loro. Poi è l’anima a parlare e a dividersi in uccello e serpente; il primo vola verso il cielo, il secondo scende agli inferi. L’Anima si ripresenterà il giorno dopo all’Io. Considerazioni sulla purificazione.

Paragrafo 15 (p. 423 nell’ed. studio, p. 359 nell’edizione integrale). L’Io, in una calda giornata estiva,  incontra Filemone in un giardino; accanto a Filemone c’è Cristo sotto forma di ombra azzurra. Sentendosi chiamare come Simon Mago – è suo il giardino – Filemone spiega di aver avuto il privilegio di vivere lì con Bauci. Pertanto Simone ed Elena sono diventati Filemone e Bauci. Segue un colloquio tra  Filemone l’ombra azzurra, le cui ultime parole sono: «Io ti porto la bellezza della sofferenza È quello di cui ha bisogno chi ospita il verme». 

Epilogo. Breve pagina scritta da Jung ottantacinquenne, nel 1959, dove spiega di aver interrotto il Libro Rosso molti anni primaemporaneamente ad aver dato inizio allo studio dell’alchimia. vedi anche oltre, p 360 «Epilogo». ( Si veda anche Ricordi, p. 447;)

Letteralmente Jung: “Ho lavorato a questo libro per sedici anni. Me ne ha distolto il mio incontro con l’alchimia nel 1930. L’inizio della fine sopraggiunse nel 1928, quando Wilhelm mi spedì il testo di un trattato alchemico, Il fiore d’oro” (pag. 427 dell’edizione studio, corrispondente alla pagina 190 del volume calligrafico)

Il testo, breve, termina con una frase interrotta.

Una fine-non fine, dunque. Si noti che RSR termina in maniera insolita, cioè con una sorta di anagramma ancor oggi, a quanto mi consta, non decifrato.

A complemento dell’opera, sia nell’edizione classica, che nell’edizione studio, sono presenti tre appendici in entrambe le edizioni: Appendice A. Mandala; Appendice B. Commenti; Appendice C. Sulla Cosmologia dei Septem sermones ad mortuos. L’appendice “Mandala” come vedremo è sensibilmente più ridotta nell’edizione studio.

Appendice A.  Mandala. Questa appendice mostra dei mandala corredati di descrizione. Molti di questi mandala sono disegni di Jung  preparatori per immagini poi inserite nel Libro Rosso. L’appendice “Mandala” contenuta nell’edizione studio è lievemente ridotta rispetto all’altra; infatti nell’edizione completa appaiono undici immagini: sette abbozzi del 1917 propedeutici ad illustrazioni successive, disegno della piantina del sogno di Liverpool (tratto dal LN7) anch’esso preparatorio a immagine pubblicata in seguito, abbozzo del Sistema munditotius, abbozzo della prima pagina del liber secundus, Sistema munditotius pubblicato anonimo nel 1955.  Nell’edizione studio le immagini sono sei (precisamente tre abbozzi del 1917 propedeutici ad illustrazioni successive, disegno della piantina del sogno di Liverpool anch’esso preparatorio a immagine pubblicata in seguito, Sistema munditotius pubblicato anonimo nel 1955). 

[Il sogno di Liverpool è descritto in RSR a pag. 242 e citato da molti Autori, esempio Van der Post (1976) a pagg. 217; Van der Post lo cita come un sogno particolarmente commovente e lo descrive con molta cura e attenzione].

Appendice B. Commenti (p. 437 nell’ed. studio). Tratti dalla minuta corretta. (MC. pp 86-95MC. pp 103-19MC. pp 127-50). Temi indicati all’inizio: Età, Maschile, Enantiodromia del tipo di vita. Tra i temi trattati; il vecchio saggio e la giovane, logos ed eros, immagini primordiali.

Alla pagina XCII dell’edizione studio, nel paragrafo  “Riflessioni sulla pubblicazione” dell’Introduzione di Sonu Shamdasani leggesi: “[…] In una data non precisabile, ma che in base allo stile e ai concetti espressi reputo si possa collocare verso la metà degli anni venti, Jung compose i citati Commenti, a delucidazione dei capitoli 9-11 del Liber primus. […]” Peraltro  questa introduzione, così come le note, sono  importantissime per una migliore comprensione durante la lettura del Libro Rosso.

Appendice C. Sulla cosmologia dei Septem sermones ad mortuos. (LN 5 pp 163-78, 16 gennaio 1916) 

Anima si rivolge ad Io. Concetti trattati: il primo periodo ormai già superato, il secondo periodo del dominio del figlio  (Dio dei rospi), il terzo periodo: che ha da venire, della ripartizione e del potere equilibrato.

[Questo testo è “inevitabilmente” provvisorio e incompleto (in continua evoluzione, v. anche ulteriore nota dopo la bibliografia). Continua]

 

Bibliografia e letture consultate 

 

Arena Leonardo Vittorio: I libri neri di Jung Ebook Formato Kindle

Carotenuto Aldo: Jung e la cultura del XX secolo,  Bompiani, 2000

Cicero Vincenzo: Leggere il Libro rosso di Jung. Ediz. Morcelliana, Brescia, 2017.

Della Lena Roberto: Appunti e schizzi leggendo e rileggendo il libro rosso di Jung (parte prima, lettura del Liber Primus) Formato Kindle ASIN ‏ Amazon ‎ B09VTDZGXP

Finiello Zervas Diane: Presentimenti del Sé. gli abbozzi dei mandala per il Libro Rosso. In:  Foundation of the work of C. G. Jung (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019, pagg. 175-212

Foundation of the work of C. G. Jung Ulrich Hoerni . Thomas Fisher – Bettina Kaufmann (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019

Hannah Barbara: Vita e opere di C. G. Jung, Rusconi, 1980.

Hoerni Ulrich : UNA SELEZIONE DI INIZIALI MINIATE DEL LIBRO ROSSO. In: , Foundation of the work of C. G. Jung (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019, pagg.  241-254

Homans Peter: Jung: La costruzione di una psicologia,  Astrolabio, 1982

Jung Carl Gustav: Il libro Rosso. Liber Novus.  Bollati Boringhieri, 2009 (ed. or.: Das rote Buch. Liber novus, Patmos, Düsseldorf 2010).)

Jung Carl Gustav: Il libro Rosso. Liber Novus. Edizione studio, Bollati Boringhieri, 2010

Jung Carl Gustav: Lettere,  Magi, Roma 2006 (3 volumi, a cura di Aniela Jaffé ; in collaborazione con Gerhard Adler)

Jung Carl Gustav: Psicologia analitica. Appunti del seminario tenuto nel 1925, Magi, Roma 2003 

Madera Romano: Carl Gustav Jung L’opera al rosso © Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano Prima edizione digitale 2016 da prima edizione in “Eredi” ottobre 2016

Jung Carl GustavRicordi, sogni, riflessioni, Biblioteca Universale Rizzoli

Libro rosso: come Carl Jung riscattò la sua anima Documento WEB visto e letto 12 Settembre 2021

Manciocchi Marina : Il Libro Rosso di Carl Gustav Jung. Quaderni di Psicoterapia Comparata – 4/2015 (Documento WEB visto e letto 3.5.2020)

Marchitelli Anna: Quando Jung sbarcò a Napoli “La città dove sono a mio agio” la Repubblica.it > 2015 > 11 > 13 > (Documento WEB, visto e letto 2 Settembre 2021)

McGuire William, Hull R.F.C. (a cura di) Jung parla. Interviste ed incontri,  gli Adelphi 146, Adelphi edizioni, Milano, 1999. (Contiene, tra l’altro, i “FILMATI DI HOUSTON”, pagg. 350-438, riguardanti le 4 interviste  di Richard I. Evans a Carl Gustav Jung del 1957)

McGUIRE W, HULL R. F. C. (EDITED BY): C. G. JUNG SPEAKING Interviews and .encounters. BOLLINGEN SERIES XCVII, PRINCETON UNIVERSITY PRESS, 1977, Princeton University Press, Princeton, New Jersey

Mellick Jill: Materia e metodo nel Libro Rosso. Un primo bilancio della ricerca. In: Foundation of the work of C. G. Jung (A cura di): L’arte di C.G. Jung. Bollati Boringhieri, 2019, pagg. 213-228

Nante Bernardo: Guida alla lettura del «Libro rosso» di C. G. Jung, Boringhieri 2012 (Ed. originale, El libro rojo de Jung / The Red Book of Jung: Claves para la comprensión de una obra inexplicable. El Hilo De Ariadna, Buenos Aires 2010)

Pieri Paolo Francesco: Dizionario Junghiano, Bollati Boringhieri, 1998

Stein M.: How to read The Red Book and why. J Anal Psychol. 2012 Jun; 57(3): 280-98

van der Post Laurens: Jung e la storia del nostro tempo, Mimesis. 2019 (Prima edizione originale, Jung And The Story Of Our Time, 1976)

van der Post Laurens: Il cuore del cacciatore. Adelphi Edizioni, Miano, 2019 (prima pubblicazione del1961; con dedica dell’Autore a Carl Gustav Jung. Letteralmente: a C.G. Jung / Per molti motivi, ma soprattutto per il suo grande amore per l’Africa e il rispetto che aveva verso la vita dei suoi piccoli figli aborigeni.)

Per alcune voci (in particolare riferite alla mitologia, alla storia antica, alla religione, all’antropologia, ad alcuni termini di rara reperibilità) consultata l’Enciclopedia Treccani. E’ stato altresì consultato naturalmente il Dizionario Junghiano citato in bibliografia.  Le citazioni on line, come da rituale uso, sono sempre accompagnate dall’indirizzo telematico e dalla data in cui sono state viste e lette.

Cabiri in Treccani on line, visto e letto 21 Giugno 2021

 

Nota editoriale – Lavori in corso. Il presente articolo, come del resto alcuni  altri presenti in questo blog  (in realtà assai pochi),  è da considerare non definitivo, suscettibile di ritocchi, aggiunte,  aggiornamenti, alla luce di nuove risorse bibliografiche (in definitiva un costante “work in progress” o se si preferisce in nostra lingua “progetto in continua evoluzione”). Abitualmente, ma non necessariamente,  questo tipo di articoli rappresenta una versione on line ridotta di altra pubblicazione. E’ possibile inoltre che l’edizione on line contenga un numero inferiore o superiore (comunque diverso) di illustrazioni rispetto a quella cartacea o di altra pubblicazione on line.

Continua

 

Mastri e mastrini. Elogio dell’appunto.

L’appunto. “Prendo un appunto”, “me lo scrivo”, “me lo segno”, “lo registro sul tablet”….
Frasi che tutti noi abbiamo detto chissà quante volte. Ma che fine fanno gli appunti? Alcuni restano sulla carta impressi accompagnati a scarabocchi e disegnini vari, memoria storica di pregresse telefonate. Altri, non so se la maggioranza, finiscono nel cestino dopo essere stati trascritti altrove o aver assolto alla loro funzione.
Diverso destino paiono avere gli appunti raccolti in appositi mastrini, libriccini, quadernini, blocchetti.
Tali appunti riletti possono rappresentare una ricchezza, come esercizio mnemonico e come valutazione a posteriori di eventi, persone, appuntamenti. Possibilità dunque di bilanci a distanza; cosa è avvenuto realmente di quanto previsto? E via partono riflessioni: “Guarda chi avevo menzionato?”, “Chi era questo/a?”, “Pare ieri!”, “Oddio quanto tempo è passato!” (contraltare del precedente a ricordarci la relatività psicologica del tempo!), “Questo proprio non lo ricordo, anzi neanche lo capisco!” (ci dicevano che chi non capisce la sua scrittura…)

A proposito di una modalità particolare di raccogliere appunti con pagine numerate, testo in 2 colonne (reperto occasionale mostratomi da un amico, databile anni ’80 ca). La colonna di sinistra si riferisce a eventi, per lo più assembleari, congressuali, talora conviviali. Gli eventi sono descritti talora sommariamente, talora minuziosamente. Sono presenti periodi riferibili a citazioni, quasi sempre virgolettati. Quasi tutti gli eventi sono datati, talvolta precisando anche ora e luogo, oltre al giorno, mese e anno di svolgimento. La colonna di destra è collegata alla sinistra , ma in modo tutt’altro che palese. Sono evidenti collegamenti con il testo della colonna sinistra, ma in senso allegorico, metaforico, simbolico, non meglio definibile. E’ possibile che si tratti di una strategia operativa di organizzazione del materiale, ovvero di diversa (ri)scrittura del materiale a creare un nuovo testo.

Sono descritti quaderni di appunti divisi preventivamente in varie sezioni, sì da prporre una propria organizzazione della conoscenza. Trattasi in genere di raccolte di scritti a forte contenuto autobiografico, riflettendo le varie sezioni interessi personali, lavorativi, ricreativi etc.

image

Ma ecco il testo originale della mail pervenutami, ove si segnalava il reperimento di 4 manoscritti

1. Adrianus.(Quello a cui si è accennato; non è chiaro se Adrianus sia il nome, eventualmente “storpiato” dell’Autore, se sia uno pseudonimo, o se sia il nome attribuito al quaderno così antropomorfizzato)
Pagine numerate, testo in 2 colonne.
La colonna di sinistra si riferisce a eventi, per lo più assembleari, congressuali, talora conviviali. Gli eventi sono descritti talora sommariamente, talora minuziosamente. Sono presenti periodi riferibili a citazioni, quasi sempre virgolettati. Quasi tutti gli eventi sono datati, talvolta precisando anche ora e luogo, oltre al giorno, mese e anno di svolgimento.
La colonna di destra è collegata alla sinistra , ma in modo tutt’altro che palese. Sono evidenti collegamenti con il testo della colonna sinistra, ma in senso allegorico, metaforico, simbolico, non meglio definibile.

2. Senza nome.
Nell’estensione di questo testo di oltre cento pagine, la numerologia deve essere stato un criterio importante, nella redazione di quest’opera, che appare divisa in 44 capitoli , ognuno dei quali suddiviso in 4 paragrafi. L’opera ha un indice molto ben strutturato, tuttavia frequenti ripetizioni, anche molto lontane nel testo una dall’altra, fanno assomigliare il documento ad una sorta di zibaldone.

3. Libro scritto in lingua incomprensibile.
Difficile dire se è un testo a sé stante o se invece è la traduzione o la criptazione di altro testo. La teoria della criptazione sembra più probabile; è avvalorata dal fatto che nel testo sembrano esserci vocaboli e costruzioni grammaticali di vario tipo, probabilmente inserite in tempi diversi e con diverse modalità: sostituzione di parole intere con parole di altre lingue, sostituzioni do desinenze finale, e, probabilmente anche sostituzioni di vocali con altre vocali, o ancora sostituzioni di vocali con dittonghi.

4. Appunti su un Borgo.
Insieme ad Adrianus è questo, probabilmente il testo più aderente alla realtà. Persone, luoghi, date, sembrano essere reali.

A partire da questa mail potremo fare varie considerazioni.

Il titolo dell’elemento n. 1, “Adrianus” non può non rimandare al testo “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar (1951). Il libro, costituito da 6 parti, è sostanzialmente una lunga lettera che l’Imperatore scrive a Marco Aurelio, allora diciassettenne che diverrà suo nipote adottivo e suo. Si noti che il titolo completo del libro è “Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti”. Tornando a noi è possibile che l’estensore sia stato inflenzato dalla pubblicazione citata, facendo una sorta di citazione libera ovvero un Taccuino che porta il nome di Adriano. La foggia del quaderno (vista tramite immagine spedita per email) è quella dei vecchi quaderni marroni, formato A4, che venivano usati per contabilità (appunto libro mastro!), ma con una differenza, ovvero che il “mastro” aveva righe orizzontali, ma anche una quadrettatura sulla parte destra della pagina, che, molto verosimilmente, serviva per scrivere ordinatamente delle cifre e poi farne agilmente la somma. Qui invece c’è una semplice rigatura.
Gli appunti sono stati presi nell’arco temporale di quattro anni, sempre uguale – forse tranne una pagina – calligrafia. Gli appunti sono tutti datati, tra un appunto e l’altro non passano mai più di 7-8 giorni.

adrianus

Elemento 2. “Senza nome”. Non può non saltare all’occhio la presenza, molto verosimilmente non casuale, del numero quattro. Avremo modo di parlarne!
(Viene a mente, anche se con debole associazione logica, ma forte associazione di significato: “È senza dubbio stimolante il parallelismo che si instaura tra l’affermazione in matematica del concetto di funzione e il riconoscimento in psicologia di quello di relazione” in P. Watzlawick, J. H. Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio 1971)
Elemento 3. Trattasi di qualcosa di straordinario. Un manoscritto in lingua incomprensibile. Ci si chiede se si vuol tenere segreto al lettore ciò che ė scritto, o, se al contrario, si invita o meglio si sfida il lettore decriptare il testo? Propenderei per la seconda ipotesi.
Elemento 4. Si raccontano fatti, di descrivono luoghi; si assiste ad una cronaca garbata, forse un po’ superficiale. Colpisce forse più di ogni altra cosa il riferimento a fatti (almeno apparentemente) di importanza non rilevante, a eventi che paiono apparire più a cronaca minore che ad una vera e propria storia, una storia minore, anche curiosa e piacevole alla lettura, ma oggettivamente poco chiaro per quali e soprattutto quante persone possa rappresentare oggetto di interesse.

Appendice. Ecco un testo ricopiato dal sopracitato “Appunti sul borgo”; precisando che non si possono escludere errori di lettura e/o di copiatura dal testo originale. Le parole incerte sono seguite da tre punti  interrogativi tra parentesi, quelle indecifrabili sono sostituite da tre punti interrogativi : Ecco il testo:

Son proprio a un quadrivio (?)
Che forse è improprio definire ???
Un corso, anzi IL corso
Si apre (???) nella piazza
E un pezzo di piazza
Che piazza non pare
Taglia quel corso
E passando sotto un arco
Prosegue verso altra piazza
Spettacolari scenari ???
Di altri tempi
Oramai quasi scomparsi
Fascino immenso degli antichi borghi!

[continua]

0-42_1(1)

A margine: 
Quei libri
che proprio
sembrano non voler
a nessun costo farsi leggere!
Quei libri
fortuitamente ritrovati
o forse  solo trovati proprio per caso
e inaspettatamente letti tutto d'un fiato
E questo non vale per la lettura dei libri soltanto
ma anche per la scrittura di un libro o di un racconto
per la pittura di un quadro
per mettere insieme dei versi
per molte, moltissime altre cose....

Argomenti di pediatria (Indice testo del prof. de Martino)

de Martino Maurizio: Pediatria, Edises, Napoli, 2012. Importante trattato; trentasei capitoli che coprono tutti gli aspetti pediatrici: la medicina internistica, la specialistica, aspetti chirurgici, aspetti medico-legali. Il prof. Maurizio de Martino è ordinario di pediatria a Firenze. Prefazione del prof. Alberto Vierucci. Tra i contenuti:

Capitolo 1: Cura e aver cura del bambino (de Martino) [La peculiarità della pediatria; Il successo della pediatria; Il bambino non è un piccolo uomo; 1.1 Il lungo percorso percettivo e morale per divenire un uomo; sviluppo della percezione; Sviluppo cognitivo ed affettivo; Sviluppo morale; 1.2 Il passato della cura e dell’aver cura del bambino; 1.3 L’approccio moderno all’aver cura del bambino: la medicina basata sulle dimostrazioni scientifiche e le linee guida; Linee guida];

Capitolo 2: Il bambino e l’adolescente a rischio di adulto (de Martino) [2.1 I rischi; Gli inganni dell’adolescenza che vengono dal mondo degli adulti; Il suicidio; Battered Child  Syndrome (BCS) o sindrome del bambino picchiato;Il bambino trascurato; L’abuso sessuale; Shaken baby syndrome (SBS) o sindrome del lattante scosso; Sindrome di Munchausen by proxy; Incidenti stradali; Infortuni domestici; ];

Capitolo 3: Neonatologia (Pignotti) [L’entusiasmante storia della neonatologia: un paradigma per la pediatria; 3.1 La terminologia in neonatologia; 3.2 Il neonato a rischio; 3.3 Il neonato pretermine; Assistenza al bambino pretermine; Neonato moderatamente pretermine o late preterm infant; Criteri minimi per la dimissione del late preterm infant; Neonato estremamente pretermine; Il Tiny baby o micronatao; 3.4 Il neonato piccolo per l’età gestazionale; 3.5 Il neonato grande per l’età gestazionale; 3.6 Il neonato con malformazioni congenite; 3.7 Il neonato affetto da altra patologia; Malattia emolitica del neonato od eritroblastosi fetale da incompatibilità Rh; Malattia emolitica del neonato od eritroblastosi fetale da incompatibilità ABO; Sindrome feto-alcolica FAS; Ipoglicemia neonatale; Infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo B; 3.8 Encefalopatia neonatale; Assistenza in sala parto; Prima valutazione alla nascita; Risposta positiva alle tre domande; Rapidamente asciugare il bambino e porlo sotto la fonte irradiante calore, supino con la testa verso l’operatore; Posizionare correttamente il bambino; Aspirare delicatamente le prime vie aeree; Saturimetria: Gas analisi dell’arteria ombelicale; Risposta negativa ad una delle tre domande; A come airway ovvero pervietà delle vie aeree; B come breathing ovvero respirazione; C come circulation ovvero circolazione; D come drug ovvero farmaci; Intubazione tracheale; Surfactant; Ipotermia terapeutica; Quando non iniziare e quando interrompere la rianimazione; Il neonato che appare morto; Il neonato che non risponde alla rianimazione; Neonato pretermine];

Capitolo 4: Sindrome della morte improvvisa nel lattante (Piumelli); [Epidemiologia; 4.1 Fattori di rischio; Posizione ne sonno; Fumo passivo di tabacco; Surriscaldamento; Coperte e letto; Bed sharing ovvero condivisione del letto; Livello socio-economico; Familiarità; 4.2 Allattamento al seno; Succhiotto; QT lungo; Etiopatogenesi; Episodi apparentemente rischiosi per la vita; Conclusioni];

Capitolo 5: Malattie cromosomiche (Lapi, Genuardi) [5.1 Trisomia 21 (Sindrome di Down); 5.2 Trisomia 13 (Sindrome di Patau); 5.3 Trisomia 18 (Sindrome di Edwards); 5.4 Sindrome di Turner; 5.6 Cariotipo XYY; 5.7 Cariotipo triplo X; 5.8 Delezione 22q11.2; 5.9 Delezione 1p36] ;

Capitolo 6: Disordini della differenziazione sessuale (Seminara, Stagi) [La differenziazione sessuale; 6.1 Disordini della differenziazione sessuale; Epidemiologia; Etiopatogenesi; Fisiopatologia e caratteristiche cliniche; 6.2 Le malformazioni dei genitali femminili e maschili; Diagnosi; Decisione sulla attribuzione del sesso; Trattamento]

Capitolo 7. Alimentazione nel primo anno di vita (Poggi) [Alimentazione, allattamento e divezzamento; Quoziente energetico ed apporto idrico; 7.1 Latte materno; Modalità di allattamento al seno e possibili problemi; Composizione del latte materno; Qual’è il limite inferiore?; Controindicazioni all’allattamento al seno; La dieta e le abitudini materne; La poppata; Cosa manca al latte materno?;  Le domande frequenti; 7.2 Alimentazione con latte di formula od allattamento artificiale; Alcune considerazioni; 7.3 Il divezzamento; Il primo pasto]

Capitolo 8. Veri e meno veri problemi dei primi tempi di vita (Poggi) [8.1 Igiene del cordone ombelicale; 8.2 Ernia ombelicale; 8.3 Cute; Angiomi; Crosta lattea; Dermatite da pannolino; 8.4 Mammelle e apparato genitale; 8.5 L’occhio; 8.6 La bocca; La candidosi orale; La dentizione; Il ciuccio; Il dito; 8.7 Coliche gassose; 8.8 Ossa, muscoli e articolazioni; Metatarso addotto; Metatarso varo; Piede equino varo supinato; Torcicollo congenito e plagiocefalia; Frattura della clavicola;];

Capitolo 9. Malattie infettive (Galli, Chiappini, Bonsignori, Cellai Rustici, Battiglia, Gervaso) [9.1 Infezioni sistemiche (esantemi classici) Morbillo; Scarlattina; Rosolia; Megaloeritema (V malattia); Infezione da Parvovirus B19 in gravidanza; Exantema subitum (Esantema critico o VI malattia); Mononucleosi; Varicella-Zoster; ; Cytomegalovirus; Coxackiosi; 9.2 Infezioni sistemiche (senza esantema od esantemi non classici); Parotite epidemica; Brucellosi; Borrelliosi; Malattia di Lyme; Sifilide; Sifilide primaria; Sifilide secondaria;  Sifilide terziaria; Infezione da virus dell’immunodeficienza umana; 9.3 Infezioni herpetiche; Herpes virus umano tipo 8 (HHV-8); Rickettiosi; Bartonellosi; Tularemia; Toxoplasmosi; Malaria; Plasmodium falciparum; Plasmodium vivax; Plasmodium ovale; Plasmodium malariae; Leishmaniosi; 9.4 Infezioni fungine; Aspergillosi; Aspergilloma; Otomicosi; Aspergillosi broncopolmonare allergica; Sinusite; Aspergillosi invasiva; Candidosi; Candidosi localizzata a livello cutaneo o mucocutaneo; Candidosi cutanea congenita; Candidosi mucocutanea cronica; Candidosi invasiva; Criptococcosi; Mucormicosi; Coccidiomicosi; 9.5 Infezioni dell’apparato respiratorio; Rinosinusite; Faringotonsillite acuta; Epiglottide; Laringite ipoglottica; Otite (Otite media acuta, OMA); Otite media effusiva; Otite esterna; Bronchiolite, Polmonite; Polmonite da Staphylococcus aureus; Pertosse; Tubercolosi; Terapia della malattia tubercolare polmonare; Sepsi; Sepsi meningococcica; 9.6 Infezioni del sistema nervoso; Meningite, Encefaliti, Poliomielite, Tetano; Botulismo e botulismo infantile; Rabbia; 9.7 Malattie infettive a prevalente interessamento gastroenterico; Parassitosi intestinali; Enterobius vermicularis (ossiuriasi); Giardiasi; Amebiasi; Infestazione da Ascaris lumbricoides; Larva viscerale migrante; Infestazioni da Trichiuris trichiura; Infestazione da cestodi; 9.8 Infezioni di tessuti molli, osso e e articolazioni; Cellulite; Fascite necrotizzante; Artrite settica; Osteomielite];

Capitolo 10. Principali infezioni ed infestazioni della cute (Galli, de Martino); [10.1 Infezioni batteriche; 10.2 Dermatofitosi o tigna; 10.3 Scabbia; 10. 4 Pediculosi del capo];

Capitolo 11. Gestire la febbre (de Martino, Chiappini) [Cosa è la febbre?; Cos’è invece l’ipertermia? Come si sviluppa la febbre?; Qual’è il significato della febbre? Dove misurare la temperatura corporea nel bambino?;  Con quale strumento misurare la temperatura corporea?; E’ obbligatorio l’uso dei farmaci antipiretici nel bambino febbrile?; E’ bene combattere l’infiammazione? Gli antipiretici prevengono lo sviluppo di febbre?; Quali molecole contro la febbre?;  Quali controindicazioni all’uso degli antipiretici?; I farmaci antipiretici sono privi di effetti collaterali?; Come somministrare gli antipiretici? E’ corretto l’uso contemporaneo od alternato di due antipiretici?;  E’ corretto l’uso di mezzi fisici per ridurre la febbre?];

Capitolo 12. Convulsioni in corso di febbre (de Martino); [Definizioni; Patogenesi; Recidive e possibilità di sviluppo successivo di epilessia; Ospedalizzazioni; Indagini; Prevenzione; Trattamento acuto; Trattamento cronico; Convulsioni; In sintesi; Cosa deve dire il medico ai genitori.]

Capitolo 13. Vaccinazioni (de Martino); [Tutti i vaccini sono ancora essenziali per la salute dei bambini; I vaccini non indeboliscono ma anzi rafforzano il sistema immunitario; I falsi problemi: adiuvanti, mercurio, allergia all’uovo; Sono pochissime le controindicazioni ai vaccini; 13.1 Vaccinazione contro il tetano; 13.2 Vaccinazione contro la difterite; 13.3 Vaccinazione contro la poliomielite; Confronto tra OPV e IPV; Vaccinazione contro la pertosse; 13.5 Vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae; 13.6 Vaccinazione contro l’epatite B; 13.7 Vaccino esavalente contro difterite; tertano; pertosse; polionielite, Haemophilus influenzae ed epatite B; 13.8 Vaccinazione contro il morbillo; 13.9 Vaccinazione contro la rosolia; 13.10 Vaccinazione contro la parotite; 13.11 Vaccinazione contro la varicella; 13.12 Vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella; 13.3 Vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae; 13.14 Vaccinazione contro l’influenza; 13.15 Vaccinazione contro il papillomavirus; 13.16 Vaccinazione contro i rotavirus; 13.17 Vaccinazione contro l’influenza];

Capitolo 14. Il bambino viaggiatore (Bianchi, Veneruso) [14.1 Vaccinazioni; 14.2 Norme igienico-comportamentali; Problematiche legate al viaggio e all’ambiente; Viaggio in auto; Soggiorno ad alta quota; Diarrea del viaggiatore; Malaria; Il ritorno];

Capitolo 15. Prendersi cura del bambino immigrato  (Veneruso, Bianchi) [151 Il bambino immigrato; Adeguata accoglienza sanitaria alla madre ed al bambino; La salute del bambino immigrato; Intervento olistico sul bambino immigrato; 15.2 Il bambino giunto in Italia per adozione internazionale; Sindrome feto-alcolica; Pubertà precoce];

Capitolo 16. Immunodeficienze primitive (Azzari, Canessa, Lippi, de Martino) [16.1 Caratteristiche generali del sistema immunitario: l’ontogenesi e i principali attori; Concetti generali sulle immunodeficienze primitive; 16.2 Difetti della risposta adattativa; Difetti anticorpali; Diagnosi differenziale del deficit anticorpale e caratteristiche di laboratorio associate; Disordini primitive dei linfociti B (Immunodeficenza comune variabile – Deficit selettivo di IgA – Agammaglobulinemia congenita – Deficit anticorpale specifico – Agammaglobulinemia con timoma o s. di Good) ; Disordini combinati dell’immunità cellulare ed umorale (Sindrome con iper-IgM – Sindrome da displasia ectodermica e immunodeficienza o NEMO/lkBa deficiency – Sindrome linfoproliferativa X-linked o XLP – Atassia telengectasia); Altre cause di difetto anticorpale (Ipogammaglobulinemia indotta da farmaci – Anemia falciforme con iposplenismo secondario – Asplenia primitiva – Sindrome con anomalie facciali, instabilità centromerica ed immunodeficienza – Fibrosi cistica – Deficit del complemento – Mielodisplasia – Leucemia linfatica cronica -Mieloma multiplo – Sindrome delle ciglia immobili); X-Linked Agammaglobulinemia o malattia di Bruton; Immunodeficienza comune variabile (Common variable immune deficiency o CVID); Ipogammaglobulinemia transitoria dell’infanzia; Deficit selettivo di IgA; Difetto selettivo di sottoclassi IgG; Sindromi con iper-IgM; 16.3 Immunodeficienze combinate; SCID con assenza di linfociti T e presenza di linfociti B; SCID con assenza di linfociti T e B; SCID da difetti del metabolismo delle purine; Difetti nella formazione di TCR e BCR; SCID con presenza di linfociti T e assenza di B: sindrome di Omenn; 16.4 Difetti della risposta innata; Difetti dei fagociti; Neutropenie; Difetti del metabolismo ossidativo: malattia granulomatosa cronica; Difetti di adesione leucocitaria; Difetti dei TLR; Difetti del complemento; 16.5 Immunodeficienze con disregolazione immunologica; Ipex sindrome (Immune Dysregulation polyendocrinopathy, enteropathy X-linked); Candidosi mucocutanea cronica; Sindrome linfoproliferativa autoimmune (Autoimmume lymphoproliferative syndrome o ALPS); 16.6 Sindrome di Wiskott-Aldrich; Atassia-telengectasia o sindrome di Louis-Bar; Sindrome di Di George; Sindrome con iper-IgE];

Capitolo 17: Il bambino sempre malato: (de Martino) [Definizione di IRR; Etiologia microbica; Fattori ambientali di innesco delle IRR; Fattori immunologici; Gestione; ];

Capitolo 18. Auxologia (Seminara, Stagi) [Fattori genetici; Fattori endocrinologici; Fattori nutrizionali; Fattori psicologici e psicoaffettivi; Fattori ambientali; 18.1 Accrescimento; 18.2 Il modelloinfancy-childood- puberty (ICP); Infancy; Childhood; Puberty; 18.3 La valutazione dell’accrescimento; Lunghezza; Altezza; Peso; Circonferenza cranica; Standard di crescita; Velocità di crescita; Deviazione standard (DS); 18.4 La pubertà e la valutazione dei caratteri sessuali secondari; Stadi dello sviluppo puberale femminile; Stadi dello sviluppo puberale maschile; Caratteristiche somatiche; 18.5 Statura da seduto e segmenti corporei; 18.6 Statura bersaglio; 18.7 La maturazione scheletrica; 18.8 Trend secolare];

Capitolo 19. Malattie endocrine (Seminara, Galluzzi, Manoni, Salti) [19.1 Ipofisi; Diagnosi funzionale; Tumori ipofisari; Ipopituitarismo; Bassa statura e deficit di ormone somatotropo; 19.2 Tiroide; Diagnosi funzionale tiroidea; Ipotiroidismo congenito; Patologia autoimmune tiroidea; 19.3 Paratiroidi e vitamina D; Ipoparatiroidismo; Iperparatiroidismo; Patologia recettoriale; Pseudoipoparatiroidismo; Vitamina D; Rachitismo carenziale; Altre cause di deficit di vitamina D; Rachitismo vitamina-D resistente di tipo 1; Rachitismo vitamina-D resistente di tipo 2; Ipovitaminosi D; Ipervitaminosi D; Altre forme di rachitismo; 19.4 Corteccia surrenale; Iperplasia surrenale congenita; Insufficienza surrenalica; Terapia corticosteroidea; Eccesso di glucocorticoidi in circolo; Insufficiente secrezione o azione dell’aldosterone; 19.5 Gonadi; Pubertà precoce; pubertà tarda];

Capitolo 20. Il bambino e l’adolescente obeso (Seminara) [20.1 Valutazione dell’obesità; Epidemiologia; Etiologia; Clinica; Trattamento];

Capitolo 21. Neurologia (Pisano, Guerrini) [21.1 Esame neurologico del pretermine, del neonato e del bambino; Pretermine, neonato e lattante fino al terzo mese; Esame neurologico a 6-9 mesi; Esame neurologico a 12 mesi; Esame neurologico a 24 mesi; esame neurologico dopo i 24 mesi; 21.2 Nervi cranici; I nervo cranico (olfattorio); II nervo cranico (ottico); III (oculomotore), IV (trocleare), VI (abducente) nervo cranico; V nervo cranico (trigemino); VII nervo cranico (facciale); VIII nervo cranico (acustico) IX, X nervo cranico (glossofaringeo e vago); XI nervo cranico (accessorio spinale); XII nervo cranico (ipoglosso); 21.3 Stato muscolare; 21.4 Funzione motoria; 21.5 Riflessi; riflessi profondi degli arti superiori; riflessi profondi degli arti inferiori; Sensibilità; 21.6 Diagnostica neurologica; Tecniche neurofisiologiche: elettroencefalogramma (EEG); Maturazione dell’EEG; EEG di sonno; Potenziali evocati uditivi del tronco encefalico (BAEP), visivi (PEV) e somatosensoriali (PESS); Elettromiografia; Tecniche neuroradiologiche; 21.7 Diagnostica neuropsicologica; altre esplorazioni; Anomalie cromosomiche; 21.8 Malformazioni del sistema nervoso]; Anomalie del processo di neurulazione; Disordini della migrazione e solcazione; Disordini della proliferazione; Disordini della linea mediana; Idranencefalia; Sindrome di Dandy-Walker; Anomalie da mancata o completa disgiunzione o disrafismi del midollo spinale; 21.9 Patologie neonatali; 21.10 Idrocefalo; 21.11 Paralisi cerebrali infantili; 21.12 Malattie neurocutanee; Neurofibromatosi; Sclerosi tuberosa; Sindrome di Von Hippl Lindau; Angiomatosi neurocutanee; 21.13 Malattie cerebrovascolari; 21.14 Manifestazioni neurologiche in corso di malattie sistemiche e di tumori; 21.15 Epilessie; Crisi generalizzate; Crisi focali; Crisi non classificabili; Epilessie focali idiopatiche; Epilessie focali sintomatiche e criptogenetiche (o probabilmente sintomatiche); Epilessie generalizzate idiopatiche;  Epilessie generalizzate sintomatiche; Epilessie generalizzate criptogenetiche o sintomatiche; 21.16 Disturbi parossistici non epilettici; 21.17 Disturbi del movimento; Tic; Discinesia parossistica; Corea; 21.18 Disturbi del sonno; Mioclonie ipniche; Movimenti ritmici; Alterazioni del risveglio; Pavor notturno; sonnambulismo; 21.19 Cefalea; emicrania; 21.20 Malattie neuromuscolari; Atrofia muscolare spinale (SMA); Neuropatie; Paralisi dei nervi cranici; Lesioni traumatiche o infiammatorie dei plessi e dei nervi; Neuropatie ereditarie senso-motorie (HMSN); Miastenia; 21.21 Ritardo mentale; 21.22 Disturbi pervasivi dello sviluppo; Disturbo autistico; Sindrome di Rett; Sindrome di Asperger; Disturbo disintegrativo dell’infanzia; 21.23 Disturbo dell’attenzione, iperattività e impulsività (ADHD)];

Capitolo 22: Errori congeniti del metabolismo (Donati, Pochiero, Sacchini, Gasperini, Procopio, Pasquini); [22.1 Esordio acuto; Esordio acuto neonatale; Sintomatologia aspecifica; Sintomatologia specifica; Esordio acuto-intermittente tardivo; Diagnosi; Trattamento di emergenza; terapia di supporto; Correzione dell’acidosi; Terapia delle infezioni; Terapia antibiotica intestinale; Alimentazione; Detossificazione endogena-vie metaboliche alternative; Terapia vitaminica; Detossificazione esogena: dialisi peritoneale, emodialisi e emofiltrazione continua; 22.2 Esordio cronico e progressivo; Sintomatologia; 22.3 Aminoacidopatie; Fenilchetonuria (PKU); Omocistinuria; Tirosinemia; Iperglicemia non chetonica (NKH); 22.4 Organico-acidurie; Propionico aciduria; Metilmalonico aciduria; Isovalerico aciduria; Glutarico Aciduria di Tipo 1; MSUD; 22.5 Difetti del ciclo dell’urea; 22.6 Disordini congeniti della glicosilazione: sindromi CDG (Congenital Disorders of Glycosylation); CDG-Ia; CDG-Ib; CDG-IIc; 22.7 Malattie perossisomiali; Gruppo 1; Malattia di Zellweger; Adrenoleucodistrofia (ALD) neonatale; Malattia di Refsum infantile; Condrodisplasia rizomielica puntata di tipo 1; Gruppo 2; ; Adrenoleucodistrofia X-Linked; Malattia di Refsum; Malattie mitocondriali; 22.9 Malattie da accumulo lisosomiale; Mucopolisaccaridosi (MPS) e oligosaccaridosi; Sindrome di Hunter (MPS II), X-Linked, difetto di iduronato-2-solfatasi; Malattia di Fabry; Malattia di Gaucher; 22.10 Glicogenosi; GSDI (Malattia di Von Gierkre); GSD III (Malattia di Cori); GSD IV (malattia di Andersen); GSD II (malattia di Pompe); Forma infantile; Forma giovanile; Forma infantile non classica; 22.11 Screening neonatale per malattie metaboliche ereditarie];

Capitolo 23. Il diabete mellito (Toni, Barni, Gusasti, Lenzi, Piccini [23.1 Definizione e classificazione; 23.2 Il diabete mellito di tipo 1; La chetoacidosi; Trattamento della chetoacidosi diabetica; Reidratazione; Terapia insulinica; Potassio; Bicarbonato di sodio; Complicanze della chetoacidosi; L’ipoglicemia; Il trattamento nel quotidiano; 23.3 Il diabete mellito di tipo 2; Studi sulla prevenzione (screening dei soli soggetti a rischio; Indicazioni sullo screening in età pediatrica; Note di terapia; 23.4 Il diabete monogenico (MODY Maturityonset diabetes of the Young); 23.5 Diabete neonatale]);

Capitolo 24. Test di funzionalità respiratoria (Calogero, Lombardi) [24.1 Test di funzionalità respiratoria;Il lattante e il bambino sotto i due anni; Il bambino in età prescolare (2.6 anni); Tecnica dell’interruzione (Rint); Tecnica delle oscillazioni forzate; 24.2 Il bambino collaborante; Spirometria; Pletismografia corporea];

Capitolo 25. Respiro sibilante (Fenu, Lombardi) [25.1 Prevalenza; 25.2 Fenotipi di sibilo; 25.3 Diagnosi differenziale; Anamnesi; Esame obiettivo; Indagini di laboratorio e strumentali; Test di provocazione bronchiale; Indagini di laboratorio; Indagini di diagnostica per immagini; 25.4 Trattamento; Trattamento della riacutizzazione; Terapia di mantenimento];

Capitolo 26. Fibrosi cistica (Braggion, Neri, Taccetti, Repetto) [26.1 Epidemiologia; 26.2 Il gene e il suo prodotto; Le mutazioni del gene CFTR; Fibrosi cistica classica e forma atipica (o patologia associata al gene CFTR; Genetica e terapie sperimentali; Genetica e screening neonatale; Screening degli eterozigoti (portatori sani) e diagnosi prenatale; 26.3 Fisiopatologia; 26.4 Manifestazioni cliniche; 26.5 Diagnosi; 26.6 Trattamento];

Capitolo 27. Le malattie allergiche (Novembre, Mori, Rossi, Pucci) [27.1 Basi cellulari e molecolari dell’allergia; 27.2 Approccio clinico al bambino con sospetta allergia; 27.3 Indagini in vivo e in vitro; Indagini in vivo; Indagini in vitro; 27.4 Principi di terapia delle malattie allergiche; Broncodilatatori agonisti beta-2-adrenergici; Corticosteroidi; Antistaminici; Antileucotrienici; Adrenalina; Cromoni; Anticorpi anti-IgE; 27.5 Rinite allergica; 27.6 Congiuntivite allergica e congiuntivire vernal; 27.7 Asma bronchiale; Storia naturale; Diagnosi; TerapiaTerapia di fondo; Dispositivi per i farmaci per via inalatoria; Farmaci per via orale; L’approccio a step nella terapia di fondo; Trattamento dell’attacco acuto; Attacco lieve; Attacco moderato; Attacco grave; I farmaci dell’attacco acuto; Salbutamolo; Ipiatropium bromuro; Corticosteroidi; Magnesio fosfato; Aminofillina; 27.8 Allergia alimentare; Orticaria (angioedema); Anafilassi gastrointestinale; Sindrome orale allergica; Asma; Anafilassi; Eczema atopico; Dermatite da contatto; Esofagite/gastroenterite allergica eosinofila; Forme di allergia alimentare non IgE-mediate della prima infanzia; 27.9 Orticaria-angioedema; 27.10 Dermatite atopica; 27.11 Anafilassi; 27.12 Allergia al veleno d’insetto; 27.13 Reazione allergiche a farmaci; 27.14 Allergia al latice];

Capitolo 28. Gastroenterologia (Leonetti) [28.1 Disordini funzionali gastrointestinali; Dolori addominali ricorrenti; Sindrome dell’intestino irritabile; Diarrea cronica aspecifica; Stipsi funzionale; 28.2 Malattia da reflusso gastro-esofageo; 28.3 Ulcera gastro-duodenale; 28.4 Malattia celiaca; 28.5 Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)];

Capitolo 29. Epatologia (Indolfi, Bartolini, Resti) [29.1 Insufficienza epatica neonatale; Emocromatosi neonatale; Neoplasie ematiche; Infezioni virali; Malattie metaboliche; Galattosemia; Intolleranza ereditaria al fruttosio; Tirosinemia; Malattie mitocondriali; Altre cause ed epatite neonatale idiopatica gigantocellulare; Gestione generale del neonato con insufficienza epatica; Indagini diagnostiche; Misure generali; Emocromatosi; Infezione da Herpes Simplex Virus; Galattosemia; Tirosinemia; 29.2 Colestasi neonatali; Definizione e classificazione; Sintomatologia; Indagini diagnostiche; Colangite sclerosante neonatale; Colestasi familiari progressive intraepatiche; FIC 1 o Malattia di Byler; PFIC-2 o BSEP (Bile Salt Export Protein Deficiency); PFIC-3 o Deficit MDR3; Difetti congeniti di sintesi degli acidi biliari; 29.3 Sindrome di Alagille; 29.4 Deficit di Alfa1-antitripsina; Aspetti genetici; Epidemiologia; Aspetti istologici; Clinica; Diagnosi; 29.5 Atresia delle vie biliari; Epidemiologia; Clinica; Classificazioni; Diagnosi laboratoristico-strumentale; Appoccio chirurgico; Terapia adiuvante medica; Complicazioni; Trapianto epatico; Outcome; 29.6 Malattia di Wilson; Genetica; Epidemiologia; Clinica; Segni e sintomi epatologici; Segni e sintomi neurologici e psichiatrici; Segni e sintomi ematologici; Segni e sintomi renali; Altri segni e sintomi; Esordio con insufficienza epatica acuta; Diagnosi; Test da carico con penicillamina; Screening familiare nella malattia di Wilson; Terapia; Dieta; 29.7 Epatite autoimmune; Esordio clinico; Criteri diagnostici; Trattamento standard; Terapia alternativa; Durata della terapia immunosoppressiva; 29.8 Colangite sclerosante autoimmune; Colangite sclerosante autoimmune e e colangite sclerosante primaria; 29.9 Steatosi e steatoepatite non alcolica; 29.10 Epatopatie cistiche; Cisti del coledoco; Cisti epatiche singole; Spettro cistico epatorenale: Rene policistico autosomico recessivo; Rene policistico autosomico dominante; Malattia epatica policistica isolata autosomica dominante; Malattia e sindrome di Carolì; Fibrosi epatica congenita; Perforazioni biiari spontanee; 29.11 Insufficienza epatica; Epidemiologia dell’insufficienza epatica acuta; Etiologia; Infezioni; Malattie metaboliche; Xenobioti; Epatopatie autoimmuni; Patologie emato-oncologiche; Epatiti idiopatiche; Dati anamnestici; Esame fisico iniziale e presentazione clinica; Esami ematochimici, delle urine e strumentali all’ingresso; Gestione clinico-terapeutica; Sedazione; Apporto idrico; Glicemia ed elettroliti; Terapia medica aspecifica; Aspetti nutrizionali; Esami ematici per valutare andamento ed evoluzione dell’insufficienza epatica; Complicanze dell’insufficienza epatica e misure preventive; Coagulopatia ed emorragie; Prevenzione del rischio di sanguinamento; Ipertensione portale, varici e prevenzione delle emorragie gastrointestinali; Encefalopatia epatica, edema cerebrale e ipertensione endocranica; Encefalopatia epatica; Nefropatia; Pneumopatia; Aspetti cardiocircolatori; Aspetti metabolici; Ascite; Infezioni; Kernittero; Terapie speifiche; Insufficienza epatica da paracetamolo; Amanita phalloides; Trapianto; 29.12 Ipertensione portale; Definizioni; Cenni di fisiologia e anatomia; Classificazione anatomica ed etiologica; Clinica; Approccio diagnostico; Terapia; Sanguinamento acuto da varici; Propanololo; Esofagoscopia in prevenzione primaria e secondaria; 29.13 Neoplasie epatiche maligne; Epatoblastoma; Carcinoma epatocellulare: 29.14 Neoplasie epatiche benigne; Amartoma mesenchimale; Tumori vascolari emangioma ed emangioendotelioma; 29.15 Malformazioni vascolari a basso e alto flusso; Iperplasia nodulare focale; Iperplasia nodulare rigenerativa; Pseudotumor infiammatorio del fegato; 29.16 Trapianto epatico in età pediatrica; Indicazioni; Epatopatie croniche; Insufficienza epatica acuta; Epatopatie metaboliche; Neoplasie; Controindicazioni; ; Tecniche operative; Rigetto di trapianto; Complicanze; I farmaci antirigetto; Caratteristiche cliniche; Sindromi di accompagnamento; Farmaci specifici; Paracetamolo; Acido valproico; Lamotrigina; Fenobarbital; Metotrexate; Pinicilline; Aspirina; FANS; Isoniazide; Antifungini; 29.18 Epatiti infettive virali; Epatite A; Epatite B; Etiologia; Epidemiologia; Aspetti clinici; Trattamento; Prevenzione; Epatite C; Etiologia; Fattori di rischio di trasmissione verticale; Manifestazioni ciniche; Manifestazioni extra-epatiche dell’infezione da HCV; Trattamento; Epatite Delta; Epatite E; 29.19 Epatiti infettive non virali; Epatiti batteriche, ascessi epatici e colangiti; Tubercolosi; Brucellosi; LIsteriosi; Tularemia; Leptospirosi; Borreliosi; Febbre Q; Infezioni fungine; Infezioni parassitarie; 29.20 Ittero; Epidemiologia; Basi biochimiche: metabolismo della bilirubina; Tappe fondamentali del metabolismo della bilirubina; Classificazione patogenetica delle iperbilirubinemie: indiretta, diretta, mista; Aspetti clinici dell’ittero; Ittero fisiologico; Ittero da latte materno; Sindrome di Crigler Najjar; Sindrome di Gilbert; Ittero da emolisi; Ittero a bilirubina coniugata; Sindrome di Rotor; Sindrome di Dubin-Johnson];

Capitolo 30. Apparato cardiovascolare (Calabri, De Simone, Favilli, Pollini, Chiappa) [30.1 Anamnesi; 39.2 Esame obiettivo; Aspetto generale; Colorito di cute e mucose; Il tempo di riperfusione capillare; Polso arterioso; Polso venoso; Addome; Torace; Soffi cardiaci; soffi sistolici; Soffi diastolici; Soffi sistodiastolici (o continui); Soffio innocente; Ronzio venoso; Soffio da eiezione polmonare; Soffio da stenosi periferica fisiologica dell’arteria polmonare; Soffio di Still; Soffio carotideo; Saturimetria percutanea; Radiografia del torace; Ecocardiogramma; 30.3 Funzione miocardica e scompenso cardiaco; Fisiopatologia e classificazione; Meccanismi di compenso; Segni e sintomi; Diagnosi; Classificazione dello scompenso; 30.4 Cardiopatie congenite; Epidemiologia e cause; Classificazione; Cardiopatie congenite non cianogene; Difetto del setto interatriale (DIA); Difetto atrio-ventricolare o canale atrio-ventricolare (CAV); Pervietà del dotto arterioso (PDA); Coartazione aortica; Stenosi aortica (SA); Cardiopatie congenite cianogene; Ostruzioni all’efflusso ventricolare destro; Stenosi polmonare; atresia polmonare; Atresia polmonare con difetto interventricolare; Tetralogia di Fallot; Trasposizione delle grosse arterie (TGA); Ritorno venoso polmonare anomalo totale (RVPAT); Anomalia di Ebstein della tricuspide; Cuore sinistro ipoplasico; Tronco arterioso comune (TA); 30.5 Pericardite; Elettrocardiogramma; Ecocardiogramma; Esami di laboratorio; Terapia; 30.6 Miocardite; Anamnesi; esami ematici; Elettrocardiogramma; Ecocardiogramma; Biopsia miocardica; Terapia; Prognosi; 30.7 Endocardite infettiva; Anatomia patologica; Esame obiettivo e segni clinici essenziali; Diagnosi; Terapia; 30.8 Cardiomiopatie; Cardiomiopatia ipertrofica; Presentazione e segni clinici essenziali; Terapia; Cardiomiopatia dilatativa; Cardiomiopatia restrittiva; 30.9 Aritmie; Definizione e classificazione delle aritmie; Elettrocardiografia; Aritmie sopraventricolari; Aritmie sopraventricolari sporadiche; Extrasistolia sopraventricolare; ; Aritmie sopraventricolari ripetitive da rientro; Tachicardia sopraventricolare da rientro nel nodo atrioventricolare (TRNAV); Tachicardia sopraventricolare da rientro  atrioventricolare (TRAV); Aritmie sopraventricolari ripetitive focali; Tachicardia atriale automatica; Ritmo atriale caotico; Fibrillazione atriale parossistica; Tachicardia Hisiana; Aritmie ventricolari; Aritmie ventricolari sporadiche; Extrasistolia ventricolare; Aritmie ventricolari ripetitive; Tachicardia ventricolare; Sindrome di Brugada; Aritmie ventricolari non sincronizzate; Tachicardia ventricolare polimorfa, tacchicardia ventricolare catecolamino-dipendente; Torsione di punta – sindrome del QT lungo; Fibrillazione ventricolare; Aritmie ipocinetiche; Disturbi della formazione; Blocco seno-atriale; Arresto sinusale, disfunzione del nodo del seno; Disturbi della conduzione; Blocco atrio-ventricolare];

Capitolo 31 Nefrologia (Pela) [31.1 Ematuria; 31.2 Sindrome nefritica e glomerulonefrite post-streptococcica; 31.3 Proteinuria; 31.4 Sindrome nefrosica; 31.5 Sindrome emolitico-uremica: 31.6 Tubulopatie; Acidosi tubulari; Sindrome di Bartter; Diabete insipido; 31.7 Insufficienza renale acuta; 31.8 Insufficienza renale cronica; 31.9 Infezioni delle vie urinarie; 31.10 Condizioni urologiche; Reflusso vescicoureterale; Idronefrosi; Valvole dell’uretra posteriore; Ipospadia];

Capitolo 32. Reumatologia (Simonini, Calabri, Cimaz) [32.1 Indagini di laboratorio; Indagini di secondo livello; 32.2 Artrite idiopatica giovanile; AIG sistemica; AIG olicoarticolare; AIG poliarticolare  con FR negativo; AIG poliarticolare  con FR positivo; Artrite psoriasica; AIG artrite-entesite; AIG indifferenziate; Diagnosi; Prognosi; Terapia farmacologica; Terapia riabilitativa; 32.3 Artriti reattive; Malattia reumatica; Quadro clinico; Diagnosi; Indagini di laboratorio; Indagini strumentali; Terapia; Profilassi e follow-up; Artrite reattiva post-streptococcica; Altre artriti reattive; 32.4 PANDAS; 32.5 Connettiviti; Lupus Eritematosp Sistemico (LES); Manifestazioni cutanee; Manifestazioni mucose; Manifestazioni muscolo-scheletriche; Nefrite lupica; Interessamento del sistema nervoso centrale; Interessamento cardiaco; Interessamento polmonare; Interessamento ematologico; Terapia; Dermatomiosite giovanile; Sclerodermia; Sindrome di Sjogren; Sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi; 32.6 Vasculiti; Porpora di Schonlein-Henoc; Sindrome di Takayasu; Poliarterite nodosa; Sindrome di Behcet; Malattia di Kawasaky; Epidemiologia; Etiopatogenesi; Manifestazioni cliniche;; Esami ematochimici e strumentali; Terapia; 32.7 Febbri periodiche e sindromi autoinfiammatorie; Febbre mediterranea familiare (FMF); Sindrome periodica associata al recettore per il TNF (TRAPS); Sindrome periodica febbrile con iper-IgD (HIDS); Criopirinopatie; Sindrome di Blau / Sarcoidosi ad esordio giovanile];

Capitolo 33. Ematologia (Aricò, Bernini) [33.1 Alcune notizie utili; Conta dei reticolociti; 33.2 Le patologie più frequenti a carico del globulo rosso; A. Le anemie; Valutazione del paziente anemico; Anemie da ridotta produzione di globuli rossi; Anemia da carenza di ferro; Anemie megaloblastiche; Anemie da eccessiva distruzione dei globuli rossi (anemie emolitiche); Sferocitosi ereditaria; Anemie emolitiche da difetti extraglobulari; Anemia emolitica autoimmune primitiva; Emoglobinuria parossistica a frigore; Anemie da perdita di sangue (emorragia manifesta o occulta); B. Le policitemie; Policitemia del neonato; Policitemia del bambino più grande; 33.3 Le patologie di rilievo a carico dei leucociti; Anomalie quantitative dei granulociti e del sistema fagocitico in genere; Neutrofilie; Eosinofilie; Sindrome da ipereosinofilia; Neutropenie; Neutropenia ciclica; Neutropenia congenita grave (sindrome di Kostmann); Anomalie di funzione dei granulociti e dei fagositi mononucleari; 33.4 Disordini di rilievo a carico delle piastrine; Porpora trombocitopenica idiopatica (autoimmune); Piastrinopatie; Trombocitosi; 33.5 Insufficienze midollari; Anemia di Diamond-Blackfan; Anemia di Fanconi; Anemia aplastica acquisita; 33.6 Emostasi e difetti della coagulazione; Emofilia A e B];

Capitolo 34: Oncologia (Bernini, Aricò) [34.1 Epidemiologia; 34.2 Patogenesi; 34.3 Diagnosi; Segni e sintomi all’esordio; Segni di focolaio; Intervallo di tempo tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi; Indagini necessarie per la diagnosi; Tomografia computerizzata (TC); Risonanza magnetica; Angiografia; Medicina nucleare; 34.4 Curare e avere cura; Chemioterapia; Chirurgia; Radioterapia];

Capitolo 35. Chirurgia (Messineo) [35.1 Patologie chirurgiche neonatali; Atresia dell’esofago; Occlusioni intestinali; Enterocolite necrotizzante; Ileo da mecomio; Morbo di Hirschsprung (aganglia rettocolica) e malattie associate; 35.2 Malformazioni; Malformazioni anorettali; Onfalocele e gastroschisi; Ernia diaframmatica congenita; 35.3 Patologia chirurgica del lattante: ipertrofia del piloro; 35.4 Patologia del dotto peritoneo-vaginale; 35.5 Patologia testicolare del bambino e dell’adolescente; criptorchidismo; Testicolo retrattile; Ectopia testicolare; Testicolo dubbio; Testicolo non palpabile; Testicolo bilaterale non palpabile; Varicocele; Aderenze balano-prepuziali e fimosi; 35.7 Addome acuto; Appendicite acuta; Ascesso appendicolare; Invaginazione intestinale; Divericolo di Meckel; Malrotazione e volvolo intestinale; Torsione ovarica; 35.8 Reflusso gastroesofageo; 35.9 Scroto acuto];

Capitolo 36: Aspetti medico-legali peculiari dell’età pediatrica (Pignotti) [36.1 Aspetti giuridico-legislativi; 36.2 Tipologia degli eventi avversi in età pediatrica; 36.3 Minimizzazione del rischio di procedimenti per responsabilità professionale].

Questionari ed eventi formativi. Una risorsa

congressistiIn questi ultimi tempi si sente spesso parlare di crediti formativi di eventi accreditati, di formazione a distanza o FAD e di altri concetti a questi collegati.

Con la consapevolezza che il tema trattato non possa interessare larghi strati di popolazione, vorrei fare qualche riflessione su un singolo elemento della galassia formazione.
L’autore si ritiene esonerato da obbligi di completezza dell’informazione pur cercando di raggiungerla nei limiti del possibile.

Torno ai singoli elementi, alludo ai questionari.
Ogni evento formativo prevede la somministrazione di questionari, di solito due: quello di apprendimento e quello di gradimento. Accanto a questi ve ne sarebbero anche altri destinati sia ai discenti che ai docenti, ma limitiamoci ai due indicati. Il questionario è appunto, un obbligo normativo, ma non è solo questo: lo vedremo.

Il Questionario di gradimento di un evento formativo è uno strumento utile, probabilmente molto più utile e potente di quanto si immagini.
Ribadisco, se dovessi dire che parlare di QdG in un blog come questo è cosa fondamentale, molto verosimilmente direi una bugia. Parimenti se dico che non è vietato parlarne, e che possono esserci persone interessate alla lettura, anche solo per mera curiosità, non dico niente di falso. Allora diciamo che si parla di QdG per poche persone a cui interessa e per qualche curioso che occasionalmente passa di qui e legge.

Tornando al questionario di gradimento – mi riferisco a quello somministrato al termine di un evento formativo – è sì uno strumento di valutazione, ma è anche (se si esamina dettagliatamente)  un modo di vedere con gli occhi degli altri, di cogliere l’empatia o il disagio e di verificarne la similitudine ovvero la diversità con quanto percepito in aula.

Molti questionari di gradimento (quasi la totalità) hanno subito una sorta di standardizzazione, che si realizza in una serie di scale a 5 intervalli.
Il compilatore è invitato a contrassegnare una casella (per restar nella metafora un gradino) della scala. Sostanzialmente si va da “male-discretamente-normale-bene-benissimo” ovvero “Non rilevante – Poco rilevante – Abbastanza rilevante – Rilevante – Molto rilevante” o ancora “Scarsa – Mediocre – Soddisfacente – Buona – Eccellente”. Vengono esplorate in questo modo qualità di competenze dei docenti, chiarezza espositiva, clima d’aula, coinvolgimento e quant’altro.

Si noti, quando si ottengono punteggi molto bassi, o comunque non soddisfacenti per la “chiarezza espositiva”, si controlli attentamente che non vi sia una significativa differenza di linguaggio tra docente e discenti. Non è infrequente che un addetto ai lavori parli un linguaggio troppo tecnico  magari in buona fede – a un pubblico non esperto.
Vari sono gli elementi che suggeriscono che il questionario sia stato stilato distrattamente o comunque senza interesse (e se molti questionari sono stati riempiti senza interesse è un segnale!). Questionari in cui sia stata meccanicamente contrassegnata la colonna all’estrema destra (dove sono indicati i punteggi più alti) non sempre equivale a un tripudio.

Sarebbe buona regola – quando possibile – somministrare questionari contenuti totalmente in una sola facciata del foglio. E’ osservazione comune che una parte residua, magari anche minima, di domande sul retro del foglio risultino “bianche”.

Ma la parte del questionario più importante per chi organizza eventi formativi, è quella dove i discenti sono invitati a segnalare, in maniera aperta e non con la crocetta, proprie valutazioni, critiche, criticità. Prima della consegna dei questionari è utile sollecitare garbatamente i destinatari alla corretta compilazione, sottolineando l’utilità del loro contributo per la programmazione e la progettazione di eventi futuri. Tale sollecito deve essere molto garbato; non deve in alcun modo essere inquisitorio nè suggestivo.L’anonimato deve essere garantito. Ciò significa che lo scrivente deve percepire la garanzia di riservatezza.

La risposta aperta, è ovvio, comunica molte più informazioni della crocetta apposta nella casella, tuttavia è opportuno fare alcune precisazioni.
Lo spazio lasciato allo scrivente deve essere sufficientemente ampio (non tutti hanno una spiccata capacità di sintesi). Del resto la breve scritta lapidaria di due o tre parole, così come il “romanzo” ovvero un lungo messaggio scritto fitto fitto, hanno un loro significato. Non raramente coloro che scrivono lunghi commenti seminano tracce di coinvolgimento (spesso affettuoso, qualche volta rabbioso). Non escluso in questo tipo di messaggio il “discorso diretto” o – mutuato dal web – l’uso delle maiuscole a significare “sto gridando”.

Ecco un esempio di discorso diretto con tanto di punti esclamativi e virgolettato:
Gli aspetti pratici. Nella nostra attività quotidiana “vorremmo imparare a riconoscere un cuore normale da uno patologico!!!” (si tenga presente che il discorso diretto, sovente indicatore di rabbia coinvolgente, trova il suo analogo nel linguaggio odierno del web nella scrittura a lettere maiuscole).

Non mancano esempi di coinvolgimento, o, al contrario, distanziamento.

“Come le emozioni possano esprimersi in immagini e come le immagini possano emozionare in un alternarsi e in un procedere nello stesso tempo fino a raggiungere… “metamorfosi” vere e proprie.”
Questa affermazione, di coinvolgimento, all’interno di un questionario di gradimento di un corso andato davvero bene era la risposta alla domanda “Quali sono stati a Suo avviso gli aspetti più interessanti e positivi?”

Talora nel descrivere i limiti di un corso vengono usati avverbi dubitativi come “forse”, “probabilmente”; è frequente altresì l’uso del condizionale. Probabilmente è una sorta di minimizzazione, tesa a a non inficiare un giudizio globale molto favorevole sul corso!

Nella stragrande maggioranza dei corsi svolti, alla domanda “Ha avuto delle difficoltà?”, la risposta è un plebiscito di “no”, quando ci sono molti “si” e ancor più la descrizione di una o più difficoltà (poco conta che siano reali o percepite) il dato deve far riflettere molto.

La valutazione dell’attività di docenza è un mondo a parte. Quando gli oratori sono numerosi è richiesta una valutazione complessiva, e ciò, probabilmente, semplifica le cose. Quando i docenti sono pochi, o addirittura due soli, si può assistere a degli allineamenti eccessivi nel giudizio; ciò non esclude che la valutazione possa veramente essere identica per entrambi i relatori, tutavia talora è legittimo il sospetto che altre motivazioni abbiano indotto a valutazioni fotocopia.

Avevo in mente di teminare questo articolo con la parola “Fine”; cambio idea e finisco con un’altra parola: “Continua”!